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Clima, Fs investe 120 milioni l’anno per difendere i binari

Ferrovie dello Stato

L’impatto dei cambiamenti climatici è sotto gli occhi di tutti anche in Italia e i dati sull’accelerazione di questi fenomeni sono sempre più preoccupanti. Frane, alluvioni, ondate di calore e gelo, incendi e trombe d’aria; si tratta di eventi che si manifestano in modo estremo e ormai riguardano ogni stagione.

Per rispondere ad una tale sfida climatica, che colpisce indifferentemente gli esseri viventi come quelli non viventi il Gruppo FS Italiane ha pensato di mettere al riparo uno dei suoi beni più preziosi: i binari dove corrono i treni. Gli interventi decisi sono pertanto azioni di prevenzione strutturale più che semplice manutenzione.

Insieme a Rete Ferroviaria Italiana (RFI), società partecipata che gestisce l’intera rete, l’azienda ha programmato un investimento del valore di 120 milioni di euro annui, fino al 2023. Investimenti che si sommano ai 500 milioni di euro spesi nei 5 anni precedenti per garantire infrastrutture resilienti e ottimizzare la regolarità del servizio oltre alla sicurezza durante il trasporto di passeggeri e merci.

In Italia la rete ferroviaria nazionale si estende per 17mila chilometri: poco più della metà (il 55%) della rete corre in aree pianeggianti, ma la restante parte si trova in zone collinari e montane a maggior rischio idrogeologico: sono 3.700 i chilometri di rete che si trovano in aree a rischio alluvioni, mentre circa 1.900 km sono in aree a rischio frana. Nel periodo 2011-2020 si sono registrati circa 2.200 eventi (frane e alluvioni) che hanno interessato la rete ferroviaria; di questi circa i due terzi sono avvenuti nel periodo 2011-2015, nonostante il progressivo aumento degli eventi atmosferici nel decennio. Nel periodo 2016-2020 gli eventi che hanno avuto impatto sulla rete sono stati meno numerosi grazie agli investimenti realizzati, ma è aumentata la loro portata al punto tale che, nonostante siano meno frequenti, hanno creato maggiori problemi alla circolazione ferroviaria, con interruzioni di servizio e danni alla rete.

La resilienza climatica è oggi un fattore chiave di ogni rete di trasporto, specialmente in Italia dove le fragilità del territorio e gli eventi meteorologici rappresentano da sempre un tema di grande rilievo. Il programma intrapreso dal Gruppo FS centra in pieno tre obiettivi: migliorare l’affidabilità del servizio, rafforzare la sicurezza della circolazione e ridurre i costi di gestione.

A confermare la lungimiranza degli investimenti di FS è un rapporto ufficiale, quello dell’Osservatorio Città Clima 2021 di Legambiente che descrive uno scenario in cui, nell’arco di soli dieci anni “si sono verificati 486 casi di allagamenti da piogge intense, 406 casi di stop alle infrastrutture da piogge intense con 83 giorni di stop a metropolitane e treni urbani, 308 eventi con danni causati da trombe d’aria, 134 gli eventi causati da esondazioni fluviali, 48 casi di danni provocati da prolungati periodi di siccità e temperature estreme, 41 casi di frane causate da piogge intense e 18 casi di danni al patrimonio storico”.

Legambiente spiega che c’è stato un approfondimento che riguarda proprio “la resilienza delle reti elettriche e ferroviarie, realizzato in collaborazione con Terna, e-distribuzione, Fs italiane. Solo nel corso del 2021, ad esempio, si sono verificati 14 eventi di danni causati da grandinate eccezionali. Dal 2010 a oggi, a causa del maltempo, si sono registrati 83 giorni di stop a metropolitane e treni urbani e 89 giorni di disservizi estesi sulle reti elettriche dovuti al maltempo.

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Categories: Economia e Imprese