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Chiara Ferragni e gli influencer, stretta dell’Agcom dopo il caso Balocco. Multe fino a 600 mila euro: ecco le nuove regole

Imagoeconomica

Dopo il caso Ferragni arriva la stretta dell’Agcom sugli influencer. Ieri, il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato all’unanimità linee guida volte a assicurare il rispetto da parte degli imprenditori digitali del Testo unico sui servizi di media audiovisivi.

“La crescente rilevanza e diffusione dell’attività degli influencer definiti come soggetti che creano, producono e diffondono al pubblico contenuti audiovisivi, sui quali esercitano responsabilità editoriale, tramite piattaforme per la condivisione di video e social media” – si legge nel comunicato – “hanno sollecitato l’Autorità ad intervenire”.

Gli influencer dovranno chiaramente indicare la natura pubblicitaria dei contenuti con una scritta prontamente e immediatamente riconoscibile. Le norme includono disposizioni per le comunicazioni commerciali e la protezione dei diritti personali, con un sistema di richiami e ordini per rimuovere o adeguare i contenuti. Le multe previste sono salatissime. In caso di sanzioni si rischiano pene fino a 600 mila euro.

Creare un codice di condotta

Le Linee guida prevedono l’avvio di un Tavolo tecnico per creare un codice di condotta che stabilisca le misure per gli influencer. Questo codice, conforme ai principi delle Linee guida, includerà sistemi per garantire trasparenza e riconoscibilità degli influencer, rendendoli facilmente identificabili e contattabili.

Il Tavolo tecnico includerà partecipanti al di fuori del tradizionale ambito normativo dell’Autorità, come quelli del settore dell’influencer marketing. Oltre agli influencer, coinvolgerà anche intermediari che facilitano le relazioni tra gli influencer e le aziende. Questa inclusione permetterà di considerare le esigenze di tali soggetti e di guidare le loro azioni verso il rispetto delle norme, utilizzando le buone pratiche del settore.

Come identificare chi è influencer

Le linee guida si applicano agli influencer in Italia che producono e diffondono contenuti audiovisivi con responsabilità editoriale tramite piattaforme di condivisione video e social media. Sono destinati in particolare a coloro che hanno:

  • almeno un milione di follower
  • pubblicano almeno 24 contenuti all’anno
  • hanno un “engagement rate” medio del 2% o superiore (ossia, che hanno suscitato reazioni da parte degli utenti, tramite commenti o like, in almeno il 2% dei contenuti pubblicati)

Economia social: un mercato da 250 miliardi di dollari

Il Commissario Agcom, Massimiliano Capitanio, su Linkedin, ha sottolineato che le nuove regole erano già in discussione prima del caso Ferragni e che più di una stretta si tratta “principi di trasparenza, rispetto e buonsenso da condividere con gli stessi creator in un apposito tavolo tecnico e che faranno bene a tutti, a partire dai tanti giovani che hanno trovato nei social un modo sano e creativo per lavorare”.

Le linee guida dell’Agcom derivano da una consultazione pubblica avviata a luglio, prima dell’esplosione del caso Ferragni. Questo sottolinea l’importanza di regole in un settore (quello dell’economia social) che genera circa 350 milioni di euro all’anno in Italia (dati del 2023) e 250 miliardi di dollari nel mondo e che, secondo una stima di Goldman Sachs, saliranno a 480 miliardi nel 2027.

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