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Cashback al via: tutte le strategie per dribblare le difficoltà

Photo by Clay Banks on Unsplash

L’età del cashback è iniziata e già si pensa ai possibili trucchi per aggirare limiti e difficoltà. Dall’8 al 31 dicembre gli italiani potranno beneficiare del cosiddetto “cashback di Natale”, ma solo se nel corso di questi 24 giorni pagheranno almeno 10 volte con strumenti tracciabili (carta di credito, bancomat, prepagata o app). Dal 2021, invece, il cashback entrerà a regime e il limite minimo di operazioni per avere diritto ai rimborsi salirà a 50 in sei mesi.

La misura non prevede tetti di reddito né soglie di spesa, di conseguenza il numero minimo di pagamenti digitali è l’unica condizione da rispettare per avere diritto ai rimborsi.

A questo proposito, la norma chiarisce che è proibito il frazionamento artificioso delle spese. Significa che non è consentito pagare un frigorifero con cinque operazioni digitali solo per raggiungere il limite di pagamenti.

Altre strategie, invece, sono implicitamente ammesse dallo Stato. Chi vuole acquistare una serie di libri, ad esempio, può andare più volte in libreria anziché concludere l’acquisto con una sola operazione. In questo modo, proprio perché non c’è un limite minimo di spesa, ogni libro vale come un pagamento utile a raggiungere quota 10 a dicembre o quota 50 fra gennaio e giugno.

Un’altra possibilità è quella di delegare tutti gli acquisti della famiglia a una singola persona, che quindi può concentrare le spese su una sola carta e raggiungere così più facilmente il numero minimo di pagamenti o il massimo del rimborso, da ripartire poi con i propri familiari.

Per entrare nel mondo del cashback, infatti, bisogna registrarsi sull’app IO della pubblica amministrazione e associare al proprio profilo almeno una carta di pagamento, quella che useremo per gli acquisti su cui vogliamo il rimborso del 10%.

Com’era prevedibile, però, l’alto numero di accessi ha mandato in tilt quasi subito l’applicazione gestita dallo Stato. Già la mattina del 7 dicembre, IO segnalava l’impossibilità di aggiungere i metodi di pagamento a causa dell’eccessivo numero di richieste (oltre 6 mila al secondo).

Per aggirare questo genere di difficoltà, è possibile aderire al cashback anche attraverso le app di pagamento private come Satispay, Yap, Nexi Pay, Postepay e BancoPosta (per i 29 milioni di titolari) e da metà gennaio per Bancomat Pay. In questo modo, non si deve passare per la App IO, che peraltro – a differenza delle altre applicazioni – impone agli utenti di accedere con le credenziali dell’identità digitale Spid o con il Pin della carta d’identità elettronica (Cie). Una ulteriore complicazione che in questo modo si può evitare.

La strada alternativa non è praticabile da chi vorrà associare al cashback più strumenti di pagamento riferiti a operatori diversi: in questo caso, è comunque obbligatorio registrarsi su IO. Non a caso, nell’ultima settimana l’app della pubblica amministrazione è stata scaricata oltre un milione e mezzo di volte.

Leggi anche la guida di FIRSTonline al cashback: 3 tipi di rimborsi, regole simili.

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Categories: Economia e Imprese