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Brexit, il sogno del rinvio piace alle Borse

Wikimedia Commons

Nella speranza di un rinvio della Brexit, Londra, +1,29%, trascina i listini europei che chiudono positivi nonostante la partenza zoppicante di Wall Street, ancora nervosa sul tema dazi, in attesa dei conti di Apple (stanotte) e delle decisioni della Fed (domani). 

In Europa i riflettori sono stati puntati tutto il giorno sul parlamento britannico, dove stasera si vota, dopo che Theresa May ha aperto il dibattito dicendo di voler rinegoziare con l’Ue modifiche all’accordo raggiunto a novembre, con l’obiettivo d’introdurre garanzie “vincolanti” contro il contestato meccanismo del backsop per l’Irlanda. Finora la Ue ha però escluso la possibilità di riaprire l’intesa. L’attesa però riguarda anche l’emendamento laburista prevede il rinvio della Brexit rispetto alla data fissata al 29 marzo nel caso in cui May non trovi una maggioranza in Parlamento su un nuovo piano per il 26 febbraio.

Bene Parigi +0,81%, Madrid +0,63%; Zurigo +0,88%. Piatta Francoforte +0,08%.

Piazza Affari sale dello 0,48% e si porta a 19.701 punti. Sul Ftse Mib il titolo migliore è Azimut, +2,93%, spinto dalla promozione a “buy” di Deusche Bank. Salgono anche i titoli difensivi come le utility, in particolare Snam +2,1%. Salgono Campari +2,37%, Diasorin 2,51%, Atlantia +2,31%. +,27% per Terna che oggi festeggia un nuovo massimo storico a 5,404 euro.

Le prese di profitto mandano invece a picco la Juventus, -6,75%, protagonista di un rally interminabile dal suo debutto sul listino principale. Restano fiacche le banche, Ubi -1,93%. Nel settore auto sono in calo Pirelli -2,29% e Brembo -1,43%. Stm cede l’1,57%, in attesa della trimestrale della cliente Apple, stanotte, quando chiuderà la borsa Usa.

L’obbligazionario resta ben intonato, con il rendimento del Btp al 2,63% e lo spread con il Bund in calo dello 0,69% a 243.40 punti. Secondo il ministro Giovanni Tria il Belpaese paga ancora un prezzo troppo alto per rifinanziare il suo debito. “I titoli di Stato italiani sono a livelli alti e ancora sembrano eccessivi, anche dopo l’accordo raggiunto con la Ue e nonostante i fondamentali”. Parlando a Washington il ministro ha detto che il governo vuole ridurre il debito, che non ci sarà bisogno di una manovra correttiva “perché gli obiettivi di deficit sono obiettivi strutturali e non tengono conto dell’andamento del ciclo economico”, che il sistema bancario tricolore è solido e l’Italia intende restare nella Ue e nella moneta unica.

Intanto l’euro-dollaro è poco mosso, in area 1,142. In rimbalzo il petrolio, che recupera le perdite della vigilia, Brent +2,29%, 61,18 dollari al barile. Oro alle stelle a 1310,37 dollari l’oncia. 

 

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Categories: Finanza e Mercati