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Borse 2018: l’euforia ha gia fatto salire il valore di 2.100 miliardi di dollari

FIRSTonline

Tra le bizzarrie di un mercato ruggente merita una citazione l’improvvisa resurrezione di Eastman Kodak, già azienda leader nella fotografia, poi condannata al declino all’apparenza irreversibile. Ma il titolo ha messo segno ieri un balzo del 39%, a 4,3 dollari, dopo aver toccato un massimo a 5,5 dollari. La chiave del mistero sta nell’annuncio del lancio del KODAKCoin, la criptovaluta che farà parte di KODAKOne, una piattaforma per la gestione di immagini destinata ai fotografi che utilizza la tecnologia blockchain.

Anche questo serve a dare una misura dell’euforia che, complici dati economici eccellenti ad ogni latitudine, sta investendo i mercati che, dall’inizio del 2018, hanno aumentato il valore di Borsa, a livello globale, di 2.100 miliardi di dollari, poco meno del Pil italiano.

LO YEN FRENA TOKYO, AVANZANO LE BORSE CINESI

Stamane, in realtà, Tokyo (-0,1%) si è concessa una pausa dopo aver toccato ieri il livello record dal 1991. Ma la Borsa ha assorbito senza traumi il primo ritocco al Quantitative Easing. La Banca del Giappone ha annunciato che saranno ridotti gli acquisti di obbligazioni di lungo periodo. Lo Yen si apprezza su dollaro per il secondo giorno consecutivo: cambio a 112,3. La Borsa della Corea del Sud è in calo dello 0,3%, quella dell’Australia dello 0,5%, quella dell’India è sulla parità. Taipei perde lo 0,7%.

A sostenere la corsa del Toro ci hanno pensato i listini cinesi. L’indice Hang Seng del listino di Hong Kong sale, toccando i massimi degli ultimi dieci anni: +0,7%. L’indice CSI300 dei listini di Shanghai e Shenzhen, guadagna lo 0,4%.

Positivi i dati sull’inflazione in Cina diffusi stanotte. I prezzi al consumo sono saliti in dicembre dell’1,8% anno su anno, in lieve accelerazione rispetto al dato di novembre, ma meno del +1,9% stimato. La spinta inflazionistica, per un’economia con tassi di crescita così forti, resta molto bassa: il target della banca centrale è 3%.

PIOGGIA DI RECORD IN USA. VOLA BOEING

Il motore del rialzo restano però i mercati americani: Nasdaq (+0,09%) e S&P (+0,13%) hanno messo a segno il sesto record assoluto consecutivo. Il Dow Jones (+0,41%) dopo l’impercettibile ribasso della vigilia, ha ripreso a salire.

Wall Street si conferma così il primo alleato del presidente Donald Trump, che si è già vendicato dell’ex collaboratore Stephen Bannon, autore delle rivelazioni contenute nel libro “Fire & Fury”: Bannon è stato licenziato da Breitbart, il sito di riferimento della destra Usa. Lo stesso Trump ha annunciato la partecipazione al prossimo meeting di Davos: lo spettacolo è assicurato.

Intanto, in attesa dei primi conti delle banche previsti per il fine settimana, a tirare il gruppo delle blue chip è stata Boeing (+2,7%), il titolo più effervescente dell’era Trump.

Sul mercato delle obbligazioni, c’è stato un assestamento del Treasury Bill a dieci anni, il cui rendimento si è spinto a 2,55%, sui massimi da marzo dell’anno scorso. La curva dei rendimenti è diventata leggermente più ripida, il differenziale tra il rendimento del biennale e del decennale è salito a 58 punti base.

RECUPERA IL DOLLARO, CORRE IL PETROLIO

Continua la ripresa del dollaro sull’euro, trattato a 1,1945.

Il petrolio continua a puntare verso l’alto. Stamattina il Brent tratta sulle piazze asiatiche a 69,2 dollari il barile, massimo degli ultimi tre anni: ieri sera la chiusura è stata a 68,8 dollari il barile (+1,5%). L’American Petroleoum Institute stima che le scorte di petrolio degli Stati Uniti abbiano registrato la scorsa settimana un calo di 11 milioni di barili.

A Piazza Affari Eni -0,4%, Saipem -0,5%. Tenaris +0,3% anche sull’onda del report di Equita che fa riferimento all’indagine sull’import di acciaio negli Stati Uniti. Il Dipartimento del Commercio americano dovrebbe pubblicare i risultati dell’indagine entro il 15 gennaio prossimo. La condanna dei produttori coreani potrebbe favorire le vendite del gruppo che produce in Usa.

L’OCCUPAZIONE SPINGE PIAZZA AFFARI OLTRE I 23 MILA PUNTI

Ancora una giornata eccellente per i mercati del Vecchio Continente sotto la spinta di diversi fattori: dati macro positivi, indicazioni favorevoli dai listini asiatici e dall’avvio di Wall Street. Non ultimo, il rafforzamento del dollaro e dello yen.

A Piazza Affari il rally ha permesso al Ftse Mib (+0,7%) di valicare la soglia dei 23 mila punti (23.004) sui massimi degli ultimi due mesi, ampliando il guadagno da inizio anno al 5% (1.400 punti in più in sole tre sedute). Sul piano tecnico, l’indice è arrivato in prossimità dell’area di resistenza nel range 22.860/23.134 (al top del 2017). I graficisti non escludono, dopo una fase di consolidamento, l’allungo verso i massimi 2015 (in area 24 mila).

Bene anche le altre borse europee: Francoforte +0,13%, Parigi +0,67% e Londra +0,45%. Curiosamente il mercato più tiepido è stato quello tedesco, nonostante i segnali di ulteriore accelerazione dell’economia. La produzione industriale in Germania, è balzata del 3,4% su base mensile. “Non ci possono essere dubbi – si legge in una nota di Unicredit – sul fatto che la ripresa continui senza ostacoli all’inizio del 2018 o addirittura acceleri ulteriormente”, in attesa della pubblicazione del Pil 2017 atteso per giovedì.

Il governo spagnolo alzerà la previsione di crescita del Pil per quest‘anno portandola oltre 2,5% da 2,3% attuale. Lo ha detto il ministro dell‘Economia Luis de Guindos.

Continuano intanto ad arrivare segnali positivi dal mercato del lavoro italiano. A novembre gli occupati sono infatti cresciuti di 65.000 unità ed il numero di persone con un‘occupazione è salito così a 23,183 milioni, il livello più alto delle serie storiche Istat, iniziate nel 1977.

IL TESORO ANNUNCIA UN TITOLO A 20 ANNI. OGGI ASTA BOT

Secondo uno studio di Ubs la fase economica positiva e gli acquisti mensili della Bce continueranno a contenere la volatilità dei Btp: il premio al rischio sul Bund non salirà molto rispetto ai livelli attuali con l’approssimarsi delle elezioni.

Si è indebolito nel pomeriggio il secondario italiano dopo l’annuncio alle 16 dell’offerta di un nuovo Btp sindacato ventennale. Il ministero dell’Economia ha incaricato una cordata di banche di gestire il collocamento di un nuovo titolo, il Btp 1 settembre 2038. Dopo la nota del Tesoro lo spread con il Bund è salito fino a 159 punti base. Il collocamento sarà gestito da Banca Imi, Barclays, Ing, JP Morgan e Rbs.

Oggi sarà la volta dell’asta Bot a 12 mesi (7,5 miliardi contro 7,7 in scadenza). Sul mercato grigio di Mts il titolo trattava ieri sera a un tasso in area -0,415%, da confrontare con l’ennesimo minimo della serie di -0,407% visto nell’asta di metà dicembre. Domani il Tesoro si limiterà alle riaperture dei benchmark a tre e sette anni per un ammontare tra 5 e 6 miliardi di euro. Da segnalare oggi anche l’appuntamento con il nuovo decennale, un’asta che punta a collocare 5 miliardi del nuovo benchmark febbraio 2028 che stacca una cedola di 0,50%.

SCUDERIA AGNELLI ALLE STELLE. FCA SUPER, OCCHIO A EXOR

Auto, finanza ma anche navi e moda. È stata per Piazza Affari una giornata dominata dai record storici.

Fiat Chrysler non si ferma più: il titolo (+1,99% a 18,47 euro) ha segnato il suo nuovo record storico, mentre gli analisti continuano ad aggiornare target e giudizi. Un report di Morgan Stanley, che cita le dichiarazioni dell‘ad Sergio Marchionne di mesi fa sullo scorporo del marchio Jeep, indica un prezzo a 30 euro nel caso bull, anche se il target è fissato a 16 euro. Ieri è stata la volta di Barclays che ha alzato il prezzo obiettivo da 18 a 21 euro, confermando la raccomandazione overweight. In generale il titolo continua a essere spinto dall’attesa per l’intervento di Marchionne al Salone di Detroit della prossima settimana, previsto per lunedì, e dall’altro dalle possibili operazioni straordinarie sul modello Ferrari: Magneti Marelli, Comau e la stessa Jeep, la vera gallina alle uova d’oro del gruppo.

Non meno interessante la controllante Exor (+2,08% a 58,85 euro) che, sottolinea il gestore di Ifigest Andrea Scauri, registra “uno sconto sul Nav intorno al 30%, superiore al 25% medio” in attesa di di possibili cessioni di asset da parte di Cnh Industrial +0,42% e di un aumento dei premi della controllata PartnerRe.

In terreno positivo anche Ferrari (+1,2%).

FINECO GUIDA LA CARICA DEL GESTITO

Primato storico anche per Finecobank (+4%) sull’onda dei dati della raccolta netta del 2017 pari a 5.958 milioni di euro, in crescita del 18% rispetto al 2016. Kepler Cheuvreux ha alzato il prezzo obiettivo del titolo a 10 da 8,8 euro.

In evidenza nel gestito anche Azimut (+2%) che nel 2017 ha realizzato una raccolta record di 6,8 miliardi di euro grazie anche al consolidamento di alcune acquisizioni (Monaco e Australia). Ancor meglio, sempre sull’onda di risultati record, Banca Generali (+2,9%).

Giornata positiva anche per le banche italiane: L‘indice di settore segna +0,99%, contro +0,58% dello Stoxx europeo.

Moody’s ha rivisto al rialzo l’outlook di Unicredit +0,6% a ‘positivo’ da ‘stabile’ riflettendo la crescente fiducia nel fatto che la banca possa centrare gli obiettivi del 2019. Mediobanca ha alzato il prezzo obiettivo su Intesa Sanpaolo +0,8% a 3 euro da 2,82 euro confermando il giudizio Neutral. Bene anche le popolari. Bper Banca +2%, Banco Bpm +1%.

FINCANTIERI, CERVED, CUCINELLI AL TOP

L’elenco dei record storici non finisce qui. Fincantieri +3,88% a 1,473 (massimo a 1,514), spinta dalle commesse raccolte dalla controllata Varde. Cerved +2,2%, nuovo record a 11,45 euro sull’onda dell’accordo sulla gestione delle sofferenze della popolare di Bari.

Brunello Cucinelli +1,23% al nuovo massimo di 28,90 euro. Il gruppo del cachemire ha registrato nel 2017 ricavi netti a 503,6 milioni (+10,4% a cambi correnti) con un incremento positivo in Italia (+11,2%) e nei principali mercati internazionali (nella Greater China +36,2%). La Fedone srl, finanziaria di famiglia, ha ceduto il 6% del 57% già controllato con una procedura di bookrunner gestita da Mediobanca.

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STM ACCELERA IN ATTESA DI LAS VEGAS

Buona performance di Stm (+1,86%), prossima protagonista al Ces, il salone dell’elettronica di consumo di Las Vegas. La società ha confermato la guidance per il quarto trimestre 2017 per quanto riguarda i ricavi, previsti in crescita del +10% su base trimestrale, e ha comunicato la data di pubblicazione dei risultati che sarà il prossimo 25 gennaio.

Scivola invece Salvatore Ferragamo (-1,87%). Ubs ha tagliato il giudizio da neutral a sell, con prezzo obiettivo rivisto al ribasso da 22 a 19 euro. Gli analisti hanno citato i timori che il 2018 possa deludere le speranze di ripresa, abbassando le previsioni sull’ebitda 2018 a 240 milioni di euro, del 10% più basso rispetto al consenso.

Fuori dal listino principale nuovo colpo di reni di Astaldi: +13,3%, che si aggiunge al +5,5% della vigilia.

Categories: Finanza e Mercati