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Borsa: corrono i petroliferi, scivolano le banche

FIRSTonline

Il rimbalzo del petrolio non basta a sostenere le Borse europee, in una seduta fiacca che accentua l’intonazione negativa con l’apertura in rosso di Wall Street. L’avversione al rischio sembra in parte correlata, almeno Oltreoceano, alle tensioni con la Corea del Nord, mentre in Europa l’attenzione è più concentrata sulla riunione della Bce, fra due giorni. 

I principali listini del Vecchio Continente chiudono in frazionale ribasso, con l’eccezione di Francoforte (+0,18%) sostenuta dal settore auto. Milano si ferma a 21.737 punti, -0,24%, con le banche nuovamente in discesa. Parigi cede lo 0,72%; Madrid -0,62%; Londra -0,52%. A New York i tre listini principali accentuano i cali nel corso della seduta, delusi anche dagli ordini all’industria scesi, a luglio, del 3,3%; non succedeva da aprile 2014. Il quadro internazionale inoltre resta inquietante. Dalla Cina il presidente russo Vladimir Putin avverte: “l’isteria militare potrebbe portare a una catastrofe mondiale”. Secondo Mosca il regime di Kim Jong Un preferirebbe “mangiare erba” che rinunciare al suo programma nucleare, le sanzioni non servono, ci vuole diplomazia.

La bilancia del cambio euro dollaro continua a pendere verso il primo, che anche oggi rosicchia qualcosa, restando comunque in zona 1,19. La buona intonazione della moneta unica potrebbe pesare sull’inflazione dell’Eurozona e indurre la Bce alla massima prudenza. D’altra parte anche la Fed frena. Per Lael Brainard, componente votante del comitato di politica monetaria della Federal Reserve, bisogna “procedere con cautela su un‘eventuale ulteriore stretta di politica monetaria, finché non saremo sicuri che l‘inflazione sta raggiungendo il nostro obiettivo” del 2%.

L’oro prende fiato, ma resta ampiamente sopra i 1300 dollari l’oncia, sempre vicino ai massimi da un anno a 1335,54 dollari. Dopo una lunga fase in discesa, rialza la testa il petrolio, Brent +2,14% a 53,46 dollari al barile. Il ritorno alla normalità nelle raffinerie Usa e il dialogo fra Russia e Arabia Saudita per un’estensione dei tagli, aiutano l’oro nero in questo recupero.

La seduta è moderatamente positiva per l’obbligazionario italiano: il rendimento del Btp 10 anni scende al 2,06% e lo spread con il Bund si contrae dello 0,92%, a 172.50 punti base. “L’economia italiana – dice l’Istat nella nota mensile – accelera sostenuta da una crescita diffusa tra i settori produttivi e dall’aumento dell’occupazione”.  

Tornando in Piazza Affari: in cima al Ftse Mib troviamo Tenaris, +3,26%, che ha avviato la sua rimonta nella seduta di ieri; Saipem +3,17%. Chiude il trio dei titoli petroliferi Eni, +0,45%. Bene Snam, +1,27%, promossa da RBC a ‘outperform’ da ‘sector perform’ con target price rivisto a 4,75 da 4,25 euro. Rimbalzo positivo di Yoox +1,9% e Brembo +1,13%.

I titoli peggiori sono tutti finanziari: Banco Bpm -2,28%; Ubi -2,16%; Unicredit -1,8%; Finecobank -1,62%; Mediobanca -1,68%. 

Fuori dal paniere principale Banca Carige si muove in controtendenza, +1,79%. Scattano le prese di profitto su Caltagirone Editore, -8,4%. Seduta difficile per Mondadori, -3,08%. Il Tribunale di Nanterre ha comminato oggi la sanzione massima, pari a 100 mila euro, al settimanale di gossip Closer (gruppo Mondadori France) per la pubblicazione nel 2012 delle foto di Kate Middleton a seno nudo. Kate e William avevano chiesto 1,5 milioni di euro.

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