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Borsa chiusura 14 febbraio: effetto Trump su Leonardo (+6) e effetto Prosieben (+12,4%) su Mfe di Berlusconi (+3,3%)

Leonardo

Il malessere dei mercati finanziari per un’inflazione Usa più vivace del previsto è durato un giorno solo: rialzano la testa oggi le Borse europee, che chiudono in frazionale progresso, e Wall Street ritrova il segno più dopo le perdite della vigilia. Si attenuano inoltre le tensioni sui titoli di Stato. 

Borsa, chiusura 14 febbraio: svetta Londra con inflazione stabile

Milano si apprezza dello 0,63% in sintonia con Parigi +0,68%, Francoforte +0,39%, Amsterdam +0,12%. La migliore è Londra +0,76%, con l’inflazione britannica ferma al 4% a gennaio contro attese di una nuova impennata. Un dato che ha portato una schiarita su entrambe le sponde dell’Atlantico, in attesa dell’indice più atteso dalla Fed sull’inflazione, quello Pce che uscirà a fine febbraio.

Prosegue inoltre la stagione delle trimestrali, tra luci ed ombre. Nella zona più buia oggi si colloca Heineken (-6,31% ad Amsterdam) dopo aver reso noto un crollo dei profitti netti del 14,1% a 2,30 miliardi di euro. I conti scaldano Cnh (+3,6%) a New York, dopo ricavi 2023 a 24,68 miliardi di dollari (+5%) e un utile netto di 2,383 miliardi (+17%). Vola Lyft (+29%), su utili sopra le stime e si mette in scia Uber (+12,5%). Movimenti sulle mega tech, con Nvidia che supera nuovamente Amazon per capitalizzazione, diventando la terza società statunitense per valore di mercato. 

In Piazza Affari i conti tonificano Interpump (+5,33%).

Piazza Affari spinta da Leonardo, Nexi, Interpump

Piazza Affari chiude a 31.329 punti base, sorretta dal rialzo di Leonardo +6,06%, Nexi +4,22% e Interpump

Su Leonardo Banca Akros ha alzato il prezzo obiettivo a 21 euro da 18 euro confermando inoltre la raccomandazione Buy. Inoltre basta guardarsi intorno e vedere le ambizioni della Nato sulle spese militari da parte dei paesi membri per rendersi conto che il settore vive una grande stagione. A ciò si aggiunga che all’ad Roberto Cingolani è stata posta oggi una domanda su un possibile interesse per l’unità veicoli difesa di Iveco (+1,43%) e il manager ha risposto che recentemente c’è stato un contatto tra le due società, ma che qualunque decisione sarà presa tenendo a mente “soldi e tecnologia”. L’azienda della difesa infine pubblicherà i risultati a fine febbraio e il piano industriale il 12 marzo. A spingere Leonardo è però anche la reazione europea alle provocazioni di Donald Trump, conil cancelliere Olaf Scholz che ha dichiarato che le aziende del settore possono contare sul fatto che governo aumenterà la spesa militare. 

Per quanto riguarda Nexi, il titolo della società di pagamenti digitali deve in parte la sua impennata alle indiscrezioni del Corriere della Sera su un’offerta da 800 milioni circa per la rete nazionale interbancaria ricevuta dal fondo F21.

Tra le blue chip migliori del giorno ci sono oggi anche molti titoli finanziari: si conferma sugli scudi Mps, +2,85%, sotto i riflettori fin dalla trimestrale e grazie al ritorno all’utile, con l’ad Luigi Lovaglio che oggi al Corsera afferma che il ritorno al dividendo porta la banca senese in una nuova normalità. 

Bene anche Unicredit +1,28%, su nuovi massimi da otto anni. Jefferies ha portato il target price del titolo a 41,60 euro. Bper invece perde l’1,12%.

Nel risparmio gestito rimbalzano Banca Mediolanum +2,18% e Azimut +1,31%.

Sale Telecom +1,93%, nel giorno di presentazione dei risultati preconsuntivi per l’esercizio 2023 e a seguito di quanto ha scritto Reuters, vale a dire che l’autorità di regolamentazione UE vorrebbe ‘alleggerire’ le norme in materia di fusioni per le telecomunicazioni mobili.

Si apprezza Cucinelli +1,95%.

Nella pagina negativa del listino i titoli più penalizzati sono Saipem -0,55% e Pirelli -1,17%, su realizzi dopo i recenti guadagni. Arretrano Tenaris -0,54% e Campari -0,47%.

Fuori dal paniere principale sono in evidenza i titoli del Biscione: Mfe A +3,32% e Mfe B +2,84%, dopo la trimestrale dell’emittente tedesca partecipata ProSiebenSat.1 (+12,47 a Francoforte).

Scende lo spread

Il clima più disteso si vede anche sul secondario italiano, dove lo spread tra Btp e Bund decennali arretra a 154 punti base, con tassi in calo rispettivamente al 3,86% e 2,32%.

Domani la Commissione Ue pubblicherà le previsioni su pil e inflazione.

Valutario, euro-dollaro stabile, vola il bitcoin

Il dollaro si sgonfia leggermente contro lo yen e le altre principali valute. L’euro preserva un cambio oltre 1,07% e si muove in lieve rialzo.

A fare notizia in giornata è stato soprattutto il bitcoin:, che ha superato anche quota 52mila dollari, massimi dal 2021, per poi ridimensionarsi in area 51.534. Il ritorno della criptovaluta a una capitalizzazione superiore a mille miliardi di dollari sta spingendo tutto ciò che le ruota attorno, a partire dalla piattaforma di trading Coinbase (+9%).

Tra le materie prime arretra il petrolio, Brent aprile 82,41 dollari al barile (-0,43%). Scende infine il gas ad Amsterdam sotto quota 25 euro al MWH, per la prima volta in oltre due anni.

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