X

Borsa, banche al top sulle nozze tedesche. Spread giù

FIRSTonline

Anche in Europa, come in Asia, la settimana finanziaria si è aperta all’insegna del rialzo in attesa di mosse espansive da parte della Fed. Tra l listini più vivaci Piazza Affari +0,7% attorno a 21.200 punti, davanti a Madrid +0,6%. Stesso incremento per Londra +0,6%. Più cauta Parigi +0,1%.

In pallido rosso solo Francoforte -0,2%, nonostante la risposta positiva del mercato all’annuncio delle trattative per la fusione tra Deutsche Bank +3,7% e Commerzbank +6.3%. In ribasso Allianz -0,5% anche perché potrebbe essere chiamata a prendersi una parte delle attività delle due banche.

In forte calo il rendimento dei titoli di Stato in attesa di segnali soft delle autorità monetarie: il Btp decennale scivola al 2,44%, ai minimi da maggio. Lo spread viaggia al di sotto dei 240 punti (minimo a 236).

La miscela tra i tassi in calo e l’attesa del merger in Germania fa da propellente al rialzo del comparto bancario: Unicredit +2,8%, Intesa Sanpaolo +1,8%, Banco Bpm +3%. Avanza anche Ubi Banca +1,7%. I principali azionisti della banca, che detengono il 22 percento del capitale, hanno presentato una lista per l’assemblea di aprile che conferma l’attuale Ad Victor Massiah.

Positive anche le assicurazioni ed il gestito.

Generali +0,7%, UnipolSai+1%- Avanza Azimut +2%.

Non ci sono i segni più. Impressiona il tracollo di Prada – 10,6%, il gruppo leader del lusso italiano quotato alla Borsa di Hong Hong. Nel 2018 ricavi si sono attestati a 3,14 miliardi di euro, in rialzo del 6% a perimetro costante ma il margine operativo è sceso del 10% a 366 milioni. La società ha annunciato che non metterà più a saldo le sue merci alla fine della stagione. Tiene Moncler +0,2%, giù Salvatore Ferragamo -2%. Sul settore pesano le conseguenze dei nuovi scontri a Parigi nelle vie del lusso.

Sotto pressione anche Salini Impregilo – 4% dopo i dati del 2018. Ricavi a 5,97 miliardi, circa cento milioni sotto le previsioni. Ebitda 436 milioni di euro, attese degli analisti a 487 milioni. Sotto le attese il risultato netto (72 milioni di euro), mentre è più alto del previsto il debito netto a fine anno, 859 milioni di euro. La società dice che il 2019 sarà all’incirca in linea con il 2018. Nessun dividendo sarà distribuito. Pietro Salini ha detto nella conference call che l’azienda, grazie anche alle acquisizioni (Astaldi ma non solo) punta a diventare il player di riferimento del settore italiano delle infrastrutture.

Tra gli industriali spicca il nuovo rialzo di Leonardo +4% ai massimi dell’anno.

Avanza anche Telecom Italia +1,5%. Cassa Depositi e Prestiti è al 9,8% del capitale, nell’ultima comunicazione era all’8,7%. Franco Bassanini, attuale presidente di Open Fiber, potrebbe diventare il nuovo presidente, lo hanno scritto alcuni giornali. Lui risponde, “ipotesi fantasiose”. JP Morgan  taglia il target a 47 cent da 49,definendo gli obiettivi di piano ambiziosi, ma ricorda che un accordo con Open Fiber può creare un “upside del 60%” nel caso di “scorporo della rete e monetizzazione”-

Il petrolio Brent è in lieve calo a 66,8 dollari il barile, dal +2% della scorsa settimana. Eni +0,35%. Saipem +0,5%, sta trattando i termini di una collaborazione industriale e finanziaria con alcune società statunitensi della perforazione.

Nel resto del listino:

  •  Avanza Hera +3% dopo la promozione del titolo dell’utility nel paniere principale del listino di Piazza Affari.
  • Ima +3,4%, ha pubblicato i risultati del 2018 e le previsioni sul 2019. L’anno in corso dovrebbe chiudersi con ricavi pari a 1,58 miliardi di euro, in linea con le stime del consensus.
  • Crolla la controllata Gima -8%, ha comunicato di aspettarsi per l’esercizio in corso, circa 110 milioni di euro, molto sotto le previsioni (156 milioni).
  • Giglio Group+0,4%, ha approvato i risultati 2018 e il nuovo piano industriale al 2021.
  • Oggi Nexi, società italiana specializzata nel settore dei pagamenti, ha ufficializzato l’avvio del processo di quotazione che dovrebbe concludersi entro il mese di aprile e prima delle elezioni europee. La valutazione dovrebbe aggirarsi su circa 7 miliardi di euro con una parziale cessione da parte degli azionisti di private equity ed un aumento di capitale di circa 700/800 milioni di euro.

Non è la sola novità del settore: l’americana Fis ha annunciato l’acquisto del gruppo di pagamenti Worldpay il maggiore gruppo di pagamenti in Gran Bretagna (con 40 miliardi di transazioni in 146 paesi). Il deal sale 43 miliardi di dollari.

Related Post
Categories: Finanza e Mercati