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Bankitalia: pagamenti contactless +20% dal pre-lockdown

Photo by naipo.de on Unsplash

Pandemia e lockdown hanno fatto impennare in Italia i pagamenti elettronici, ma non solo. Nel grande insieme delle transazioni digitali, un tipo particolare è cresciuto più degli altri: la modalità contactless, che consente di pagare avvicinando la carta di credito, il bancomat o lo smartphone al Pos. Senza contatto, appunto. Questo genere di operazioni è passato “dal 35% del periodo pre-lockdown a oltre il 55% delle transazioni effettuate con dispositivi abilitati”, ha spiegato Alessandra Perrazzelli, vicedirettrice generale della Banca d’Italia, in un recente webinair dal titolo Open finance: il futuro del banking a portata di mano.

Secondo Perrazzelli, tuttavia, il 2020 ha anche dimostrato che le banche italiane devono aumentare gli investimenti in innovazione: “Da un lato, l’impatto che la pandemia ha avuto sulla redditività delle banche sottolinea l’esigenza di accrescere l’efficienza operativa; dall’altro, si va consolidando il mutamento delle abitudini dei clienti, sempre più propensi all’uso di servizi digitali evoluti e attenti a velocità e semplicità dell’esperienza d’uso”.

Il problema è che “non tutte le banche dispongono delle competenze necessarie ad affrontare una radicale evoluzione dei processi produttivi e dei canali distributivi”, continua la vicedirettrice generale di Bankitalia. “Riguardo alla composizione del management, gli ultimi dati disponibili, relativi all’esercizio 2019, ci confermano che nell’organo di indirizzo è limitata, soprattutto nelle banche di minori dimensioni, la presenza di competenze specifiche su tematiche di natura tecnologica, con potenziali impatti negativi sull’efficacia dell’azione del board nella definizione delle linee di indirizzo strategico”.

Anche per questa ragione, lo scorso dicembre la Banca d’Italia ha lanciato “Milano Hub”, il centro di innovazione “che intende rappresentare un luogo, fisico e virtuale, di incontro e collaborazione con diversi portatori di interesse (operatori di mercato, Accademia, Pubblica Amministrazione, altre Istituzioni) per la promozione di iniziative innovative e con importanti ricadute di sistema”, conclude Perrazzelli.

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