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Assiom Forex – Argentina, default bomba ad orologeria per il sistema

FIRSTonline

Scaduto il periodo di grazia di 30 giorni per il pagamento della cedola del 30 giugno, S&P ha messo in ‘default selettivo ‘ l’Argentina come atto dovuto. Le altre agenzie di rating non tarderanno a pronunciarsi. L’Isda Determination Committee deciderà nei prossimi giorni per la dichiarazione dell’avvenuto ‘credit event’ e avvierà la procedura per il trigger dei Cds, cioè la procedura di regolamento degli stessi ad un prezzo di regolamento che sarà determinato secondo le regole contrattuali.

Il ripresentarsi di una soluzione privata con i ‘fondi avvoltoi’, come denominati dal Ministro argentino in conferenza stampa, che non hanno voluto accontentarsi di un 300% di utile accettando le precedenti condizioni di ristrutturazione potrebbe contenere la reazione del mercato, che sarà negativa e corroborata dalla determinazione dell’Emta sulle quotazioni flat dei titoli emessi su legislazione internazionale.

Un mancato accordo, anche dopo default tecnico a questo punto, farebbe ricadere il Paese in recessione rompendo il fragile equilibrio recuperato con gli accordi con il Paris Club ed il sostegno recente dei cinesi. E quindi l’erosione definitiva delle riserve internazionali… Un caso di default ‘indotto dagli Usa’ su un Paese che ha mostrato volontà a pagare le cedole e ad onorare il debito ristrutturato rischia di diventare una bomba ad orologeria sull’impianto messo a punto post default argentino con le Cac’s aggiunte a tutte le emissioni governative.

E come spiegare agli investitori che hanno aderito alla ristrutturazione che subiranno gli effetti di una sentenza che rappresenta gli interessi dell’1% del totale degli investitori che non ha voluto tenere conto dell’offerta piu’ che generosa del Governo argentino? Quali tutele quindi da qui in avanti per gli investitori se un Paese può condizionare le sorti di un altro Stato sovrano? Reggeranno o sono ancora sufficienti le Cac’s?

L’esposizione mondiale verso l’Argentina da parte anche degli altri mercati non Mercosur risulta contenuta, il problema non e’ infatti un effetto contagio nell’area Latam quanto i risvolti normativi e legali che questa situazione pone sugli sforzi globali di una nuova architettura finanziaria che regga legalmente ai rischi ed alla gestione dei casi di default, proteggendo adeguatamente gli investitori finali coinvolti e non faccia distinzioni tra investitori di serie A e di serie B. 

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