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Aiba: “Fonsai-Unipol non giova agli utenti”

L’Aiba (Associazione italiana brokers di assicurazioni e riassicurazioni) guarda con favore alle norme in materia di liberalizzazioni introdotte con il decreto Cresci Italia: “Sono condivisibili per gli obiettivi originari di aumento della concorrenza”, ma “talune disposizioni appaiono inefficaci”. Per l’associazione è necessario fare di più in tema di reale competizione tra differenti intermediari, comparazione delle polizze, bonus malus e di scatole nere. E sullo scenario competitivo non aiuta la crisi di Fondiaria Sai, che “deve essere salvata per evitare che salti il sistema Rc Auto – ha detto il presidente, Francesco G. Paparella – ma la fusione con Unipol restringe molto il mercato danni e non ci sembra foriera di benefici per l’utenza. In Europa il mercato è molto più ampio come numero di operatori e noi stiamo andando verso una concentrazione più alta ancora”.

Intanto dalla fotografia scattata dall’osservatorio Auto emerge nel 2011 una frenata della corsa delle tariffe della Rc Auto: l’aumento medio è stato del 3,7% complessivo contro il + 12,2% di un anno fa. Fanno eccezione le compagnie dirette (telefoniche ed online) le cui tariffe sono sensibilmente rincarate con un aumento dell’11,9% (a 610 euro). In calo sul 2010 la mobilità dei clienti: solo il 6% ha cambiato compagnia contro un 22% della media Europea. Eppure, per i guidatori virtuosi, scegliendo bene si potrebbe risparmiare fino a 436 euro. Migliorano per l’industria la raccolta premi e la redditività. L’analisi è stata realizzata in collaborazione con Iama Consulting, società di consulenza specializzata nel mercato assicurativo, sulla base dell’analisi dei prezzi di listino applicati dalle compagnie di assicurazione. I dati sono stati raccolti da Check-It-Auto, lo strumento professionale dei broker Aiba per la comparazione delle tariffe auto e delle garanzie aggiuntive.

BONUS MALUS DA RIVEDERE, SI’ ALLE SCATOLE NERE

Sulle liberalizzazioni il presidente Paparella spiega: “Per produrre benefici reali ai consumatori è indispensabile incentivare la concorrenza del mercato, consentendo una reale competizione tra differenti intermediari, considerata la forte differenziazione dei prezzi praticati sul mercato e della troppo alta fidelizzazione dei consumatori. Analogamente a quanto avviene in Europa, va stimolata la comparazione prima della sottoscrizione della polizza, come generalmente si fa in occasione di altri acquisti personali. Comparazione che oltre ai prezzi andrebbe estesa alle varie garanzie offerte dalle polizze, valutando con attenzione la presenza di esclusioni e clausole di rivalsa totali o parziali. Aiba suggerisce inoltre di rivedere l’impianto tariffario del bonus malus, che dovrebbe essere concentrato sulle condotte di guida degli ultimi 5 anni, registrati nell’attestato di rischio, disponibile in forma dematerializzata. Aiba è anche favorevole alle scatole nere che sono strumenti molto utili. Non è però accettabile che i costi di disinstallazione ricadano sui consumatori che vogliono cambiare compagnia, perché significa mettere un ulteriore ostacolo alla concorrenza”.

RALLENTA LA CORSA DELLE TARIFFE: +3,7% NEL 2011
LE COMPAGNIE ONLINE DIMINUSICONO IL VANTAGGIO COMPETITIVO

“Il premio medio pagato dai consumatori italiani per acquistare una polizza Rc Auto a fine 2011 è stato di 734 euro, pari a un aumento del 3,7% rispetto al 2010 – dice Paparella – Il tasso di crescita annuo delle tariffe è decisamente inferiore al +12,2% riscontrato un anno fa e certifica di fatto il miglioramento degli indicatori tecnici del comparto auto”. Diminuisce però il vantaggio competitivo delle compagnie dirette: a fine 2011 l’incremento medio dei premi applicati da queste compagnie è stato dell’11,9% a 610 euro contro il +3,5% a 745 euro di quelle tradizionali. “Le compagnie dirette – spiega Paparella – sono sempre convenienti per quel segmento di mercato che la compagnia ha scelto come target. Negli ultimi due anni però la fascia di mercato a cui puntavano è stata conquistata e ora per crescere devono allargarsi all’altra tipologia di clientela e hanno dovuto alzare le tariffe”.

IN UN ANNO CAMBIA COMPAGNIA SOLO IL 6% DEI CLIENTI
IL GUIDATORE VIRTUOSO PUÒ RISPARMIARE FINO A 436 EURO

Nel 2011 la percentuale di assicurati che ha cambiato compagnia è stata del 6%, in deciso calo rispetto al 10,1% del 2010 e in contrazione sotto i livelli del 2006 (6,3%). Si tratta di percentuali bassissime se confrontate al 22% della media europea, e ancora di più con la situazione in Inghilterra, dove la percentuale è al 50%. Ma saper scegliere può fare la differenza. Gli automobilisti più virtuosi possono per esempio risparmiare fino a 436 euro. Lo studio Aiba rileva che a Milano un guidatore virtuoso (impiegato di 40 anni; Fiat Bravo 1.4 Dynamic, da più anni in CU 1 senza sinistri da 6 anni, massimale 6 milioni) pagava a fine dicembre da un minimo di 337 euro a un massimo di 653 euro, una differenza di 316 euro, il 94% in più. Risultati simili per le rilevazioni a Bologna, dove il premio variava tra i 464 e i 900 euro. Mentre a Roma la differenza poteva addirittura superare il 100%: qui si andava da un minimo di 410 a un massimo di 823, il 101% in più. A livello nazionale il guidatore virtuoso ha pagato in media il 2,9% in più sul 2010 (629 euro). Chi invece ha causato un sinistro nell’ultimo anno ha subito un aumento delle tariffe doppio: il 5,7%.

PARITÀ UOMINI E DONNE? IL MERCATO NON È ANCORA PRONTO

La Corte di Giustizia Europea ha stabilito che dal prossimo 12 dicembre 2012 le tariffe non potranno più essere differenziate in base al sesso. Per l’Aiba il mercato non è ancora pronto e ci sono notevoli discrepanze tra uomo e donna: “In caso di 40enne, l’uomo paga in media un premio superiore allo 0,2% di quello della donna, con una differenza massima del 6,7%, anche se non mancano compagnie che premiano l’uomo piuttosto che la donna. In caso di 20enne, l’uomo paga un premio decisamente più caro (+32,3%) rispetto a quello della donna, con una punta del 60,5%”, rileva l’Associazione.

IL MERCATO: MIGLIORA LA REDDITIVITA’ DEL RAMO RC AUTO

Nel 2011 cresce la raccolta premi Rc Auto a 17,821 miliardi di euro (+4,9% rispetto al 2010), recuperando il calo del 2009 (-3,6% a 16,99 miliardi). Grazie all’aumento della raccolta premi e alla riduzione della frequenza dei sinistri (-0,9% nei primi nove mesi 2011), continua per il secondo anno di fila il miglioramento la redditività del ramo, che porta le gestioni correnti di molte compagnie in guadagno. Il combined ratio rimane però ancora superiore alla soglia critica perché sull’onere complessivo dei sinistri incide l’insufficienza delle riserve accantonate negli anni precedenti. Complessivamente, nei calcoli dell’Aiba, le compagnie continuano a perdere: a fine 2011 su ogni 100 euro incassate, venivano spesi 101,8 euro (105,7 euro nel 2010).

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