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ACCADDE OGGI – Enrico Fermi: 81 anni fa il Nobel “nucleare”

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“Per l’identificazione di nuovi elementi della radioattività e la scoperta delle reazioni nucleari mediante neutroni lenti”. Questa la motivazione con cui il 10 dicembre del 1938, esattamente 81 anni, l’Accademia reale svedese delle scienze assegnava a Enrico Fermi, allora 37enne, il Premio Nobel per la fisica. La ricerca che valse allo scienziato italiano il più alto dei riconoscimenti si rivelò decisiva per il successivo sviluppo dell’energia atomica.

Nato nel 1901 a Roma, a soli 25 anni Fermi era già ordinario di Fisica teorica nell’Università della capitale. Insieme ai suoi più stretti collaboratori, noti come i “ragazzi di via Panisperna”, creò un centro di ricerca di primaria importanza a livello internazionale. A partire dal 1934 il gruppo di Fermi cominciò a lavorare sulla radioattività artificiale, bombardando i nuclei di vari elementi chimici con neutroni. Dopo l’operazione, i neutroni venivano venivano assorbiti dai nuclei bombardati, che emettevano poi una particella e davano luogo a un nuovo elemento radioattivo, con numero atomico più basso di due unità rispetto all’elemento di partenza.

Ma non è finita. Il 20 ottobre del 1934, con un’intuizione che nemmeno lui seppe mai spiegare fino in fondo, Fermi modificò l’esperimento in questo modo: invece di un cuneo di piombo, fra i neutroni e il nucleo bersaglio inserì un pezzo di paraffina, sostanza ricca di idrogeno che si rivelò in grado di rallentare i neutroni aumentando enormemente la loro efficacia nel produrre la radioattività del nucleo bersaglio. Erano i famosi “neutroni lenti” di cui si legge anche nelle motivazioni del Nobel.

Due settimane dopo aver ricevuto il premio, il fisico italiano fu costretto a emigrare negli Stati Uniti. Il motivo? Sua moglie, Laura Capon, era ebrea. E Benito Mussolini aveva appena varato le leggi razziali.

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