Sigarette, sigari e tabacco trinciato perdono quote di mercato in favore dei prodotti senza combustione. Lo certifica il Rapporto sulla distribuzione dei prodotti da fumo e non da fumo 2026 年由 Logista, in partnership con Fondazione Tor Vergata, in occasione dell’evento”Logistica e distribuzione al servizio del Paese”.
Prodotti tradizionali vs senza combustione
Il rapporto mostra come, pur mantenendo una posizione dominante, i prodotti tradizionali come sigarette, sigari e tabacco trinciato, abbiano ridotto la propria quota di mercato in termini di volumi distribuiti al 70% dall’85% del 2019. Alla base di questo cambiamento ci sono soprattutto i prodotti di nuova generazione senza combustione (ad es. Htp – Heated Tobacco Products), che, sostenuti dagli investimenti dell’industria, hanno sfiorato il 20% nel 2025.
Il mercato del fumo vale 22 miliardi, prezzi su dell’11% dal 2019
Nonostante la flessione delle sigarette tradizionali, il mercato complessivo è cresciuto da 18,5 miliardi di euro nel 2019 a quasi 到2025年将达到22亿欧元。 Il calo dei consumi di sigarette è infatti accompagnato dal passaggio dei fumatori verso i nuovi prodotti. La crescita di fatturato dei prodotti senza combustione è trainata dall’espansione dei volumi e dalla conversione dei consumatori, mentre la riduzione delle sigarette risulta quasi interamente compensata dall’aumento dei prezzi, che dal 2019 sono saliti dell’11%.
Il contrabbando vale 1,2 miliardi
Logista, che ha realizzato lo studio, movimenta ogni anno oltre 80 milioni di kg di prodotti e versa all’Erario circa 15 miliardi di euro di accise. Il rapporto sottolinea inoltre il ruolo della distribuzione nel contrasto all’illegalità. La rete di Logista conta circa 90 Transit Point e raggiunge 60mila punti vendita in oltre 8mila comuni. “Il sistema di tracciabilità consente di monitorare i prodotti e contrastare un mercato del contrabbando stimato in circa 1,2 miliardi di euro”, si legge nello studio, secondo cui la revisione congiunta delle Direttive europee sulla tassazione (Ted) e sui prodotti del tabacco (Tpd) apre una fase delicata per la filiera italiana. La Tpd, che disciplina ingredienti ed emissioni, etichettatura, confezionamento e tracciabilità dei prodotti del tabacco e della nicotina, ha introdotto negli ultimi anni le categorie delle sigarette elettroniche e dei prodotti di nuova generazione. “La possibile futura proposta punterebbe invece a uniformare il trattamento regolatorio tra prodotti combustibili e non combustibili, un’ipotesi che la filiera italiana invita a riconsiderare per preservare la differenziazione attuale, che ha garantito un quadro regolatorio completo, bilanciato e in grado di favorire gli investimenti”, spiega Logista.
Secondo le stime riportate nello studio, uno spostamento dei consumi verso il mercato illegale potrebbe comportare una riduzione del gettito fiscale compresa tra 1,2 e 5 miliardi di euro. La filiera distributiva genera oltre 7 miliardi di euro di valore aggiunto e sostiene più di 7.400 posti di lavoro, mentre l’intera filiera, dall’agricoltura alla vendita al dettaglio, coinvolge oltre 300mila addetti.
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La presentazione dello Studio è stata introdotta da Federico Rella, vicepresidente di Logista Italia, che ha dichiarato: “La revisione delle Direttive europee Ted e Tpd arriva in un momento cruciale, con un mercato in piena trasformazione. È estremamente impegnativo affrontare contemporaneamente due riforme di questa portata. Per questo è fondamentale che l’Europa trovi un equilibrio tra tutela della salute, sostenibilità economica e gradualità dei provvedimenti, garantendo tempi e modalità di attuazione sostenibili per la filiera. Misure troppo rigide, come l’aumento delle accise o i divieti su intere categorie di prodotti, rischiano di generare effetti dirompenti per il nostro Paese, rendendo insostenibili i costi produttivi, favorendo la delocalizzazione e ampliando lo spazio per il contrabbando”.
Il Prof. Pasquale Lucio Scandizzo, Accademico dell’Università Tor Vergata, ha dichiarato: “La revisione della normativa europea dovrebbe tenere conto delle specificità dei diversi comparti del settore. Per i sigari, interventi fiscali non adeguatamente calibrati rischiano di incidere sulla sostenibilità di una filiera manifatturiera e agricola profondamente radicata in Italia. Per i sigari, ad esempio, è essenziale poter contare su un quadro normativo e fiscale prevedibile e proporzionato alle caratteristiche del mercato. Allo stesso modo, è importante preservare l’approccio differenziato previsto oggi dalla TPD, evitando l’estensione automatica di misure pensate per altre categorie. La sfida è accompagnare l’evoluzione della normativa europea riconoscendo la specificità dei prodotti e delle filiere che li producono”.
I temi emersi dal Rapporto sono stati affrontati ne i saluti istituzionali di apertura da Giorgio Mulè , vicepresidente della Camera dei deputati, e Maurizio Leo, viceministro del Ministero dell’Economia e delle Finanze; e nei saluti di chiusura di Claudio Durigon, sottosegretario del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Federico Freni , sottosegretario del ministero dell’Economia e delle Finanze.
A seguire, si sono tenute due tavole rotonde. Alla prima ha partecipato anche 帕斯夸莱·弗雷加,总裁兼董事总经理 菲利普莫里斯意大利公司, ha dichiarato: “L’esperienza italiana di regolamentazione dei prodotti del tabacco e della nicotina è una best practice europea che dimostra come regole chiare a presidio dei consumatori e stabilità fiscale generino valore per il Paese, investimenti, occupazione e sostenibilità delle finanze pubbliche, in un contesto di trasformazione fondata sull’innovazione tecnologica. Si prefigura ora a Bruxelles una possibile evoluzione di queste regole: riteniamo importante preservare un approccio coerente con i capisaldi dell’attuale quadro normativo di settore, fondato sulla differenziazione tra sigarette e prodotti innovativi. Come capofiliera in Italia e in Europa nel campo dei prodotti innovativi senza combustione auspichiamo che qualsiasi evoluzione in sede europea sia opportunamente valutata in tutti i suoi possibili impatti sistemici sui cittadini e su una filiera di eccellenza del Made in Italy, senza compromet tere competitività, export, innovazione per l’Italia, ma preservando un sistema di regole che – come nel modello Italia – ha dato prova di efficacia e flessibilità nel tempo”.
