Beretta Holding passa all’azione su Sturm, Ruger & Company. Il gruppo ha avviato il 17 settembre un’offerta pubblica di acquisto parziale in contanti per rilevare fino a 2.400.184 azioni del produttore statunitense di armi, pari a circa il 15% del capitale. L’obiettivo è portare la partecipazione, oggi vicina al 10%, fino al 25%, rafforzando la presenza nel mercato americano. Il prezzo proposto è di $44,80 فی شیئر, con un premio di circa il 21% rispetto alla chiusura del 16 settembre e di circa il 20% sulla media ponderata per i volumi dei 60 giorni di negoziazione fino al 24 marzo 2026.
A Wall Street il titolo reagisce positivamente. Il titolo Ruger vola 39,26 dollari in rialzo del 5,88%. L’Opa scadrà alla mezzanotte del 15 ottobre, ora di New York, salvo proroghe. Non è subordinata a condizioni di finanziamento né al raggiungimento di un quantitativo minimo di adesioni. La quota effettivamente acquisita dipenderà quindi dalle azioni conferite all’offerta.
Dallo scontro sulla governance all’intesa
Il lancio dell’operazione arriva dopo un confronto che nei primi mesi dell’anno aveva assunto toni accesi. A febbraio Beretta aveva comunicato una partecipazione del 9,95% in Ruger e presentato candidati indipendenti per il consiglio di amministrazione. Il produttore americano aveva successivamente accusato il gruppo di voler puntare al controllo, mentre la discussione sulle difese contro una possibile scalata aveva spinto Beretta a dichiararsi pronta a “valutare alternative legali”. Il cambio di rotta risale al 4 مئی، کب le società hanno raggiunto un accordo di cooperazione. L’intesa ha aperto la strada all’aumento della partecipazione fino al 25%, fissando a 44,80 dollari il prezzo minimo dell’offerta e definendo un nuovo equilibrio nella governance.
Beretta ha ottenuto il diritto di indicare fino a due amministratori indipendenti dopo l’assemblea 2026 e il completamento degli adempimenti regolamentari. Il gruppo ha inoltre ritirato le candidature presentate per l’assemblea e accettato uno standstill triennale, impegnandosi, tra l’altro, a non promuovere né sostenere battaglie per delega o iniziative analoghe. Il quadro concordato preserva l’indipendenza di Ruger, destinata a restare una società quotata negli Stati Uniti con il proprio marchio e la propria direzione strategica, e consente alle due aziende di esplorare possibili forme di cooperazione commerciale.
Cade la poison pill, via libera alla nuova fase
L 'ultimo passaggio prima dell’avvio dell’Opa è arrivato il 16 settembre. Ruger ha annunciato che le condizioni regolatorie previste dall’accordo erano state soddisfatte e che il consiglio aveva anticipato dal 13 ottobre al 16 settembre la scadenza del piano di tutela dei diritti degli azionisti. È così decaduta la cosiddetta “poison pill”, il meccanismo difensivo utilizzato per contrastare scalate ostili, rimuovendo un ostacolo all’aumento della partecipazione di Beretta.
“Queste azioni rappresentano i naturali passi successivi delineati nell’accordo che abbiamo annunciato a maggio”, ha dichiarato il presidente e amministratore delegato di Ruger, Todd Seyfert. Il gruppo, ha aggiunto, resta concentrato sulla gestione delle attività “nel migliore interesse di Ruger e di tutti i nostri azionisti”.
Gli Stati Uniti al centro della strategia Beretta
Per Beretta Holding l’investimento segna anche il debutto nel capitale di una società quotata. “Il nostro investimento in Ruger, uno dei produttori più iconici e rispettati del settore, rappresenta una tappa importante per Beretta Holding, in quanto costituisce il nostro primo investimento in una società quotata in Borsa”, ha dichiarato il presidente e amministratore delegato پیٹرو گوسالی بیریٹا. L’operazione, ha sottolineato, “rappresenta un passo concreto verso il rafforzamento della nostra presenza negli Stati Uniti, il più grande mercato al mondo”.
La holding, con sede in Lussemburgo e controllata dalla famiglia Gussalli Beretta, comprende oltre 50 società attive nelle armi leggere, nelle ottiche e nelle munizioni. Nel 2025 ha registrato 1,68 miliardi di euro di fatturato e 254 milioni di Ebitda, con oltre 6.000 dipendenti. Circa il 60% dei ricavi proviene dal settore civile, tra caccia e tiro sportivo, mentre la Difesa contribuisce per il restante 40%.
Ora la parola passa agli azionisti Ruger. Le adesioni all’Opa determineranno quanto Beretta si avvicinerà al tetto del 25% previsto dall’accordo, trasformando l’intesa raggiunta a maggio in una partecipazione più consistente nel produttore americano.
