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Unicredit Research: “Nel 2018 crescita robusta e rendimenti più alti”

FIRSTonline

Il 2018 sarà probabilmente un anno di forte crescita globale, intorno al 3,9%. Il Pil dell’Eurozona crescerà di circa il 2,3% e la politica monetaria delle banche centrali sarà solo marginalmente meno accomodante. Il rapporto euro/dollaro, inoltre, riprenderà presto il suo trend crescente, arrivando alla fine del prossimo anno intorno a 1,25. È quanto si legge nell’ultimo rapporto previsionale di Unicredit research.

“Ci attendiamo un 2018 di crescita robusta, rendimenti più alti e un euro più forte – afferma Erik Nielsen, group chief economist di Unicredit – Con politiche monetarie delle principali banche centrali solo marginalmente meno accomodanti, prevediamo ulteriori rialzi per le asset class più rischiose, azioni dell’eurozona e mercati emergenti in particolare”.

Secondo l’analisi, negli Stati Uniti la crescita economica godrà nel breve di una piccola spinta generata dalla pianificata riforma fiscale, mentre è probabile che la Fed aumenti tre volte i tassi d’interesse nel corso del prossimo anno. Unicredit Research prevede che i buoni del Tesoro statunitensi raggiungano verso la fine del 2018 un rendimento del 2,75%.

L’economia dell’eurozona dovrebbe continuare a crescere a un buon ritmo per tutto il prossimo anno, con un incremento del PIL del 2,3% annualizzato, continuando in tal modo a ridurre l’eccesso di capacità produttiva inutilizzata e generando una modesta spinta all’inflazione core.

L’inflazione primaria rimarrà peraltro al di sotto del target della BCE per tutto l’orizzonte previsionale (2018 – 2019) e per questa ragione gli acquisti netti continueranno probabilmente fino alla fine del 2018 e la forward guidance sui tassi d’interesse rimarrà in atto.

In tale contesto, il Global Economic Outlook prevede che il rendimento del Bund a 10 anni chiuderà il 2018 intorno allo 0,80%, stretto tra la spinta al rialzo proveniente dagli Stati Uniti, il proseguimento degli acquisti della Bce e la forte crescita dell’eurozona con bassa inflazione.

Per quanto riguarda le valute, UniCredit Research stima che il rapporto euro/dollaro riprenderà il suo trend crescente, finendo il prossimo anno intorno del valore che stimiamo corretto di 1,25.

Le previsioni di Unicredit Research per il 2018 sono basate sul presupposto che il recente aumento dei prezzi del petrolio perduri ancora per diversi mesi, ma che le tensioni nel Medio Oriente non provochino shock nell’offerta. Di conseguenza, lo studio prevede un graduale calo dei prezzi del petrolio a partire dalla prossima primavera, fino a un valore di 55-60 dollari al barile. Il recente inasprimento delle tensioni tra Arabia Saudita e Iran rappresenta il maggiore singolo rischio di breve termine per tali previsioni.

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Categories: Economia e Imprese