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Unicredit e Intesa, bad bank in Usa. E Fiat sbarca in Cina: produrrà la Jeep. Milano è volatile

Si riparte con una sorpresa. Stamane, secondo le anticipazioni del Financial Times, Intesa ed Unicredit annunceranno un memorandum of understanding preliminare alla creazione di una bad bank assieme al private equity Usa Kkr e ad un advisor americano, Alvarez & Marsal che nel suo curriculum vanta la liquidazione di Arthur Andersen e di Lehman Brothers. Non sono ancora definiti i particolari dell’accordo a quattro che segna comunque, dopo i massicci investimenti di BlackRock e di altri gestori Usa nelle aziende di credito di casa nostra, un nuovo salto di qualità nella collaborazione tra le banche italiane e la finanza d’oltre Oceano. 

Unicredit ha annunciato il mese scorso di aver accantonato in una bad bank interna asset per 87 miliardi (di cui 55 in scadenza entro il 2018), contro 46 miliardi per Intesa. Anche il Banco Popolare si accinge ad assegnare la sua bad bank nata dalla ristrutturazione di Italease: in corsa anche qui KKR oltre a Fortress, Prelios e Lone Star. Sempre nel comparto bancario oggi test per Monte Paschi dopo il varo dell’aumento di capitale da 5 miliardi.

Tra gli industriali attesa per Fiat dopo la firma dell’intesa con la cinese Guanzhou che dovrebbe segnare finalmente un salto di qualità sul mercato più importante del pianeta per il gruppo Fca. L’intesa con il produttore cinese, infatti, riguarda la produzione di  Jeep. Inizia anche in Italia la campagna dividendi. Oggi staccano le cedole Chh Industrial, Prysmian e Telecom Italia risparmio che offre un rendimento di tutto rispetto: il 4,5%.

Avanza per il quinto giorno consecutivo l’indice S&P 500+0,38%, il Dow Jones segna +0,25%. Meglio di tutti il Nasdaq grazie all’accelerazione di Netflix che ha supertao la prova, assai attesa dei conti  trimestrali: il titolo avanza del 6%. Oggi entra nel vivo la campagna delle trimestrali. Ieri il mercato si è concentrato sulle indiscrezioni per una possibile take over da oltre 100 miliardi di dollari dell’americana Astra Zeneca da parte di Pfizer, per ora non confermate dai due colossi farmaceutici. Secondo il Financial Times incontri informali si sono verificati lo scorso anno ma non ci sarebbero per ora stati sviluppi. Gli operatori scommettono che l’interesse non sia venuto meno spingendo al rialzo le azioni di Astra Zeneca. Sul mercato è tornata la voglia di mega deal. Intanto in Italia Edison, secondo indiscrezioni, potrebbe rilevare Eon Italia. Oggi si riunisce il board di Alitalia per un aggiornamento sul dossier Etihad: gli arabi hanno imposto dure condizioni per prendersi in carico il vettore italiano. Ora la palla passa a Unicredit e Intesa, i due maggiori creditori di Alitalia.

Seduta positiva anche per il listini asiatici. Tokyo sale di mezzo pinto percentuale grazie alla forza del dollaro, trascinato dai buoni dati macro e, di riflesso dalla debolezza dello yen sotto quota 103. Arretra anche l’euro sotto 1,38 sul dollaro. Un buon auspicio in vista della ripresa degli scambi nel Vecchio Continente.

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Categories: Finanza e Mercati