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Tesla, tutti pazzi per lo split ma l’Europa risponde

Wikimedia Commons NORAD and USNORTHCOM Public Affairs

Rombano i motori di Wall Street nell’attesa della partenza degli scambi su Tesla, al centro delle attenzioni del mercato, a partire dai Robinhooders, ovvero il popolo dei trader che da mesi seguono la corsa del titolo di Elon Musk verso nuove vette. Per loro quella di oggi promette di essere una giornata speciale, come lascia intendere il balzo del 5% di stanotte, dopo che la società ha annunciato uno split di 5 nuove azioni per ogni azione posseduta per rendere il titolo più accessibile ai piccoli investitori/speculatori che si sono avvicinati a decine di migliaia al titolo nelle ultime settimane.

Ogni azionista alla data del 21 agosto riceverà un dividendo di 4 azioni addizionali per ogni azione già posseduta, che verrà distribuito dopo la chiusura della seduta del 28 agosto. Le nuove azioni saranno trattabili a partire dal 31 agosto. L’operazione aumenta in maniera sensibile l’appeal del titolo per i portafogli meno abbienti: il valore unitario delle azioni Tesla, dopo i recenti rialzi, ha raggiunto un massimo di 1.643 dollari, troppo per le tasche di molti potenziali acquirenti, intenzionati a partecipare al grande rally che ha spinto il leader dell’auto elettrica ad una valutazione lunare di 256 miliardi di dollari, più di tutta Detroit e Toyota messe assieme. Grazie allo spezzatino, le azioni Tesla verranno trattate inizialmente a poco più di 330 dollari, non lontane dai livelli (361 dollari) a cui venivano scambiate a marzo, prima che il titolo prendesse il volo. Ma la maggior parte degli analisti, forti dell’esperienza di Apple (in grande crescita dopo lo split) è convinta che il titolo possa stupire ancora, anche perché si dà per scontato il suo ingresso nell’indice S&P 500, l’ultimo tassello necessario per render possibile l’acquisto di azioni Tesla da parte degli Etf.

Il volo della creatura di Elon Musk (che a proposto dello split si era limitato a dire “faremo qualcosa dopo l’assemblea del 22 settembre”) non dovrebbe andare a scapito del comparto delle quattro ruote, impegnato nell’operazione ripresa dopo la pandemia. Anzi, il rilancio dell’auto, settore ciclico per eccellenza, potrebbe fare da traino e rappresentare il simbolo della ripartenza. Anche questo serve a spiegare il giudizio lusinghiero di Morgan Stanley su Ferrari (+1,8%), premiata stamane da un eloquente overweight e da un ancor più sensazionale aumento del target, da 180 a 265 dollari.

A sostenere la ripresa sono i segnali in arrivo dalla Cina, dove a luglio le vendite sono risalite a 1,62 milioni (+7,9% anno su anno). Ancor di più contano gli incentivi all’acquisto erogati un po’ da tutti i governi europei, Italia compresa. Con il decreto Agosto, approvato la scorsa settimana, il Governo italiano ha stanziato altri 500 milioni di euro a sostegno del comparto, che si sommano alla dotazione iniziale dei 50 milioni di euro. Sul totale dei 500 milioni di euro stanziati, 90 milioni saranno destinati all’installazione di infrastrutture per ricaricare le auto elettriche.

Ma la crescita degli incentivi europei può giocare un tiro mancino a Elon Musk, nel giorno del suo trionfo. I dati segnalano un forte calo delle vendite di Tesla a luglio in Europa: a fronte di una crescita del mercato elettrico nel primo semestre (+34%), Tesla è arretrata del 18%. In Germania le immatricolazioni di Tesla sono scese del 67% contro un aumento del 182% delle vetture elettriche, che a luglio hanno rappresentato il 5,3% del mercato. L’auto tedesca, insomma, sta scoprendo la sua anima elettrica.

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Categories: Finanza e Mercati