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Tesla e Hyundai boom, nuovi record a Wall Street

Pixabay

 Per le Borse europee il bilancio settimanale è più che positivo, visto che sono tornate ai massimi da novembre 2020, anche se la seduta di oggi si chiude poco mossa.

La piazza migliore è Francoforte, che dopo aver aggiornato i suoi record si ferma oltre quota 14mila punti (+0,61%). Bene Parigi +0,65%, sono leggermente più arretrate Milano +0,21%, Madrid +0,22%, Londra +0,26%.

Il passo è incerto anche a Wall Street, ma resta pur sempre quello di un gigante ai suoi massimi storici e il Nasdaq supera i record della vigilia e scambia oltre i 13.100 punti. In leggero calo il DJ -0,2%. I mercati sono spinti dalla fiducia in un prossimo e ulteriore piano di stimoli fiscali, grazie alla vittoria dei democratici anche al Senato, una prospettiva che mette in ombra le preoccupazioni politiche dopo l’assalto a Capitol Hill e i dati deludenti di oggi sull’occupazione. Tesla viaggia sempre più forte e guadagna l’8%, scambiando oltre 881 dollari per azione. Le sorprese sono arrivate anche dal mercato asiatico, con il Kospi di Seul (+4%) al suo nuovo massimo storico, grazie al +19,42% di Hyundai Motor: il costruttore automotive ha ammesso di aver avviato una trattativa con Apple per la produzione di batterie per iCar, l’auto che la Mela ha in mente di mettere in commercio nel 2024. Al momento la casa di Cupertino è in leggero progresso al Nyse.

Nonostante il fascino delle auto elettriche, il petrolio continua inoltre a festeggiare l’accordo raggiunto dall’Opec+. I prezzi del greggio toccano oggi i massimi di 11 mesi, preparandosi a chiudere la settimana in forte rialzo grazie al taglio della produzione promesso dall’Arabia Saudita e al rally delle borse globali, ignorando i contagi da Covid-19 in aumento. Alle 17,30 italiane il Brent è in rialzo del 2 e rotti % e scambia a 55,50 dollari al barile.

Crolla invece il Future oro, febbraio 2021, -2,9%, 1858 dollari l’oncia.

Sul fronte macro le notizie sono miste. Gli Usa hanno perso lo scorso anno 9,37 milioni di posti di lavoro. È il dato peggiore dal 1939 ed è superiore a quelli combinati registrati nel 2008 e nel 2009 durante la Grande recessione. In dicembre sono stati persi 140mila posti di lavoro e si è quindi interrotta la ripresa iniziata a maggio. Meglio i numeri di Eurostat sul mercato del lavoro di novembre 2020 nel Vecchio Continente. Il tasso di disoccupazione nell’area euro è calato a 8,3% da 8,4% di ottobre (7,4% l’anno prima). Nella Ue è sceso a 7,5%, dal 7,6% di ottobre (6,6% l’anno precedente). Meglio l’Italia: 8,9% da 9,5% di ottobre (e 9,6% un anno prima).

Sul mercato valutario è poco mosso l’euro-dollaro, a 1,225. Non si placa invece la febbre da Bitcoin, che sale al momento del +5,7%, a 41.506 dollari.  

In Piazza Affari si fanno sentire le prese di beneficio su titoli in spolvero nelle scorse sedute, In fondo al listino sono Interpump -4,2%: Mediobanca -1,92%; Fca -1,85%; Buzzi -1,89%; Leonardo -1,56%; Poste -1,42%. D’altra parte rimbalza il settore farmaceutico con Amplifon +3,55%, Recordati +2,08% e Diasorin +0,62%. In pole position Stm, +1,91%, in sintonia, con i produttori di chip come Infineon, Ams e Asm International e sulla scia dei forti risultati registrati dalla rivale Usa Micron Technology e dalla coreana Samsung Electronics. Inoltre la società italo-francese registra ricavi nel quarto trimestre sopra le stime.

Le banche sono in ordine sparso, ma Unicredit resta in denaro, +1,82%, nell’attesa del nuovo ceo e nella prospettiva di una fruttuosa aggregazione con Mps (+0,88%), con l’ipotizzata cessione (da parte di alcuni giornali) di un gigantesco pacchetto di crediti deteriorati ad Amco.

Bene Enel +1,83%.

Fuori dal listino principale Ovs si apprezza del 4,15% col via libera del Mise all’acquisizione di alcuni asset di Stefanel.

Sul secondario crolla lo spread: 105 punti base, -1,8%, con il tasso del decennale italiano sotto la soglia dello 0,5%.

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