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Telecom Italia e Generali tengono banco a Piazza Affari

Imagoeconomica

“Stiamo avendo colloqui molto buoni”. Così, senza aggiungere altri commenti, il segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin dopo il primo contatto con i vertici di Pechino, in attesa di render visita al presidente Xi Jingping. Gli operatori ne prendono atto, senza farsi troppe illusioni: un’eventuale intesa tra i due giganti sui commerci sarà lunga e complicata. Ma è già molto che non si interrompa il filo della trattativa. I mercati aspettano intanto il dato sull’occupazione Usa, il più importante della settimana per misurare lo stato dell’economia a stelle e strisce e l’eventuale spazio per un nuovo balzo in avanti del dollaro. L’euro, nonostante il calo dell’inflazione europea, recupera terreno sul dollaro, dopo settimane di debolezza: cross a 1,198.

ARGENTINA, NUOVA EMERGENZA: I TASSI SALGONO AL 33,25%

Ma il recente rally della valuta Usa e dei bond (oggi i decennali trattano al 2,94%) ha già fatto le prime vittime. L’Argentina ha dovuto alzare il tasso di sconto di tre punti al 33,25% per la seconda volta in una settimana per cercare di sostenere il peso. Di questo passo il risanamento finanziario di Buenos Aires rischia di avere vita breve. Anche la lira turca (-3,3% in tre giorni) è sotto pressione al pari di altri emergenti (l’indice JP Morgan ha perduto il 4% nel 2018).

Nell’attesa le Borse si avviano al week end senza grossi colpi di scena. Con l’eccezione, forse, di Piazza Affari, oggi movimentata dalla “madre di tutte le assemblee”: il duello tra Elliott e Vivendi al meeting degli azionisti Telecom.

ASIA POCO MOSSA, WALL STREET RECUPERA NEL FINALE

Hong Kong perde lo 0,3%, l’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen lo 0,2%. Seoul -0,7%. Mumbai -0,2%, Singapore -0,6%. In contro tendenza Taiwan: +0,4%. È chiusa anche oggi, per la vacanza della settimana d’oro, la Borsa del Giappone.

In rosso Wall Street, frenata da una serie di risultati societari deludenti, anche se nel finale sono state recuperate quasi tutte le perdite: il Dow Jones chiude a 0,02% dopo aver accusato nel corso della seduta un calo dell’1,5%, S&P 500 -0,23%, Nasdaq -0,18%.

SOTTO TIRO TESLA E SPOTIFY

In forte discesa Tesla (-5,6%), frenata dalla rivolta degli analisti contro Elon Musk che nel corso di una turbolenta conference call si è rifiutato di a rispondere “ad una serie di domande davvero imbecilli”.

Perde colpi anche la matricola d’oro Spotify, -5,6% dopo i conti, i primi rilasciati dopo la quotazione.

In lieve calo stamane il petrolio: Brent a 73,6 dollari il barile.

SAIPEM, PIOVONO LE ENUNCE DEI FONDI STRANIERI

A Piazza Affari Eni e Tenaris -0,2%. In calo nel giorno dell’assemblea Saipem (-1,8%), portata in giudizio da un folto gruppi di soci, per comunicazioni finanziarie false.

L’INFLAZIONE DEBOLE FRENA LE BORSE UE. MILANO -0,8%

Chiusura in ribasso per le principali piazze del Vecchio Continente al termine di una giornata segnata dal calo a sorpresa dell’inflazione europea scesa il mese scorso all’1,2% su base annuale dall’1,3% precedente, un dato che potrebbe complicare l’exit strategy della Bce dall’attuale politica monetaria ultra-espansiva. Intanto, però, si è azzerato il guadagno dell’euro sul dollaro delle ultime sedute accumulata nei primi mesi dell’anno quando il cross tra le due valute aveva toccato un massimo a 1,256.

I future sulle borse europee anticipano un avvio in rialzo di circa mezzo punto.

VOLKSWAGEN NON ESCLUDE LO SPIN-OFF DI DUCATI

Al termine della giornata, il Ftse Mib ha ceduto lo 0,83% a quota allontanandosi così dai massimi dall’ottobre 2009 ma è rimasto sopra quota 24 mila (24.064).

Francoforte -0,57%. Volkswagen sta valutando possibili spinoff di asset non core come il costruttore di motociclette Ducati e il produttore di trasmissioni Renk. Lo ha annunciato in assemblea il nuovo il nuovo Ceo Herbert Diess.

In terreno negativo anche gli altri mercati: a Parigi (-0,50%) soffrono i titoli bancari: Bnp Paribas -1,46%, Credit Agricole -1,94%. Bene invece Veolia Environment (+2,41%). Madrid -0,47%.

In rosso anche i mercati fuori dall’eurozona. Londra -0,8%. In forte flessione Bt Group -4.09% mentre la low cost EasyJet ha lasciato sul terreno l’1,59%. Zurigo -0,61%.

RALLENTA LA CRESCITA. ITALIA ALL’1,2% NEL 2019

La crescita economica della zona euro rallenterà al 2,3% quest’anno e al2% il prossimo rispetto al picco del 2,4% del 2017. È quanto stima la Commissione europea nelle previsioni di primavera in cui sottolinea la necessità di accelerare le riforme prima che la congiuntura peggiori. Per quanto riguarda l’Italia la Commissione Ue ha confermato le stime per il 2018 e il 2019 ma non nasconde un aumento dei rischi al ribasso: il Pil salirà quest’anno dell’1,5% “largamente sostenuto dalla domanda interna”, mentre per il prossimo è atteso un rallentamento all’1,2%.

Il rendimento del Btp 10 anni ha chiuso in calo, all’1,74%, come gli altri governativi della zona euro. Lo spread con il Bund si è allargato 121.10 punti base, +1,85% grazie ad una migliore performance del titolo tedesco.

RECUPERA IL BUND, SALE LO SPREAD

Il secondario italiano si avvia a chiudere in rialzo una seduta caratterizzata da una certa volatilità, determinata dal ritorno di attività dopo le varie giornate festive. Lo spread con la Germania appare in ampliamento dai minimi di seduta su una migliore performance del Bund: il rendimento del decennale di riferimento tedesco ha chiuso a 0,531% da 0,579% di mercoledì.

TELECOM, DECISIVO IL VOTO DELLA CDP

Quasi piatta in Piazza Affari Telecom Italia (-0,02%) alla vigilia dello scontro di oggi tra l’azionista francese Vivendi e il fondo Elliott, colosso americano che in questi mesi è impegnato in ben 15 battaglie societarie, di cui 8 in Europa. All’assemblea di oggi è attesa un’affluenza record del 66-67% del capitale sociale. Almeno stando al numero di azioni depositate finora.

L’azionista Cdp, entrato con il 4,2% per poi arrotondare la partecipazione fino a quasi il 5 per cento, ha depositato l’intera quota. Gli occhi del mercato sono puntati sulle mosse della Cassa domani in assemblea che, con la sua quota, potrebbe rappresentare l’ago della bilancia nella contesa tra Elliott e Vivendi: è probabile che la società del Tesoro si schieri per Paul Singer (comunque assai più soft sul tema del controllo della Rete) contro Vincent Bolloré.

MARCHIONNE: FERRARI IBRIDA? SI PUÒ FARE PRESTO

Quasi tutte in rosso, 35 su 40, le blue chips del paniere Ftse Mib.

Ne ha fatto le spese, seppur di poco, anche Ferrari (-0,1%) dopo aver annunciato risultati migliori del previsto. Nel corso della seduta il titolo ha accusato una discesa di quasi tre punti. Nel primo trimestre i ricavi netti si sono attestati a 831 milioni, con un incremento di 10 milioni o dell’1,3% (+6,3% a cambi costanti) rispetto all’anno precedente. “Saremmo in grado di incorporare nei prezzi gli investimenti necessari per passare all’ibrido”, ha detto Sergio Marchionne nella conference call sui risultati. Il Cavallino Rampante ha annunciato che nel corso della prima metà di settembre a Maranello sarà ospitato un Capital Market Day.

Fiat Chrysler -2,3%. La società ha venduto in Italia, il mese scorso, 46.176 autovetture, -2,2% anno su anno. La quota di mercato del gruppo in Italia si attesta al 26,8% (27,4% nel primo quadrimestre). Balzano del 124,45% le immatricolazioni del marchio Jeep a 7.481 unità, con una quota salita al 4,37% dal 2,07% di un anno fa.

Segna il passo Brembo (-0,85%) dopo il balzo della vigilia.

BANCHE IN DISCESA, BERENBERG PROMUOVE UNICREDIT

Il calo dell’inflazione allontana la prospettiva di un irripidimento delle curve dei tassi in Europa. Ne paga le conseguenze il settore bancario: a Milano il paniere ha terminato le contrattazioni in ribasso dell’1,19%, fa peggio il comparto a livello continentale, -1,9%.

Unicredit ha lasciato sul terreno nel finale l’1,78%. Berenberg ha alzato ieri il target price a 19,0 euro da 18,50 euro lasciando invariato il giudizio Buy.

Fa peggio Ubi Banca (-2,36%). Male anche Mediobanca (-1,72%) e Banco Bpm (-1,5%). Intesa chiude a -0,49%.

IN FORTE CRESCITA I CONTI DEL LEONE

Piatta Generali nel giorno del cda. I dati del trimestre sono stati comunicati stamane prima dell’apertura della Borsa.

Il primo trimestre si è chiuso con utili in crescita, coefficienti patrimoniali ulteriormente rafforzati, un combined ratio in netto miglioramento. L’utile netto si è attestato a 581 milioni di euro, in crescita dell’8,6%, sopra le attese degli analisti, così come l’utile operativo (1,253 miliardi +4,9%). “I risultati del primo trimestre ci fanno guardare con ottimismo al resto dell’anno, che vedrà il completamento con successo del piano strategico”, dichiara il Cfo Luigi Lubelli in una nota.

Giornata no per Moncler (-4%), il peggior titolo del paniere principale. Jefferies ha tagliato la raccomandazione. Giù anche Prysmian (-1,2%): Mediobanca ha tagliato il target.

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NOTORIOUS PRODURRÀ LAMBORGHINI, FILM CON BANDERAS

Quello di Salini (-8,5%) è stato il peggior titolo a Piazza Affari.

Notorious (+12%) curerà la realizzazione della parte italiana del film “Lamborghini” con la partecipazione di Antonio Baderas. Le riprese inizieranno nel 2018. Il valore della commessa è pari a 10,3 milioni di Euro: il corrispettivo per l’attività di produzione sarà incassato per circa il 70% da Notorious Pictures nel corso del 2018 e 2019.

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