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Sawiris al Financial Times: “Voglio Telecom Italia ma anche Sfr, oggi in mano a Vivendi”

SAWIRIS:” NON SOLO TELECOM VOGLIA ANCHE SFR”

Il magnate egiziano potrebbe girare Gvt (controllata dai francesi) a Tim Brasil in cambio di azioni. Il tycoon al Financial Times: “Per la prima volta ha zero debiti. IN questa fase è un grande vantaggio”

Non solo Telecom. Il grande rientro di Naguib Sawiris sullo scacchiere delle tlc europee passa anche da un’altra, ancor più clamorosa, operazione: l’acquisto di Sfr, consociata di Vivendi che vale 13,5 miliardi di euro.

L’interesse per il gruppo francese è rivelato dalla stesso Sawiris in un’intervista al Financial Times. “Stiamo studiando Sfr attraverso una nostra consociata – ha detto Sawiris –. Il fatto è che si tratta di un investimento di grande portata, che richiede l’intervento di un grande gruppo”.

L’eventuale operazione Sfr non sarebbe alternativa, bensì complementare all’investimento in Telecom Italia. L’ingresso di Sawiris in TI, infatti, sarebbe gradito a Franco Bernabé perché garantirebbe a TI i mezzi finanziari necessari per l’acqusto di GVT, la consociata brasiliana di Vivendi (che controlla, oltre a Vivend, anche la Telecom marocchina). Il finanziere egiziano, in caso di conquista del controllo di Sfr, potrebbe così girare in cambio di azioni GVT a Tim Brasil.

Ma quali sono le possibilità concrete di Sawiris in terra francese? Secondo il Financial Times il finanziere egiziano è in seconda fila: l’acquirente più probabile di Sfr resta Numericable, la scietà francese di cavi controllata da Carlyle, Cinven e altri private. Ma Sawiris non demorde.

“Per l prima volta nella mia vita – spiega nell’intervista – non ho debiti personali. E nell’attuale congiuntura di mercato è una posizione di vantaggio considerevole”. Per quanto riguarda le “munizioni” finanziarie, Sawiris si è dotato di un private equity,  Weather 2, che “ può comprare assets, vendere, attrarre finanziamenti come un qualsiasi private equity”.

L’ambizione di diventare il numero uno delle tlc patendo dall’Europa, del resto, è di antica data. L’anno scorso Sawirs ha comprato una quota di Austria Telekom. “Ma le autorità di Vienna – commenta – non hanno compreso il mio piano”. Ora il tycoon delle tlc ci riprova, a partire dalla Francia e dall’Italia. Uno come lui, che tra l’altro controlla la Telecom nord coreana (“abbiamo due milioni di abbonati, gli esperti dicevamo che ci saremmo fermati a 5 mila…”), non può stare con le mani in mano: il richiamo della foresta delle tlc è troppo forte. Sopattutto ora che Sawiris, cristiano copto, ha accantonato l’idea di creare un partito cristiano nel nuovo Egitto. “Sono molto deluso dall’evoluzione della politica egiziana. Credo che nel futuro farò business, non politica”. Facile credergli.

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Categories: Interviste