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Saipem, le svalutazioni fanno salire le perdite a 230 milioni ma crescono ricavi e mol

FIRSTonline

Il cda di Saipem ha approvato ieri il preconsuntivo consolidato 2014 che registra ricavi in crescita dell’8,7% a 12,87 miliardi, un mol in crescita del 40% a 1,21 miliardi e una perdita netta di 230 milioni (dai -159 milioni del 2013) su cui hanno pesato svalutazioni di 410 milioni legati a impairment test effettuati nel quarto trimestre. Il risultato netto adjusted è positivo per 180 milioni. Le rettifiche sono legate principalmente alla revisione della vita utile e alla svalutazione di alcune cash generating unit alla luce del deterioramento del prezzo del petrolio.
“Considerate le incertezze derivanti da uno scenario di prezzi sfavorevole per il 2015, il cda ha deliberato di proporre all’assemblea di mantenere la policy pay out fin qui adottata non prevedendo alcun dividendo sulle azioni ordinarie per il 2014”, sottolinea la società.

Dai conti emerge inoltre un debito netto in calo per la prima volta dal 2011 a 4,24 miliardi (da 4,76 miliardi di fine 2013) e un “eccellente livello di acquisizioni di nuovi ordini” pari a 17,97 miliardi (da 10 miliardi dell’anno scorso).

Per il 2015 Saipem prevede un utile compreso tra 200 e 300 milioni, anche se sottolinea la stessa Saipem “una parte significativa dei ricavi e dei margini dipenderà dall’evoluzione del progetto South Stream, attualmente in fase di sospensione”. Inoltre, la società “dovra’ ancora eseguire 1,8 miliardi di euro di contratti a bassa marginalita”. L’insieme di queste incertezze, legate anche a un prezzo del petrolio basso per il 2015, dà origine a una guidance su quest’anno con forchette abbastanza ampie con i ricavi tra 12 e 13 miliardi, un ebit tra 500 e 700 milioni e un utile netto tra 200 e 300 milioni. Gli investimenti tecnici saranno pari a 650 milioni mentre il target per il debito netto è la riduzione sotto i 4 miliardi escludendo il potenziale impatto della fluttuazione dei tassi di cambio.

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Categories: Finanza e Mercati