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Trump către Iran: „Negociem, dar armistițiul s-a terminat. Dacă mă omori, vei fi distrus din temelii.”

Intanto oggi si cerca ancora si ricucire gli strappi: il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è arrivato oggi a Muscat, in Oman. Domani è previsto un incontro tra squadre tecniche provenienti da Iran e Stati Uniti in Pakistan. Le discussioni rimangono fortemente incentrate sul nucleare e la gestione e sicurezza del transito commerciale nello Stretto di Hormuz

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Atu ha confermato che l’Iran ha chiesto di proseguire i negoziati, ma ha dichiarato in termini inequivocabili che il cessate il fuoco è terminato. Ha inoltre avvertito Teheran che, se verrà tentato un qualsiasi attentato contro di lui, Statele Unite raderanno al suolo tutte le aree dell’Iran.

Il cessate il fuoco con l’Iran “per me è finito” ha detto Trump, nel corso di dichiarazioni alla stampa a margine di un incontro con il Segretario generale della Nato, Mark Rutte. Il capo della Casa Bianca ha parlato di “feccia” riferendosi ai leader iraniani parlando di persone “malate, cattive e bugiarde”. “Per me, credo sia finita. Non voglio più avere a che fare con loro. Sono feccia. Sapete cosa significa feccia? Sono feccia. Sono persone malate. Sono guidati da persone malate, sono persone crudeli e violente. E se avessero un’arme nucleare, la userebbero. Per quanto mi riguarda, è solo una perdita di tempo trattare con loro”, ha affermato Trump. Imagini din satelit esclusive ottenute e analizzate dall’emittente statunitense cnn indicano un presunto tentativo in atto da parte dell’Iran di ricostruire gli impianti presso i suoi siti nucleari.

Tentativi di dialogo tra accuse reciproche

Nonostante la fine della tregua e i recenti attacchi incrociati, Washington ha accettato la richiesta iraniana di proseguire i colloqui. L’Iran “ci ha chiesto di proseguire i colloqui. Abbiamo accettato di farlo, ma gli Stati Uniti hanno chiarito, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è terminato”, ha tuonato Trump sul social Adevăr, di fatto lasciandosi le mani libere per ulteriori azioni militari contro Teheran. Le discussioni rimangono fortemente incentrate sul nuclear e la gestione e sicurezza del transito commerciale nello Strâmtoarea Ormuz.

Il Ministrul de Externe iranian, Abbas Araghchi, e arrivato azi a Muscat, in Oman, per gli annunciati colloqui con interlocutori omaniti. Lo riferisce Al Jazeera che cita l’agenzia di stampa iraniana Irna. I media americani, hanno fatto sapere che gli Stati Uniti si aspettano dall’Iran una dichiarazione pubblica che chiarisca che lo Stretto di Hormuz è aperto con un impegno a non prendere di mira le navi mercantili in transito: senza queste garanzie non sarà possibile avviare un nuovo negoziato sul programma nucleare iraniano. Se l’Iran non fornisce la “polvere” nucleare, non c’è accordo, ha detto un funzionario americano, secondo quanto riportato da Bloomberg.

Pe de altă parte Araghchi ha accusato gli Stati Uniti a avea violato il Memorandum d’intesa raggiunto tra le parti, sostenendo in un messaggio pubblicato su XTeheran “ha mantenuto la parola data” sulla fine del cessate il fuoco, mentre Washington avrebbe disatteso gli impegni assunti. Teheran, da parte sua, avrebbe ammesso in privato con gli Stati Uniti di aver commesso un errore attaccando le navi commerciali nello Stretto di Hormuz e di voler proseguire i negoziati con Washington, secondo quanto riferito da alti funzionari americani alla Știri CBS.

După cum a raportat Al Arabiya, che cita una fonte autorevole, è previsto un incontro tra squadre tecniche provenienti da Iran e Stati Uniti in Pakistan maine 12 iulie.

Il piano per uccidere Trump, il quale minaccia una strage

Già durante i funerali della Guida Suprema si erano visti numerosi cartelli con amenințări di assassinare Trump. Poi il Wall Street Journal ha diffuso la notizia che esiste un piano iraniano per eliminare il presidente Usa, spiegando che a informare gli apparati statunitensi sarebbe stata l’intelligence israeliana. Parlando con la stampa durante il rientro dal vertice Nato in Turchia, Trump aveva fatto riferimento alle minacce contro di lui. “Sono il primo della lista. Finora sono stato fortunato ma non durerà a lungo”. Questa scoperta segnerebbe un’escalation nella guerra tra Washington e Teheran. Da anni l’Iran ha promesso apertamente di vendicarsi del tycoon per l’assassinio di Qassem Soleimani, alto generale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, avvenuto durante il primo mandato del presidente.

Sebbene tra i servizi Usa serpeggia un certo scetticismo, il presidente americano sembra crederci: “Se dovesse accadere ho lasciato istruzioni: bombardarli con una potenza mai vista”, “annientando completamente” l’Iran, ha minacciato, affermando di essere nel mirino di Teheran da anni.

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