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Riciclo Carta: Italia seconda in Europa secondo il Rapporto Unirima. Preoccupa il crollo dei prezzi

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L’Italia si conferma tra i migliori paesi nel riciclo della carta, confermandosi al suo secondo posto in Europa. Il rapporto Unirima, (Unione nazionale imprese raccolta, recupero, riciclo e Commercio dei maceri e altri materiali) fotografa il 2022 con una produzione della materia prima, la cosiddetta “carta da macero” che ha raggiunto nel 2021 circa 7 milioni di tonnellate (+3% rispetto all’anno precedente) pari a 13,3 tonnellate/minuto, un risultato che colloca l’Italia al secondo posto in Europa, scavalcando Francia e Spagna, con la Germania al primo posto.

Riciclo carta: il valore aggiunto dell’Italia rispetto ai competitor europei

Un secondo posto più che meritato visto il valore aggiunto offerto dall’Italia in questo tipo di attività. “Il valore aggiunto del comparto risiede soprattutto in una capacità di adattamento strutturale e nella capacità di rispondere alle crisi che hanno impattato sul mercato della carta da macero” spiega Giuliano Tarallo, presidente di Unirima. “Nonostante lo tsunami degli ultimi anni, il settore ha retto anche grazie al volano delle esportazioni che rappresentano un traino e restano comunque uno sbocco fondamentale per il surplus (circa il 27%) strutturale di carta da macero rispetto al fabbisogno interno”.
L’ottimo posizionamento è frutto di una rete capillare di impianti di trattamento rifiuti, sono circa 600, ai quali vengono conferite le raccolte differenziate di carta e cartone provenienti sia dai Comuni che da attività commerciali, artigianali, industriali e terziarie per produrre la materia prima end of waste, la cosiddetta “carta da macero” destinata alle cartiere, dice una nota di Unirima.

L’allarme di Unirima: il crollo dei prezzi della carta riciclata e le difficoltà delle cartiere

Ma la principale associazione di imprese del settore, che conta su 20.000 addetti e un fatturato annuo di circa 4 miliardi di euro, avverte: ”il crollo dei prezzi della carta riciclata del 69% a settembre rischia di mettere in crisi il settore. Inoltre nel 2021 sono diminuite le esportazioni, (da 1,85 milioni a 1,28 milioni di tonnellate) che restano comunque uno sbocco fondamentale per il surplus (circa il 27%) strutturale di carta da macero rispetto al fabbisogno interno. Per questo Unirima chiede l’intervento del governo “per far fronte alla crisi generale dovuta al forte rallentamento delle attività industriali a valle (le cartiere), che non solo ha determinato una forte riduzione dei prezzi della carta da macero ma anche l’aumento dei quantitativi da stoccare negli impianti” dice la nota.

L’Italia eccelle in Europa anche superando i target comunitari

Che il comparto industriale della carta da macero tappresenti un punto di eccellenza dell’economia circolare in Italia è dimostrato anche dai traguardi raggiunti nel riciclo dei soli imballaggi cellulosici con l’obiettivo comunitario previsto per il 2025 (75 pct) raggiunto e superato già nel 2009 e, a partire dal 2020, è stato superato anche il target al 2030 (85 pct).
Il 2021 ha consolidato il trend, con un tasso di riciclo che si è attestato sull’85,08 pct. Delle 4,46 milioni di tonnellate di imballaggi in carta e cartone riciclati nel 2021, circa 1,9 milioni derivano dalla raccolta differenziata rifiuti urbani (domestici e “simili” raccolti in regime di privativa, quindi compresa la parte di “ex-assimilati” proveniente da attività commerciali), mentre il resto degli imballaggi cellulosici riciclati, cioè circa il 56 pct, deriva dalla raccolta presso le attività economiche effettuata, al di fuori della privativa comunale, dalle imprese private che confermano quindi il loro ruolo sempre maggiore nel perseguimento degli obiettivi di riciclo della carta.
“Oggi, l’impatto della guerra in Ucraina e i conseguenti aumenti dei prezzi dell’energia stanno facendo emergere alcune criticità nella filiera, anche se il comparto della carta da macero non rallenta” avverte Unirima nella nota.

Il trend delle quotazioni internazionali della carta: da agosto netto calo

Nella prima metà del 2020, i diversi lockdown e la chiusura temporanea di alcune attività hanno causato una consistente diminuzione della produzione degli imballaggi in carta e cartone. La raccolta, insufficiente rispetto alla domanda di carta da macero, ha così portato ad un primo incremento dei prezzi, che si sono poi stabilizzati nella seconda metà dell’anno. Con la ripresa economica trainata da Cina e Stati Uniti si è avuto un nuovo aumento della domanda, le quotazioni della carta hanno subito un forte aumento per stabilizzarsi nella primavera 2021, quando i prezzi medi si sono fermati intorno ad un valore medio di 108 euro a tonnellata per carte e cartoni misti e di 118,5 euro a tonnellata per i cartoni ondulati, per poi incrementare nei primi mesi del 2022 fino a raggiungere a giugno il valore medio di 135 euro a tonnellata.
Il brusco cambiamento di tendenza è arrivato ad agosto 2022, con le quotazioni che sono crollate fino a registrare a settembre 2022 una riduzione del 69 pct rispetto al prezzo medio di luglio. Tra i fattori che hanno determinato questa situazione ci sono il fermo o forte rallentamento delle attività del settore industriale a valle, cioè le cartiere, connesso all’incremento dei prezzi dell’energia.

Ancora criticità nella gestione dei rifiuti speciali non pericolosi

Accanto alle nuove criticità, tuttavia, permangono anche quelle che caratterizzano il settore già da diversi anni. Tra queste l’importante tema della gestione degli scarti non riciclabili classificati come rifiuti speciali non pericolosi (CER 19 12 12). Si tratta degli scarti generati dai processi di trattamento dei rifiuti finalizzati alla produzione di materia prima “end-of-waste”. Nel complesso è un flusso importante di materiale, che dovrebbe essere gestito in un’ottica di circolarità. In generale, mentre i dati Ispra vedono un aumento di questa tipologia di rifiuti, si rileva una crescente difficoltà nel reperire gli impianti che dovrebbero trattarli ed un conseguente incremento dei costi.

Anche nella produzione di carta riciclata l’Italia è seconda in Europa e cresce più dei suoi competitors

La produzione mondiale di carta riciclata si attesta intorno a 240 milioni di tonnellate, pertanto, più della metà della materia prima cellulosica prodotta nel mondo proviene da carta da macero. Nel complesso, Cina e Stati Uniti insieme incidono da soli per circa metà del totale. Nel 2021 l’Unione Europea ha invece prodotto 90,2 milioni di tonnellate, con la Germania che si assesta sul 26%.

L’Italia anche in questo settore è al secondo posto nell’Unione europea. Ma rispetto ai suoi principali competitors ha mostrato l’anno scorso una crescita maggiore con un +11 pct, contro l’8 pct della Germania, il 7 pct della Francia e il 6 pct della Spagna.
L’Asia comunque resta il principale produttore di carta riciclata, con il 44% sul totale prodotto nel mondo, anche se, a partire dal 2018, la produzione mondiale è scesa passando da 250,19 milioni di tonnellate nel 2018 fino a toccare 239,8 milioni di tonnellate nel 2020. Una riduzione che ha interessato tutte le aree geografiche eccetto Medio Oriente e Africa, che hanno registrato un incremento.

La produzione cartaria vista in aumento, sostituendo imballaggi meno sostenibili

La produzione cartaria è destinata ad aumentare nei prossimi anni anche per la tendenza a sostituire gli imballaggi meno sostenibili, tra cui soprattutto quelli in materie plastiche. Nel 2021 la produzione di carta per usi innovativi, proprio nell’ambito di questo “effetto sostituzione”, è cresciuta del 9,6 pct e, anche se tali beni vedono ancora una quota marginale nella produzione complessiva di carta, i mutamenti in atto stanno avvenendo rapidamente. Sebbene nel 2021 la domanda di carta da macero di diversi Paesi sia stata sostenuta da un incremento dell’approvvigionamento delle produzioni interne, il commercio internazionale della carta da macero resterà comunque essenziale per il futuro, sia per bilanciare le eccedenze, sia per garantire un mercato competitivo e la possibilità per tutti gli stati di usare materie prime da riciclo di alta qualità.
Da circa 15 anni, l’Italia è esportatrice netta di maceri con un valore che è stato di 1,28 milioni di tonnellate nel 2021, a fronte di importazioni per 0,33 milioni di tonnellate. Con il graduale sviluppo delle raccolte differenziate di carta e cartone, la capacità degli operatori del riciclo e del commercio ha garantito con le esportazioni uno sbocco al surplus di carta da macero rispetto al fabbisogno del Paese e, al contempo, di superare con largo anticipo gli obiettivi europei. Anche nel I semestre 2022 India, Indonesia, Austria e Germania si confermano i principali partner.

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