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Renzi: “L’Europa è la nostra casa, lavoriamo per la stabilità”

“L’Europa dimostrerà di essere più forte di ogni difficoltà e l’Italia farà la sua parte in questo percorso che oggi si apre. Governo e istituzioni europee sono nelle condizioni di garantire con qualsiasi mezzo la stabilità del sistema e la sicurezza dei risparmi”. Lo ha detto all’inizio del pomeriggio il premier Matteo Renzi, commentando l’esito del referendum di ieri sulla Brexit, che ha sancito l’addio del Regno Unito all’Unione europea. Il capo del Governo italiano si è associato così agli interventi arrivati dalle principali cancellerie europee (Parigi, Berlino, la stessa Bruxelles), che hanno ribadito l’unità dell’Ue malgrado la scelta degli elettori britannici. Quello di Renzi è stato un discorso molto emotivo, uno dei più aulici da lui mai pronunciati.

“L’Italia è tornata solida – ha continuato il Presidente del Consiglio – e il nostro Paese ha il dovere di offrire questa solidità anche agli altri partner europei. Per questo saremo impegnati fin da domani con la riunione dei ministri degli esteri dei Paesi fondatori. Lunedì incontrerò a Berlino la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente francese, François Hollande”.

Renzi ha poi aggiunto di voler “chiamare l’Europa ‘casa’: che non è solo un luogo fisico, ma un insieme di sentimenti ed emozioni. L’Europa è casa nostra, dei nostri figli e dei nostri nipoti. Siamo convinti che questa casa abbia bisogno di essere ristrutturata forse rinfrescata, ma è la casa del nostro domani”.

Quanto al “mondo che verrà – ha proseguito il Premier –, ha molto bisogno di Europa. L’Europa dell’umanesimo, che ha segnato nostra civiltà per secoli. A chi oggi chiede sicurezza e tranquillità ricordiamo che gli ultimi 70 anni dimostrano che il periodo più lungo di pace è stato garantito da questa istituzione, che ha posto fine a secoli di guerre fratricide”.

Secondo Renzi, perciò, bisogna “far prevalere ciò che ci unisce su ciò che ci divide. E’ il tempo della forza calma, di far prevalere la lucidità. Noi italiani sappiamo cosa significhi avere responsabilità verso la nostra storia. Non significa solo essere responsabili verso il proprio passato, verso i propri padri fondatori, ma soprattutto essere responsabili verso il futuro, verso i figli che chiedono più Europa. Un’Europa che interpreti i loro sogni, i loro sentimenti, le loro aspettative. Viva l’Italia, viva l’Europa”.

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