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Referendum Lega: la Consulta lo ha bocciato

FIRSTonline

Il referendum proposta dalla Lega non si farà. La Corte costituzionale lo ha dichiarato inammissibile perché “eccessivamente manipolativo”. Il quesito posto dal partito guidato da Matteo Salvini si proponeva di abrogare abrogare le norme sulla distribuzione proporzionale dei seggi previsti dalla legge attuale e trasformare il sistema in un maggioritario puro. Si allontana il rischio di elezioni anticipate e di un en plein della Lega e del Centro Destra in Parlamento mentre in Parlamento il governo ha presentato una proposta di nuova legge elettorale – il cosiddetto Germanicum – con sistema proporzionale e soglia di sbarramento del 5%.

Il quesito referendario era stato proposto da otto consigli regionali (di Veneto, Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Abruzzo, Basilicata e Liguria), tutti guidati dal centro-destra.

Le motivazioni con le quali la Consulta – alla sua prima pronuncia di rilievo da quando è diventata presidente Marta Cantabila – ha bocciato la richiesta della Lega sono che abrogando le norme, di fatto, sarebbe diventato impossibile votare subito con la legge “mutilata” e sostanzialmente inapplicabile. Per poterla utilizzare senza distorcere la volontà degli elettori, infatti, sarebbe stato indispensabile porre mano ai collegi elettorali, adattandoli al nuovo modello maggioritario puro. Il che avrebbe bloccato il Parlamento.

“È una vergogna, è il vecchio sistema che si difende: pd e 5stelle sono e restano attaccati alle poltrone. Ci dispiace che non si lasci decidere il popolo: così è il ritorno alla preistoria della peggiore politica italica”, protesta Matteo Salvini.

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Categories: Politica