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Reddito di cittadinanza, altre 17mila famiglie perdono il sussidio. Entro fine anno altri 23mila sms. Ecco chi li riceverà

Pixabay

Nuova tornata di messaggi da parte dell’Inps che oggi, giovedì 28 settembre, ha inviato un sms a 17mila famiglie che, dopo l’ultima mensilità del reddito di cittadinanza percepita a settembre, da ottobre perderanno il sussidio. L’annuncio è arrivato direttamente dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale attraverso una nota.

Chi ha detto addio al reddito di cittadinanza ad ottobre

L’ormai famigerato sms dell’Inps che comunica la cessazione del Reddito di cittadinanza è stato inviato a percettori considerati “occupabili” che hanno cominciato a percepire il sussidio lo scorso marzo e hanno ricevuto a settembre l’accredito dell’ultima mensilità. 

Si tratta, come nei casi precedenti di nuclei familiari senza minori, disabili o over 60 che si aggiungono alle 159mila famiglie che hanno ricevuto l’sms a luglio e alle 33mila che l’hanno ricevuto ad agosto. 35mila di queste sono state successivamente prese in carico dai servizi sociali.

Non si tratta di un’iniziativa dell’Inps, occorre ricordarlo, ma l’Istituto si limita ad applicare le regole previste dalla riforma varata dal Governo Meloni che prevede per il 2023 la legge cessazione del reddito di cittadinanza dopo 7 mensilità.

Reddito di cittadinanza: entro dicembre altre 23mila sospensioni

Entro la fine dell’anno l’Inps invierà nuovi sms ai restanti nuclei familiari – sono circa 23mila – che perderanno il sussidio nei prossimi mesi. In totale, entro dicembre, saranno 240mila le famiglie alle quali sarà comunicata la fine del reddito di cittadinanza, corrispondenti a 400mila persone.

I destinatari dei messaggi, così come coloro che lo hanno già ricevuto o che lo riceveranno nei prossimi mesi, spiega l’Istituto, potranno presentare la domanda per il Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl).. “Qualora sussistano i requisiti per accedere alla prestazione, spiega l’Inps, i beneficiari potranno essere avviati a un percorso di professionalizzazione e di inserimento lavorativo durante il quale, per 12 mesi, riceveranno un contributo di 350 euro mensili non frazionabili. L’Istituto sta verificando i requisiti delle domande già trasmesse, sulla base delle informazioni immediatamente disponibili nelle proprie banche dati”. 

Solo 40mila ex beneficiari hanno detto sì al supporto per la formazione e il lavoro

Nel frattempo arrivano i primi aggiornamenti sul nuovo strumento: il supporto per la formazione e il lavoro. Su una platea di circa 180mila potenziali soggetti che potrebbero accedervi “oggi soltanto 40mila ex percettori del reddito di cittadinanza hanno presentato la domanda per il supporto per la formazione e il lavoro (Sfl)” che consente di ricevere un sussidio «formazione e lavoro» di 350 euro a condizione di avere trovato un corso di formazione e non possedere un reddito Isee non superiore ai 6 mila euro. Lo ha detto la ministra del Lavoro, Marina Calderone, partecipando alla presentazione del manifesto della Cisl sul lavoro. “Gli altri 70mila – ha aggiunto – non percepivano nessun reddito, ma evidentemente hanno creduto in questo strumento per cercare una nuova possibilità”.

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