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Recovery Fund e Mes: Conte sempre di più in bilico

Imagoeconomica

Giornate ad alta tensione per il Governo Conte 2. Domenica Italia Viva ha mandato all’aria il progetto di task forse ideato dal premier per gestire il Recovery Fund e costretto Giuseppe Conte a fare precipitosamente marcia indietro. Oggi il progetto che prevede una gestione dei 209 miliardi in arrivo dall’Europa incentrata su Palazzo Chigi con il contributo di 6 supermanager e 300 consulenti è stato solo illustrato, ma non messo ai voti del Consiglio dei ministri, anche perchè la riunione è stata sospesa dopo che improvvisamente s’è scoperta la positività al Covid del ministro dell’Interno Lamorgese. La mossa dei capigruppo renziani Rosato e Boschi, che hanno polemicamente abbandonato la riunione della maggioranza sulla task force, ha colto in contropiede Conte e ha aperto una nuova frattura in una coalizione sempre più traballante che mercoledì dovrà affrontare la prova del fuoco del Parlamento sulla riforma del Mes.

In teoria, la rottura sulla task force sul Recovery non prelude alla crisi di Governo, come ha spiegato in un’intervista a Repubblica Matteo Renzi, ma certamente indebolisce Conte e lo mette con le spalle al muro alla vigilia di appuntamenti cruciali in Italia e in Europa. “La task force – ha sostenuto il leader di Italia Viva – è inutile e mal si concilia con le spericolate dichiarazioni del premier secondo cui gli attuali ministri sono i migliori che si possano trovare. Noi non accettiamo questi metodi sprezzanti di Governo ma siamo impegnati a sostenere il Governo Conte 2 fino all’approvazione della legge di Bilancio. Poi dipenderà da Conte: se sarà in grado di fare un salto di qualità, continuerà”, sennò si volterà pagina.

Ma oltre al duro confronto con i renziani sulla governance del Recovery Fund, Conte deve passare sotto le forche caudine del Parlamento, dove mercoledì si voterà sulla riforma del Mes che spacca i Cinque Stelle e rischia di mettere in forse la maggioranza soprattutto al Senato. Il leader grillino Luigi Di Maio è impegnato, ventre a terra, a sgonfiare la fronda interna ai Cinque Stelle e potrebbe riuscirci, ma i voti in Parlamento sono sempre a rischio quando i numeri traballano. Sulla riforma del Mes e sull’uso dei 37 miliardi del fondo sanitario non si scherza e il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, lo ha detto chiaro e tondo al premier Conte, incalzandolo anche sulla corretta e rapida gestione del Recovery Fund: “Non possiamo tirare a campare”. Conte lo sa ma bisognerà vedere se riuscirà a uscire dalle ambiguità che hanno fin qui caratterizzato la sua premiership.

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Categories: Politica