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Quirinale: il fascino del Palazzo di Papi, re e Presidenti

Imagoeconomica

Nel corso dei secoli, il Palazzo del Quirinale ha cambiato più volte “pelle” ma è sempre rimasto il cuore del potere romano: ha ospitato 30 papi, 4 re e 12 Presidenti, compreso Sergio Mattarella e il futuro Capo di Stato che sarà eletto a partire dal prossimo 24 gennaio. In attesa di sapere chi sarà il tredicesimo Presidente facciamo un viaggio nella storia del Palazzo situato sul “colle più alto”, patrimonio d’arte e cultura del miglior genio degli italiani.

Il suo nome deriva dal dio Quirino e si trova sull’omonimo colle che sovrasta il fiume Tevere, che nel Rinascimento era il luogo di residenza dell’aristocrazia romana. Molti forse non lo sanno ma la posizione sopraelevata rendeva il colle un posto ideale per scappare dalle zanzare che infestavano il Tevere durante l’estate, o che il Quirinale è il sesto Palazzo più grande del mondo o, ancora, che non tutti i Presidenti hanno vissuto nel Palazzo. La sede della più alta carica della Repubblica vanta un passato pieno di curiosità tutte da scoprire.

PALAZZO DEL QUIRINALE: LA STORIA          

Il Palazzo del Quirinale fu costruito a partire dal 1583 come residenza estiva di papa Gregorio XIII che, a sue spese, desiderava un luogo di riposo diverso dal Vaticano o del Laterano. Difatti, stilisticamente lontana dalla sede del papa vescovo in quanto priva di simboli religiosi visibili o di una chiesa aperta al pubblico (l’unico tra i palazzi apostolici). I lavori furono affidati all’architetto Ottavio Mascarino. Nel 1587 papa Sisto V, fece acquistare allo Stato Pontificio il terreno dove sorgeva il palazzo e ne ampliò la costruzione affidando i lavori al suo architetto di fiducia, Domenico Fontana. Fu però papa Paolo V Borghese il primo che visse e morì nel Palazzo, ma soprattutto a realizzarlo secondo il suo aspetto attuale grazie all’architetto Flaminio Ponzo e successivamente Carlo Maderno.

Per oltre tre secoli i pontefici utilizzarono il Quirinale dapprima come dimora estiva poi centro del potere papale. Alla sua costruzione e decorazione lavorarono illustri maestri dell’arte italiana come Pietro da Cortona, Alessandro Specchi, Ferdinando Fuga, Gian Lorenzo Bernini, Giovanni Paolo Pannini e Guido Reni.

Dal XVII secolo, i Papi vivevano permanentemente in questo palazzo, ad eccezione di alcuni periodi: per ben tre volte furono sfrattati dal palazzo. Nel 1809 da Napoleone che rinominò il Quirinale “Palazzo Imperiale” e realizzò numerosi lavori a suo gusto affidandosi all’architetto Raffaele Stern. Ma il soggiorno dell’imperatore francese terminò ancor prima di iniziare quando, cinque anni più tardi, Pio VII torna in possesso del Quirinale cancellando le tracce dell’occupazione napoleonica. Fra gli interventi più importanti, gli affreschi della Cappella Paolina e la sistemazione definitiva della Fontana dei Dioscuri di fronte all’ingresso del palazzo. La loro presenza costante sul Quirinale ha portato il colle ad assumere il nome di “Monte Cavallo”.

Poi nel 1848 dalla Repubblica Romana guidata da Mazzini, Armellini e Saffi e poi da Vittorio Emanuele II nel 1870 con la Breccia di Porta Pia – che decretò la fine del potere temporale papale – quando Pio IX dovette lasciare la sua residenza e fuggire in Vaticano lasciando lo storico palazzo in mano ai Savoia. Non prima – secondo una leggenda – di aver scagliato una terribile maledizione sul re usurpatore.

Dopo l’addio dei “papi” all’affascinante dimora, il Consiglio dei ministri del Regno d’Italia stabilì che il Quirinale dovesse essere destinato alla residenza del Re. Così la “casa dei preti” diventò la dimora dei Re per settant’anni.

Ma fu Umberto, figlio di Vittorio Emanuele, che trasformò il Quirinale in una vera e propria reggia. Anche se durante la Prima guerra mondiale conobbe un’altra, ma temporanea, trasformazione: da elegante reggia reale a ospedale militare perdendo parte della sua centralità politica con l’avvento di Mussolini al potere.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre e con la fuga di Vittorio Emanuele III verso Brindisi, il palazzo accolse nuovamente i Savoia che tornarono al centro del gioco politico. Ma per poco tempo, fino alla caduta della monarchia sancita dal primo voto democratico del 2 giugno del 1946. Da lì l’edificio divenne definitivamente la sede del capo dello Stato repubblicano.

PRESIDENTI CHE HANNO VISSUTO AL COLLE

Sebbene formalmente il Quirinale sia la residenza ufficiale del presidente della Repubblica Italiana, non tutti i presidenti scelsero di abitarci. Ad esempio i primi due presidenti della Repubblica Italiana, Enrico De Nicola e Luigi Einaudi. Il primo a insediarsi nell’antico palazzo fu Giovanni Gronchi (1955-1962), seguito da Antonio Segni (1962-1964), Giuseppe Saragat (1964-1971) e Giovanni Leone (1971-1978). Invece, si rifiutarono Sandro Pertini (1978-1985) e Francesco Cossiga (1985-1992) che lo usarono come ufficio. Oscar Luigi Scalfaro (1992-1999) si convinse a risiedere nell’edificio solo a partire da metà mandato, mentre Carlo Azeglio Ciampi (1999-2006), Giorgio Napolitano (2006-2015) andarono ad abitarvi con la famiglia.

ALL’INTERNO DEL QUIRINALE: LE SALE E IL GIARDINO

Con una superficie di 110.500 metri quadri sembra dunque impossibile descrivere dettagliatamente tutti gli ambienti dello storico palazzo romano, tra saloni imponenti decorati e impreziositi con dipinti e busti che racchiudono oltre quattro secoli di storia. Per un totale di 1.200 stanze, il Quirinale è composto dal corpo centrale, che si sviluppa attorno al maestoso Cortile d’Onore, con le più belle sale del complesso che hanno funzione di luoghi di rappresentanza della Presidenza della Repubblica. Mentre gli uffici e gli appartamenti del capo dello Stato si trovano nella parte opposta, la cosiddetta “Manica Lunga”, l’ala adiacente a Via del Quirinale. Lo Studio del Presidente è la sede degli incontri ufficiali con i Capi di Stato e con i segretari di partito durante le consultazioni per la formazione del Governo, ma anche il luogo dove il Presidente pronuncia il tradizionale messaggio di fine anno.

Studio del Presidente della Repubblica

Oltre la famosissima scala elicoidale del Mascarino (conduceva agli appartamenti dei pontefici, ai quali si poteva accedere direttamente a cavallo), da menzionare è la Loggia d’Onore dove si svolgono le conferenze stampa in occasione delle consultazioni per la formazione degli esecutivi.

Cortile d’Onore è una grande piazza porticata frutto di decenni di lavoro da qui si può salire lo Scalone d’Onore che consente l’accesso ai due ambienti principali del palazzo: il Salone dei Corazzieri e il Salone delle Feste. Il primo è la sala più grande dell’intero complesso (37 metri di lunghezza, 12 di larghezza e 19 di altezza), sede di udienze e premiazioni. Nel secondo si giura il nuovo Governo e si tengono i pranzi ufficiali (sala da ballo durante la permanenza dei Savoia).

Gioiello del Palazzo è la Cappella Paolina di Carlo Maderno, con le stesse caratteristiche architettoniche e dimensionali della Cappella Sistina in Vaticano. In passato ha ospitato alcuni conclavi, oggi concerti da camera. Pur consacrata, la cappella non è officiata se non a Natale e Pasqua.

La Sala del Bronzino deve il suo nome agli arazzi cinquecenteschi tessuti su disegni di Agnolo Bronzino, oggi luogo di primo incontro tra il presidente della Repubblica e i Capi di Stato ospiti provenienti dall’attigua Loggia d’Onore. Mentre la Sala degli Specchi viene utilizzata per alcune udienze ufficiali del Capo dello Stato e il giuramento dei giudici della Corte Costituzionale.

Sala degli Specchi del Quirinale

Nella Sala degli Arazzi si tengono le riunioni del Consiglio Supremo di Difesa, convocato almeno due volte all’anno dal Presidente della Repubblica. Nella Sala degli Ambasciatori viene ricevuto il corpo diplomatico accreditato in occasione di visite ufficiali di Capi di Stato esteri in Italia. Una particolarità del Quirinale è rappresentata dalla Cappella dell’Annunziata, realizzata nei primi del ‘600 come “cappella segreta” per Paolo V Borghese.

Per quanto riguarda le cene ufficiali solitamente si tengono nella Sala del Torrino, la parte più alta del palazzo che offre una magnifica vista sulla città.

Tra i luoghi più suggestivi c’è la Sala del Piffetti, che prende il suo nome dalla preziosissima libreria costruita alla metà del ‘700 per la villa della Regina Anna d’Orleans, nei pressi di Torino dall’ebanista piemontese Pietro Piffetti poi trasportata al Quirinale per volontà di re Umberto I e della regina Margherita.

Infine, i Giardini del Quirinale, famosi per la loro posizione “sopraelevata” su Roma. Si estendono per ben 4 ettari, con diverse fontane, un labirinto, un boschetto, la meridiana, una lunga terrazza su un panorama mozzafiato e un elegante Coffe House del ‘700. Modificati nei secoli a seconda del gusto e delle esigenze di chi si insediava nel Palazzo.

PALAZZO DEL QUIRINALE: LE COLLEZIONI

Nella sede della Presidenza si concentrano oggi una serie di collezioni: 260 arazzi, dipinti, statue, carrozze (105), orologi (205), mobili e porcellane di grande pregio (38mila) e una incredibile collezione di lampadari di vetro di Murano e di cristallo. Tra questi spicca un lampadario in stile “rezzonico” alto 6 metri e con un diametro di circa 4 metri. Su questo gioiello vigila un imponente servizio di sicurezza costituito da elementi della polizia e dei carabinieri.

Durante il suo settennato, il presidente Mattarella ha aggiunto al ricco patrimonio del Palazzo una collezione di opere contemporanee italiane e di design che hanno trovato spazio nel cortile, nei giardini e nelle sale del palazzo.

PALAZZO DEL QUIRINALE: CURIOSITA’

  • Il Tevere faceva si che d’estate la parte bassa di Roma divenisse invivibile, a causa delle zanzare. Per questo motivo il colle era prediletto dal clero e dalla classe dirigente per la stagione più calda.
  • È il sesto palazzo più grande del mondo in termini di superficie (20 volte la Casa Bianca) ed è la seconda più grande residenza di un capo di Stato (prima è l’Ak Saray di Ankara del presidente turco Erdogan).
  • Il Quirinale è un’istituzione colossale che costa quasi oltre 200 milioni di euro l’anno (il tetto imposto dal presidente Mattarella è di 240mila euro).
  • Nel Salone delle Feste si trova il secondo tappeto più grande del mondo che si estende per circa 300 metri quadri.
  • In epoca sabauda il Salone dei Corazzieri veniva usato come campo da tennis, tesi avvalorata dal ritrovamento di una pallina durante alcune operazioni di restauro in tempi più recenti.
  • Gli 200 orologi (tutti firmati) sono curati da Stefano Valbonesi e Fabrizio Geronimo, orologiai ufficiali in grado di ricostruire manualmente parti e ingranaggi deteriorati dei preziosi orologi.
  • Se si considerano anche le forze dell’ordine che operano stabilmente al Quirinale, l’ammontare della forza lavoro impegnata a supporto della presidenza della Repubblica tocca quota 1720.
  • I Corazzieri sono la guardia d’onore del Presidente, forza specializzata dell’Arma dei Carabinieri. Per entrare occorrono requisiti ferrei, sia fisici sia morali: eccellenti referenze di servizio, un metro e 90 minimo di statura e una struttura fisica “adeguatamente armoniosa”.
  • L’ammiraglia del garage del Quirinale è una Flaminia 335 blu scura del 1961, con sette posti. Ormai, dopo 44 anni di onorato servizio si usa soltanto per l’insediamento e per la parata del 2 giugno.
  • Per valorizzare e condividere questo ricco patrimonio, il Presidente Sergio Mattarella ha riaperto il Palazzo al pubblico nel 2015. Inoltre, è possibile visitare la “Casa degli italiani” – come più volte definita da Mattarella – non soltanto di persona ma anche comodamente da casa grazie al tour virtuale realizzato da Google Arts and Culture.
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