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Priolo: il governo dà il via libera alla cessione a Goi Energy, ma pone paletti speciali

Imagoeconomica

E’ arrivata ieri attraverso un Decreto del presidente del consiglio dei ministri l’autorizzazione del governo per la cessione della raffineria Isab di Priolo al fondo Goi Energy, applicando però il golden power, la disciplina sui poteri speciali in materia di asset strategici, per porre alcuni paletti. Lo si apprende da fonti di Governo.

Le condizioni per Goi Energy

Come era già nelle attese, il governo ha dunque deciso di porre dei paletti attorno alla vicenda di Priolo. La seconda maggiore raffineria italiana che fa capo alla russa Lukoil attraverso la società svizzera Litasco, aveva già a gennaio scorso sottoscritto un accodo con Goi Energy, il braccio energetico del fondo di private equity Argus con sede a Cipro e a trazione israeliana che gestisce “un patrimonio superiore a 2 miliardi di euro”. Con il Dpcm di ieri, di cui non si conoscono ancora i dettagli, il governo pone delle condizioni a Goi che riguardano le forniture di petrolio dal trader Trafigura che rifornirà Goi Energy (seguito dall’advisor legale Bonelli Erede), i livelli occupazionali, gli investimenti sull’impianto e gli impegni sul fronte ambientale relativi ai limiti di scarico e quindi all’impiego del depuratore dell’area industriale.
Il governo avrebbe inoltre deciso di tutelarsi per quanto riguarda le forniture di petrolio, che dovranno essere pluriennali (si parla di 10 anni) e tracciate per avere certezza che non arrivino direttamente o attraverso complicate triangolazioni da Paesi sottoposti a provvedimenti restrittivi, come la stessa Russia. Ora l’operazione finanziaria, che secondo fonti di mercato ha un valore di circa 1,2 miliardi di euro, dovrebbe concretizzarsi con il closing nelle prossime settimane.


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