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Piano Casa, tutte le novità: dal taglio della cedolare agli alloggi popolari. Resta l’incognita Tasi

FIRSTonline

Dovrebbe arrivare sul tavolo del governo Renzi il pacchetto che completa il Piano Casa messo a punto dal ministero delle Infrastrutture. Resta solo da sistemare la questione delle misure Tasi sul capitolo della tassazione sulla casa. Lo studio si concentra sul reperimento dei circa 500 milioni che dovrebbero coprire il minor gettito dei Comuni e la soluzione più probabile sarebbe quella che permette ai sindaci di alzare dello 0,8 per mille le aliquote base sulle abitazioni principali, le seconde case o entrambe. Superato questo scoglio, non dovrebbero esserci ostacoli alla presentazione delle nuove norme.

Tra le novità del decreto c’è un ulteriore taglio del 5% sulla cedolare secca, che passerebbe così dal 15% al 10 per gli affitti a canone concordato dal 2015 fino a tutto il 2018. Il provvedimento si estenderebbe anche agli affitti per gli enti non profit o cooperative, in caso di abitazioni sublocate a studenti universitari.

Dovrebbe risolversi il problema della dismissione delle case popolari grazie a un provvedimento ad hoc firmato dai ministri delle Infrastrutture, dell’Economia e degli Affari Regionali insieme alla Conferenza unificato Stato-Regioni. Gli incassi derivanti dalle cessioni saranno utilizzati per la costruzione di nuovi alloggi sociali o per la ristrutturazione di quelli esistenti.
E proprio a proposito della riqualificazione delle case popolari è previsto un piano da 500 milioni per il miglioramento dell’efficienza energetica.

Sono previsti anche sconti per invogliare i costruttori a puntare sull’edilizia sociale: nei primi dieci anni dalla costruzione o manutenzione straordinaria degli alloggi gli introiti derivanti dagli affitti rientreranno nel reddito d’impresa ai fini Ires e Irap solo per il 40% per i primi quattro anni e per il 60% per i restanti sei. In arrivo anche sconti Irpef per gli affittuari di alloggi sociali.

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