X

Oggi l’euro compie 10 anni ma è un compleanno triste: in ribasso su dollaro e yen con nubi in vista

CHE COMPLEANNO TRISTE PER L’EURO IN CALO. LIGRESTI E MPS TENGONO BANCO A MILANO

Si riparte. Senza farsi  troppe illusioni. Stamane le statistiche da Bruxelles dovrebbero segnalare il quinto ribasso consecutivo dell’industria manifatturiera dell’area Ue. Intanto i primi scambi sui listini asiatici segnalano la debolezza dell’euro a quota 1,29 sul dollaro e ai minimi nei confronti dello yen.
E’ d’obbligo, stamane, spegnere le candeline sulla torta di compleanno dell’euro che compie dieci anni. Ma non si respira aria di festa. La moneta unica soffre un’evidente crisi di fiducia, anche se è esagerato parlare di rischio default. Ma, per la prima volta, la moneta unica ha accusato l’anno scorso un ribasso sia nei confronti del dollaro che dello yen. La debolezza delle ultime settimane (non sgradita agli esportatori) per la verità è più legata al taglio dei tassi operato dalla Bce e alla iniezione di liquidità nel sistema finanziario che non al fantasma del crack. Ma la moneta, ancora nella sua giovinezza, è investita da previsioni nere.

UNA PIOGGIA DI TITOLI PER L’EUROZONA. Da oggi a fine marzo scadranno titoli dell’eurozona per 157 miliardi. Più di un terzo (53 miliardi) riguarda Btp, Cct e Ctz italiani. E’ attorno a queste cifre che da stamattina si combatte la battaglia finanziaria più importante d’Europa da settant’anni a questa parte. Con quale strategia? La settimana sarà dominata dalla marcia di avvicinamento all’ennesimo vertice a du Sarkozy Merkel, in programma l’8-9 gennaio che, a sua volta, è destinato a preparare i summit europei del 23 e del 30 gennaio. In vista di quegli appuntamenti Mario Monti intende mettere a punto il pacchetto “Cresci Italia”.  In un clima difficile, visti i tassi oltre il 7% e lo spread con i bund tedeschi a quota 526, più un’economia reale in marcata flessione recessiva. “L’Italia – commenta il premio Nobel Michael Spence – ha bisogno di tempo e l’Europa deve aiutarla a guadagnare tempo” perché la manovra sui conti pubblici mostri al mondo i primi tangibili successi.  Parole simili a quelle usate dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble in un’intervista alla Bild: “Il fondo salva Stati può servire solo a guadagnare tempo nell’attesa che i Paesi indebitato prendano le misure necessarie per riconquistare la fiducia”.

Stamane, intanto, la Bce diventa, almeno sulla carta, più “politica”. Al posto di Lorenzo Bini Smaghi, infatti, arriva il francese Benoit Coeure, che è stato vice ministro delle Finanze al ministero di Bercy. Il posto di capo economista dell’istituto, vacante dall’epoca delle dimissioni del falco Juergen Stark, in dissenso con la scelta di operare acquisti di Btp e Bonos da parte della Bce, viene invece preso da Joerg Asmussen, anche lui già numero due del ministero delle Finanze nell’era Merkel. Asmussen è stato allievo, al pari dell’attuale presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, di Axel Weber, altro nemico degli acquisti di bond da parte della banca centrale. Al contrario, il francese Coeure, davanti al Parlamento europeo, si è detto favorevole al varo degli eurobond.

ASIA, PARTENZA IN CALO. Si riparte.  Al piccolo trotto. Oggi, infatti, sono chiusi per festività diversi mercati che contano, da Tokyo ad Hong Kong fino ai listini Usa. Ma la partenza del 2012, anno bisesto, avviene all’insegna dell’incertezza: il paniere Msci Asia Pacific, composto dalle blue chips del continente (salvo il Giappone) cala dello 0,4%. La Corea del Sud prevede un calo dell’export, causa la crisi dell’Eurozona, mentre Singapore, il termometro più sensibile della regione, prevede che il pil, già rivisto al ribasso al 4,8% per il 2011, non salirà più dell’1%. Fa eccezione la Borsa di Mumbai (+0,4%) dopo cinque giorni di ribasso: il governo ha tolto il divieto agli stranieri di operare acquisti sul listino.
Note positive arrivano da Pechino. La Cina, ha sottolineato ieri  il presidente Hu Jintao, è in grado di conciliare una crescita economica “relativamente rapida” con la lotta all’inflazione.  La prima statistica dell’anno conforta questo programma: a dicembre l’indice della produzione manifatturiera è rimbalzato a quota 50,3 più del previsto. Ma l’anno borsistico si apre a Shangai con una notizia inquietante:  la joint venture cinese tra Société Générale e il gigante dell’acciaio Baosteel, una delle maggiori protagoniste della Borsa,  ha annunciato che non parteciperà più al mercato delle IPo: la qualità dei nuovi titoli in offerta, recita una nota, è “semplicemente indecifrabile”.

METEOBORSA.  VOLUMI SOTTILI, RISCHIO  TEMPORALI.  Si riparte. Con Borse più “leggere” visto che nel 2011 la capitalizzazione è scesa di  6.300 miliardi di dollari rispetto ad un anno fa. MIano ha fatto la sua parte:  Il FtseMib italiano (-26%) è stato infatti l’indice peggiore, zavorrato dalla caduta verticale dei titoli finanziari. Stamane, in assenza degli operatori internazionali più importanti, è previsto un mercato sottile, dagli umori volatili. Le statistiche macro dell’area euro potrebbero favorire correzioni al ribasso. Al contrario, le novità in Mps (cambio della guardia ai vertici) e i grandi movimenti sul fronte Ligresti potrebbero favorire spunti vivaci.
I finanziari, del resto, partono da posizioni infime. Nel 2011 la maglia nera del ribasso in Europa è toccata a banche (-38%) e assicurativi (-20%) penalizzati, oltre che dal ciclo economico negativo, dalla caduta dei bond statali. Annata da dimenticare anche per auto (-26%), utility (-25%) e materie prime (-40%) su aspettative di una brusca frenata della domanda. In testa a tutti ci sono i classici settori difensivi, poco legati alle dinamiche del ciclo e dei tassi: alimentari (+5%) e farmaceutico (+18%).
Da ricordare che i mercati si sono congedati dal 2011 con una seduta positiva: l’indice FTSE Mib ha guadagnato l’1,22%, tornando sopra quota 15.000 punti (15.089,74 punti la chiusura). Ma a Wall Street, nonostante i dati macro positivi della giornata, i listini hanno chiuso in territorio negativo, sull’onda delle preoccupazioni per il debito europeo.
 
FONDIARIA,  CLESSIDRA E UNIPOL IN PISTA. MEDIOBANCA PREPARA IL DOPO LIGRESTI

Dopo il boom di Premafin +30,6% nell’ultima seduta del 2011 è ancora il cantiere Ligresti a tener banco in Piazza Affari nella seduta di debutto del 2012.  Il piano di Mediobanca, ancora una volta regista di Fondiaria Sai, prevede che il private equity Clessidra, fondato da Claudio Sposito, faccia il suo ingresso in Premafin, per poi sottoscrivere, assieme ad altri partner (tra cui DeA)  un aumento di capitale da 200 milioni che servirà a sottoscrivere pro quota l’aumento di Fonsai (tra 600 e 750 milioni) senza diluire la holding che finora è controllata dai Ligresti e dalla primavera probabilmente non lo sarà più. In parallelo,  il gruppo assicurativo, insieme all’advisor Goldman Sachs, sta lavorando per coinvolgere un partner industriale nel rilancio di Fonsai: Unipol ha  aperto il dossier, manifestando il proprio interesse alla trattativa.

MPS: E’ GIA’ IN ARRIVO DA BPER FABRIZIO VIOLA. ANCHE MUSSARI SI PREPARA  A FAR LE VALIGIE 

Monte dei Paschi cambia il capoazienda. Il cda del 12 gennaio prossimo, è stato annunciato nel pomeriggio di  san Silvestro  “esaminerà la proposta di nomina di Fabrizio Viola a direttore generale”. Il manager romano, classe 1958, finora amministratore delegato della Banca popolare dell’Emilia Romagna (e in precedenza numero uno della Popolare di Milano) ha già rassegnato ieri le dimissioni dall’istituto modenese per sostituire il dg Antonio Vigni, “che con grande senso di attaccamento all’azienda ha manifestato la disponibilità a risolvere in maniera consensuale il proprio rapporto di lavoro”.  Per lui è pronta una poltrona nella Fondazione Mps, che necessita di un duro lavoro per risanare una situazione finanziaria ad alto rischio. Pronto a lasciare anche il presidente Giuseppe Mussari che, come anticipato dal sindaco di Siena Franco Ceccuzzi, “ha già fatto sapere nelle sedi opportune di considerare terminata la sua esperienza nel Monte. Toccherà dunque a Viola – secondo i rumors contattato dopo i rifiuti di Fabio Gallia (Bnl) e Marco Morelli (Intesa Sanpaolo) – affrontare  il piano di rafforzamento patrimoniale imposto dall’Autorità bancaria europea entro il 20 gennaio, e che per Mps prevede di colmare di 3,2 miliardi il capitale per far salire al 9% il Core tier 1.

Related Post
Categories: Finanza e Mercati