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Nomine Enel, ancora polemica. Il fondo Mondrian attacca: “Totale mancanza di trasparenza”

Imagoeconomica

La partita intorno all’elezione del nuovo consiglio di amministrazione di Enel è incandescente. Dopo la presentazione della terza lista, di maggioranza, da parte del fondo Covalis di proprietà del lituano Zach Mecelis, un altro grande investitore, Mondrian, che ha una partecipazione dell’1,7% in Enel (pari a un valore di circa un miliardo su 60 della capitalizzazione di Borsa), si è detto “estremamente deluso” dalla “totale mancanza di trasparenza” nel processo di nomina del nuovo Cda del colosso elettrico. Ma perché i fondi stranieri vogliono ribaltare le nomine dei vertici di Enel?

Nomine Enel, le critiche e i timori dei fondi esteri

Era prevedibile che alcuni fondi esteri, dopo la pioggia di vendite delle azioni di Enel nel giorno delle nomine di Flavio Cattaneo e Paolo Scaroni, rispettivamente in qualità di ad e di presidente, avrebbero espresso critiche alle mosse del governo su Enel. Ma non con questi toni. A detta del capo di Covalis “le azioni di Enel salirebbero del 30-40% se questo processo fosse gestito diversamente”. Pensa che il titolo della società stia venendo scambiato a un prezzo più basso rispetto alle rivali europee – come l’ispanica Iberdrola e la francese Edf – perché il governo italiano ha deciso di privilegiare le relazioni politiche rispetto agli interessi degli azionisti. Mentre Mondrian teme che la sostituzione di Francesco Starace con Flavio Cattaneo si ripercuoterà sulla strategia di Enel per la transizione energetica, giudicata positivamente.

Certo è il fatto che diversi fondi stranieri hanno sentito il bisogno di scrivere lettere così aspre al governo guidato da Giorgia Meloni fa pensare che qualcosa nel meccanismo delle nomine delle partecipate pubbliche italiane non funziona un granché.

Mondrian si schiera dalla parte di Starace

I gestori di Mondrian, Elizabeth Desmond e Zsolt Mester, sono stati particolarmente duri nei confronti del Tesoro. “Siamo preoccupati per il processo di elezione del board di Enel — esordiscono i due esponenti di Mondrian — abbiamo molta stima dell’attuale ceo Francesco Starace e siamo molto insoddisfatti per la completa mancanza di trasparenza sul processo e sui criteri per la sua sostituzione, così come per l’assenza di coinvolgimento da parte del governo italiano nonostante i nostri sforzi di instaurare un dialogo costruttivo”.

A questo riguardo ministro Giorgetti e il suo team hanno preparato un report in cui spiegano come si è proceduto per le nomine e nei prossimi giorni lo divulgheranno al mercato in modo da dissolvere tutti i dubbi dei fondi.

Enel: cosa succederà all’assemblea del 10 maggio?

L’assemblea degli azionisti della multinazionale italiana è convocata il 10 maggio. L’azionariato di Enel vede il ministero dell’Economia e delle Finanze con il 23,6%, gli investitori istituzionali con il 59,4% e gli investitori individuali con il 17%. Ed è probabile che i fondi esteri proveranno a tenere i toni alti per mobilitare i piccoli azionisti.

Enel in quanto “azienda strategica” è sottoposta al Golden power. Tuttavia, al momento, non ci sono gli elementi per aprire il dossier dato che la lista presentata dal governo avrà (probabilmente) la maggioranza dei voti. E se non sembrano esserci dubbi sulla nomina di Cattaneo come ad, potrebbero essercene su quella di Scaroni. Dal momento che questo è nominato direttamente dall’assemblea con un voto a parte, e se la lista del fondo di Mecelis condensasse almeno il 5% del capitale votante potrebbe aver diritto a un posto in Cda.

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