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Nel Recovery plan lo spazio per attrattori culturali

Franceschini

É stato di parola Dario Franceschini: le risorse del PNRR per la cultura non devono andare solo a luoghi ed eventi simbolo. Bisogna dedicarsi a cose capaci di attrarre turisti, investimenti, curiosità. La parola attrattore è diventata così la chiave per avviare simbolicamente  motori spesso solo disegnati sulla carta. 

Il Piano votato in Parlamento, oltre  a musei, cinema, digitalizzazione, alla fine ha incluso  “grandi attrattori culturali” declinati in 14 interventi. Sono progetti  trasversali che mettono insieme arte, storia, ambiente, nel tentativo di ridare un respiro circolare al  grande patrimonio italiano. Il senso del risveglio dopo il letargo della pandemia non poteva che raccogliere lo spirito di leggerezza e di bassi impatti sull’ambiente per armonizzare luoghi e strutture. La direzione inversa a quella degli ultimi decenni che ha accumulato delusioni e sperperi.

Dai 6 miliardi di euro destinati complessivamente al suo settore – Ministero dei Beni culturali , Franceschini ha destinato circa 1,5 miliardi di euro ad opere  di riqualificazione o di ripresa di lavori tratteggiati. La Biennale di Venezia, Il Porto Vecchio di Trieste, il Parco fluviale di Torino , la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura a Milano, i forti genovesi, il  parco del delta del Po tra Veneto ed Emilia Romagna, lo stadio Artemio Franchi a  Firenze, l’Urbe  romana , il Museo del Mediterraneo a Reggio Calabria, la Costa Sud a Bari, la Manifattura Tabacchi a Palermo, i Treni storici a Bari,  Torre Peliade a Trapani , il Real Albergo dei Poveri a Napoli. Da qui dovrà scattare la molla dell’attrattività, rispettosa dei tempi di conclusione dei lavori, ma  soprattutto in grado di dare il segnale di un diverso rispetto per la storia patria. Vi si scorge la forza di un disegno che deve accompagnare la ripresa del Paese senza negare la trasversalità di tutto il PNRR di cui ha parlato Draghi. 

Ogni intervento avrà caratteristiche ecosostenibili, affinchè la fruizione di qualsiasi evento sia parte di quella  green vision  che i giovani ci hanno insegnato ad apprezzare. In questo sforzo Franceschini e il governo dovranno riunire ,nelle forme più idonee, le grandi imprese energetiche per avere il loro contributo tecnico ed economico. Con loro si dovranno stabilire principi e  modalità per migliorare ogni aspetto energetico con un orizzonte lungo. 

“La cultura darà un grande contributo alla ripartenza – ha detto il Ministro. Da interventi sui grandi attrattori culturali nelle città metropolitane a una grande operazione di rilancio dei borghi, all’intervento  sulla sicurezza antisismica dei luoghi di culto, alla digitalizzazione, alla creatività e al potenziamento dell’industria cinematografica”.  Una buona sintesi nella quale non ha minor valore la creazione del Centro per il controllo e il monitoraggio dei Beni culturali. Se non è pensato come nuova struttura burocratica, speriamo che tra  i suoi compiti ci sia anche il controllo della sostenibilità ambientale e della lotta all’incuria nel tempo. Dei 14 attrattori di oggi  e dei tanti  altri che si possono realizzare.

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Categories: Arte