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Mps, Unicredit, Popolari: banche sempre in fermento

Uno strano equilibrio domina in mercati finanziari, indecisi sulla direzione da prendere in attesa delle mosse delle banche centrali, del voto americano e degli sviluppi militari in Medio Oriente. Contribuiscono all’incertezza i segnali contrastanti in arrivo dalla Fed: dopo Janet Yellen, che venerdì aveva auspicato la necessità di tener alta la pressione sull’economia per dare slancio al mercato del lavoro, ieri sono arrivate dichiarazioni di segno opposto da Stanley Fischer. Il numero due della banca centrale ha detto che la Federal Reserve è “molto vicina” a centrare gli obiettivi di inflazione e mercato del lavoro. In questa cornice assume grande importanza il dato sull’inflazione Usa che verrà annunciato oggi pomeriggio, alle 14.30: il consensus si aspetta in settembre +1,5% da +1,10%.

L’incertezza coinvolge anche l’Europa, in attesa delle indicazioni di Mario Draghi, e l’Asia, concentrata sui prossimi segnali in arrivo dalla Cina. Il risultato? Listini invariati o in lieve calo, concentrati sull’analisi dei dati delle trimestrali. Uno scenario piatto, con l’eccezione di Piazza Affari: la partita bancaria, dopo le nozze tra Bpm e Banco Popolare, si è rimessa in moto.

In terreno positivo i listini asiatici: Tokyo +0,5%, rimbalza Hong Kong (+1,1%) dopo il tonfo di lunedì. Sotto pressione lo yuan: nei primi nove mesi i capitali in uscita dallo Cina hanno superato il totale del 2015.

Poco mossi i listini Usa: L’indice Dow Jones ha ceduto lo 0,29%, anche lo S&P 500 circa lo 0,3% e il Nasdaq lo 0,27%. Vendite rilevanti sui segmenti che rischiano di essere penalizzati dal ritorno dell’inflazione. Peggiori blue chip McDonald’s (-1,5%) e Nike (-1,1%).

Dollaro in frenata dopo le dichiarazioni di Fischer. La valuta Usa, ieri arrivata ai massimi dal 10 marzo, è scivolata sia nei confronti dell’euro che dello yen. Scende il rendimento delle obbligazioni, il decennale tratta a 1,77%, da 1,79% di venerdì, massimo da inizio giugno.

A settembre la produzione industriale è cresciuta dello 0,1%, in risalita dal -0,4% di agosto e in linea con le aspettative degli analisti.

In calo anche il petrolio: Wti sotto i 50 dollari. Brent a 51,32. Due le preoccupazioni del mercato: un nuovo fallimento dell’intesa tra i produttori Opec e i segnali di ripresa della produzione dello shale oil Usa. Deboli i petroliferi: a Wall Street il comparto segna un ribasso dello 0,8%. A Piazza Affari Eni -0,7%, Saipem -0,1%.

VOLANO NETFLIX (+20%) E LE BAMBOLE DISNEY PRINCESS

È intanto entrata nel vivo la stagione delle trimestrali. L’esordio più clamoroso riguarda Netflix (+20%): la forte ascesa degli abbonamenti ha sorpreso gli operatori. Grande risposta anche ai risultati di Hasbro (+7,4%), il secondo produttore di giocattoli al mondo. La società ha registrato un forte aumento delle vendite (463 milioni di dollari, +57%) per i giocattoli per bambine grazie alla linea “Disney Princess”.

Ibm ha interrotto la discesa del fatturato che durava da oltre tre anni. Ma i maggiori ricavi nel cloud hanno solo compensato le minori vendite nei settori più maturi. Il risultato netto è stato 2,85 miliardi di dollari, in calo da 2,95 miliardi di un anno prima. I ricavi sono stati pari a 19 miliardi di dollari, in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente. Nel dopo Borsa il titolo è arretrato del 3% circa.

Bank of America (+0,3%) ha chiuso il terzo trimestre 2016 con un risultato netto che sfiora i 5 miliardi di dollari, meglio delle aspettative. Così come per JP Morgan (+ 0,3%) e per Citigroup (+0,8%), è andata meglio del previsto l’area che si occupa del trading di bond. 

SOLO PIAZZA AFFARI IN TERRENO POSITIVO

Sulle Borse europee è partito il conto alla rovescia in vista della riunione di giovedì della Bce. Oggi arrivano le prime trimestrali dei Big europei, tra cui Danone e Accor. Occhio ai conti di Burberry, un segnale sensibile dell’andamento della domanda cinese di beni di lusso.

Inizio di settimana positivo per la Borsa di Milano, che ha resistito alle vendite sull’azionario europeo chiudendo a quota 16.630 punti, in rialzo dello 0,23%. Deboli invece le altre piazze continentali: Parigi ha ceduto lo 0,34%, Francoforte lo 0,57%, Londra lo 0,78% e Madrid lo 0,19%.

AVVIO FIACCO PER IL BTP ITALIA

Avvio in tono minori per l’offerta del nuovo Btp Italia 2024. La prima giornata si è chiusa con ordini per 1,2 miliardi, una cifra ben inferiore al primo giorno di offerta del titolo ad aprile, che nella prima giornata di sottoscrizione raccolse 2,302 miliardi. Tra le ragioni dello scarso interesse da parte della clientela retail la cedola (0,35%), giudicata troppo bassa rispetto alla passata edizione (0,40%). Pesa anche il fatto che il Btp Italia emesso nell’autunno del 2012 per 18 miliardi giunga a scadenza qualche giorno dopo la fine della raccolta ordini del nuovo Btp Italia. L’offerta proseguirà oggi e domani, salvo chiusura anticipata da parte del Tesoro, mentre giovedì si aprirà la finestra dedicata agli istituzionali con possibilità di riparto.

UNICREDIT GUIDA LA CORSA, OGGI IL PIANO PASSERA PER MPS

A mettersi in luce a Piazza Affari sono state le banche, pronte a reagire alla notizia del via libera alla fusione tra Banco Popolare, in rialzo dello 0,5%, e Pop. Milano (-4%), un calo giustificato dall’aggiustamento del rapporto di concambio. L’operazione di fusione prevede infatti che venga attribuita un’azione della nuova capogruppo per ogni azione di Banco Popolare e un’azione della nuova capogruppo per ogni 6,386 azioni Bpm. In base alle quotazioni di venerdì (0,424 euro e 2,55 euro) il rapporto di concambio era a premio del 6% a favore di Bpm. 

Titolo leader è stato ieri Unicredit (+2,28%). Per quanto riguarda il piano cessioni, secondo il Wall Street Journal, Unicredit avrebbe fissato i paletti per la cessione di circa il 30% di Bank Pekao al gruppo assicurativo polacco Pzu, controllato dallo Stato. Pzu pagherebbe circa 11 miliardi di zloty, pari a circa 2,55 miliardi di euro, mentre Unicredit manterrebbe una quota di circa il 10%. La Banca ha inoltre lanciato una nuova emissione obbligazionaria senior unsecured da un miliardo di euro, scadenza 24 ottobre 2026, ricevendo ordini per oltre 1,8 miliardi, soprattutto da parte di investitori esteri.

Giornata importante in vista oggi per Monte Paschi: il piano elaborato da Corrado Passera arriva sul tavolo del consiglio. L’ex ministro ha raccolto l’interesse di alcuni fondi americani come Warburg Pincus e Atlas Merchant Capital (guidato dall’ex ceo di Barclays Bob Diamond), potenzialmente disposti a investire nella Banca senese tra 1,5 e 2 miliardi di euro attraverso un aumento di capitale riservato. L’offerta sarebbe condizionata all’esito di un’approfondita due diligence dalla durata prevista di un mese. Se il consiglio di amministrazione desse luce verde e non ci fossero intoppi, l’investimento potrebbe insomma aver luogo nella seconda metà di novembre.

GENERALI AL POSTO DI AXA TRA I PREFERITI DI KEPLER

In evidenza anche altri titoli del comparto bancario. Avanzano Creval (+8,63%) e Popolare di Sondrio (+5,4%), considerate dal mercato come prossime protagoniste del processo di trasformazione in spa e di aggregazione. In deciso rialzo Bper (+2,11%), confermata nella Conviction Buy List di Goldman Sachs.

Giornata positiva anche per Mediobanca (+1,29%). Spafid, società del gruppo, ha acquisito Fider srl, fiduciaria milanese che fa capo agli avvocati Luca ArnaboldI e Alberto Rittatore Vonwiller e ai commercialisti, partner dello studio Carnelutti Paolo Baruffi, Gilberto Comi e Andrea Rittatore Vonwiller.

In grande spolvero i titoli assicurativi. Generali ha guadagnato il 2,37%, beneficiando dell’entrata nella lista delle top pick italiane e dei preferiti tra gli assicurativi europei di Kepler Cheuvreux, elenco nel quale il Leone di Trieste andrà a sostituire Axa. Bene anche UnipolSai (+2,29%) e Unipol (+1,76%).

IL RADAR DI LEONARDO +2,3% SCELTO DALLA MARINA USA

Avanza Leonardo (+2,33%). Il radar a scansione elettronica del gruppo Osprey è stato scelto dalla Marina degli Stati Uniti per il programma di aggiornamento dell’elicottero a pilotaggio remoto MQ-8C Fire Scout.

In deciso rialzo di Telecom Italia, che sale del 2,7%, promossa da Barclays a Equal Weight. Arretra Ferragamo (-1,9%), declassata da Equita a Hold da Buy.

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