X

Mercato immobiliare, EY: nel 2014 ripresa in Italia, ma prezzi al ribasso

Gli operatori italiani del Real Estate manifestano alcuni segnali di ottimismo per il 2014. Circa il 65% degli intervistati si aspetta una crescita di disponibilità di prodotto sul mercato (erano solo il 45% nel 2013) e il 70% prevede un aumento del volume delle transazioni (30% nel 2013). Sono i dati che emergono dalla terza edizione della survey di EY Trend Indicator Real Estate Assets Investment Europe condotta in 15 Paesi Europei (500 il totale degli intervistati, di cui 37 in Italia).

Processi di ristrutturazione aziendale e di debito, liquidazione di fondi immobiliari in crisi di liquidità o in scadenza e un ruolo più attivo da parte delle banche nella gestione dei crediti problematici, specie nel settore leasing, stanno determinando, secondo EY, un forte incremento delle opportunità a disposizione per gli investitori. Tuttavia questo non può che avere un effetto sui prezzi, attesi al ribasso in praticamente tutti i segmenti, ad eccezione del residenziale di pregio.

“Ci sono comunque dei segnali positivi, specie per quanto riguarda una certa crescita di attenzione verso mercati diversi rispetto a Milano e Roma, ad esempio Torino e Bologna”, commenta Marco Daviddi, executive director del Transaction Real Estate di EY.

L’80% dei partecipanti alla survey prevede un maggiore interesse da parte degli investitori internazionali, tra i più attivi sul mercato italiano.

Per quanto concerne l’attività di M&A, solo il 48% degli intervistati ritiene che nel 2014 assisteremo ad un consolidamento nel settore immobiliare, mentre solo il 44% ritiene che le attuali condizioni di mercato rendano attrattive e perseguibili ipotesi di IPOs. 

L’evoluzione digitale, infine, non è vista come un rischio dagli operatori immobiliari; solo l’11% degli intervistati ritiene che ciò possa determinare una riduzione di spazi di lavoro nel settore uffici, percentuale che sale al 16% nel settore retail e al 22% in quello industriale. Per contro, però, oltre il 50% degli intervistati ritiene che l’E-Commerce possa progressivamente sostituire il negozio “tradizionale” nelle location periferiche e secondarie.

Related Post
Categories: Commenti