X

Mediobanca, Indagine sul settore vinicolo: il vino non conosce crisi e il fatturato cresce (+6,9%)

L’Ufficio Studi di Mediobanca ha pubblicato la sua Indagine sul settore vinicolo, che analizza i bilanci e le attese delle 108 principali società di capitali italiane operanti nel settore vinicolo che nel 2011 hanno fatturato più di 25 milioni di euro, i cui bilanci sono stati aggregati per il periodo 2007-2011. Un settore che, contrariamente alla tendenza della manifattura italiana, continua la sua crescita.

Il fatturato delle aziende vinicole nel 2012 è risultato in aumento del 6,9%, più all’estero (+9,4%) che in Italia (+4,5%), portando il fatturato complessivo del 17,1% sopra il livello pre-crisi (2008). Il 2011 si era chiuso in crescita dell’8,9% sul 2010. Ripartono gli investimenti tecnici, che dopo il crollo del 30,1% del 2011, crescono del 10%, mentre gli investimenti pubblicitari del settore sono aumentati del 6,5% (quelli nazionali sono caduti del 14,1%).

Migliora anche l’occupazione, in progresso del 2,6% nel 2011, a fronte della flessione di quella dell’industria in senso stretto (-1,8%). L’aggregato vinicolo ha cumulato tra 2007 e 2011 un incremento dei dipendenti (+1,9%) che contrasta con il downsizing segnato dalle società del settore beverage (-3,6%) e dall’industria manifatturiera italiana nel suo insieme (-5,5%);

Come top seller per il 2012 si confermano tre gruppi al vertice della graduatoria per fatturato, Cantine Riunite-GIV (514 milioni di fatturato, +3,2% sul 2011), Caviro (283,6 milioni, +14,9%) e la divisione vini della Campari (196,4 milioni, +6,1%). Fuori dal podio la Fratelli Martini Secondo Luigi, quarta a 162,2 milioni (+12,3% sul 2011), seguita dalla cooperativa Mezzacorona, quinta con 160,3 milioni (+7,9%). Tra i primi 25 produttori, la maggiore crescita nel 2012 è segnata dalla Collis Veneto Wine Group (+22,2% sul 2011), seguita dalla Casa Vinicola Botter Carlo & C. (+20,7%) e dalla Cantina Sociale Cooperativa di Soave (+20,2%). La miglior incidenza del risultato netto sul fatturato è quella registrata da Masi Agricola con il 16%, davanti al Gruppo Santa Margherita (14,6%) e alla Antinori (14%);

Discreto ottimismo anche per quanto riguarda le attese per il 2013: l’87% degli intervistati prevede di non subire un calo delle vendite, solo l’1,4% ha aspettative marcatamente ribassiste (oltre il 5%) per il 2013, contro il 9,3% del 2012. Ancora più positive le attese per l’export: il 94% degli intervistati lo prevede in crescita o al più stabile nel 2013 (è stato l’85,6% nel 2012).

Related Post
Categories: Food News