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L’inflazione nell’Eurozona cala oltre le attese (6,1%), ma per la Bce non basta: “Avanti con i rialzi dei tassi”

Imagoeconomica

Buone notizie dall’eurozona: l’inflazione frena più del previsto e la disoccupazione cala al minimo storico. Secondo la stima preliminare diffusa da Eurostat, in maggio la crescita media dei prezzi al consumo si è attestata al 6,1% annuo, rispetto al 7% registrato ad aprile. Mentre rallenta in misura meno marcata anche l’inflazione di fondo, (quella, cioè, depurata delle componenti più volatili), al 5,3% annuo, a fronte del 5,6% di aprile. E allo stesso tempo, la disoccupazione media dell’eurozona ha registrato un nuovo minimo storico: 6,5% ad aprile, a fronte del 6,6% che aveva registrato nei tre mesi precedenti. Il numero di disoccupati è sceso di 33mila rispetto a marzo a 11,01 milioni e il tasso di disoccupazione giovanile è leggermente diminuito al 13,9% ad aprile dal 14% del mese precedente. In Italia invece il tasso di disoccupazione ad aprile cala al 7,8% con una riduzione di 0,1 punti rispetto a marzo e di 0,4 punti su aprile 2022.

Eurozona, a maggio inflazione in netto calo con l’energia (-1,7%)

Secondo l’Istituto di statistica Ue tra aprile e maggio i prezzi in media non hanno segnato aumenti nell’area euro (variazione mensile nulla). Tra le componenti principali, valori più alti per cibo, alcol e tabacco nonostante questo sia sceso al 12,5%, rispetto al 13,5% di aprile. Il rallentamento dell’aumento medio dei prezzi è dipeso soprattutto dalla voce energia che segna un -1,7%, rispetto al 2,4% di aprile.

Guardando i singoli paesi, l’inflazione è scesa più delle attese in Germania (da 7,6% a 6,3%), Francia (da 6,9% a 6%) e Spagna (da 3,8% a 2,9%). L’Italia, pur avendo registrato una flessione (da 8,6% a 8,1%) si distingue però per una persistenza del carovita oltre alle attese. In generale l’inflazione è scesa in 18 dei 20 paesi euro.

La Fed sembra pronta a fermare i rialzi, la Bce ancora no

Dopo l’accordo sul tetto al debito Usa, sui mercati finanziari torna a dominare la scena l’inflazione e (di conseguenza) le mosse delle banche centrali. Secondo molti analisti, nella riunione di metà giugno (13-14) la Fed potrebbe prendersi una pausa dal rialzo dei tassi. “Man mano che la politica è diventata più restrittiva cresce l’equilibrio tra il rischio di fare troppo rispetto a quello di fare troppo poco”, aveva dichiarato il capo della Fed, Jerome Powell.

Mentre a Bruxelles prevale la cautela. In base alle scorse proiezioni, “non possiamo dirci ancora soddisfatti sulle stime dell’inflazione, ma avremo nuove proiezioni nel nostro incontro del 15 giugno, e queste daranno una foto aggiornata che incorpora la stretta aggiuntiva” dell’ultima riunione. A ribadire la strada che seguirà la Bce è stata la stessa presidente del board, Christine Lagarde, intervenendo ad Hannover alla “Giornata delle casse di risparmio tedesche 2023”.

Lagarde (Bce): “Avanti con i rialzi, ma più graduali”

“Oggi l‘inflazione è troppo alta ed è destinata a rimanere tale per troppo tempo – ha aggiunto Lagarde – e noi siamo determinati a riportarla al nostro obiettivo a medio termine del 2% in modo tempestivo. Pensate a un aeroplano che raggiunge l’altitudine di crociera. All’inizio, l’aereo deve salire rapidamente e accelerare rapidamente. Ma man mano che si avvicina alla sua quota target, può ridurre l’accelerazione e mantenere la sua velocità attuale…Adesso ci stiamo avvicinando alla nostra altitudine di crociera e ciò significa che dobbiamo salire più gradualmente, sfruttando la velocità che abbiamo già accumulato dietro di noi”, ha concluso la presidente della Bce.

Resta solo da capire a quanto ammonterà il prossimo rialzo, dopo che nell’ultima riunione è stato rallentato il ritmo della stretta, con un +0,25%.

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Categories: Economia e Imprese