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Letta e Renzi uniti su Draghi ma divisi sui Cinque Stelle

Imagoeconomica

Un incontro “franco e cordiale”, che chiude la (lunga) stagione dell'”Enrico stai sereno” e del freddo scambio della campanella nell’avvicendamento a Palazzo Chigi nel 2013, ma che rimane interlocutorio sulla possibilità di una effettiva linea comune da perseguire da qui in avanti, nell’ottica auspicata da Enrico Letta di una grande coalizione di centro-sinistra, insieme ai 5 Stelle. Il neo segretario del Partito Democratico ha dunque incontrato, finalmente, il leader di Italia Viva Matteo Renzi, che col Pd ha fatto parte dell’ultimo governo e anche di quello attuale che sostiene la presidenza di Mario Draghi. E’ proprio su quest’ultimo che converge la massima sintonia tra Letta e Renzi, che si sono parlati per la prima volta dal 2014, in un confronto durato circa 40 minuti: Draghi non si tocca.

Sul resto però sono state confermate le scontate divisioni: sull’alleanza con il M5S di Giuseppe Conte, in particolare, Renzi ha messo il veto, mentre Letta la considera fondamentale per allargare il campo del centrosinistra. “Abbiamo un’opinione diversa, questo era noto: credo che il posizionamento che immagino da qui al 2023 è che non voglio stare né con Salvini e Meloni e destra, né coi grillini e i populisti a sinistra – ha detto il leader di Italia viva in tv, a L’Aria che tira su La7 – Letta cerca un’alleanza strategica con M5S e Conte, vedremo chi avrà ragione da qui ai prossimi due anni”. Il M5S cambiato? “No, penso solo che siano molto divisi, più di noi o del Pd. Facciano quello che credono, sono nati da un Vaffa day e ora dicono di fare i gentili, volevano i due mandati e ora si scannano per il terzo, volevano uscire dall’euro e adesso sono europeisti, non volevano le olimpiadi e ora chiedono i grandi eventi. Letta dice che vuole fare un’alleanza strategica con loro, noi no”.

Non è più tempo di rancori personali, dunque, ma nemmeno di una piena riappacificazione politica. L’obiettivo di Letta è di costruire una coalizione che sia davvero competitiva con il centrodestra di Salvini e Meloni, in grado di vincere le politiche nel 2023. Ma dipenderà an che dalla legge elettorale con cui si voterà. Il primo banco di prova, di cui hanno parlato il segretario del Pd e Renzi, è quello delle prossime elezioni amministrative, in autunno. “A Torino, Milano, Bologna, Roma, Napoli e nel collegio di Siena per le suppletive alla Camera, il M5s celebra un fallimento. Secondo me quell’esperienza non è replicabile, quindi fossi nel Pd non farei l’accordo con i 5 Stelle“, ha detto Renzi che poi non è stato diplomatico nemmeno su Roma: “Tra Calenda e Raggi a occhi chiusi voto per Calenda. A Milano c’è Sala e bene, a Roma vedo solo uomini candidati, a Napoli idem. Allora io chiederei ad un sindaco molto bravo come Isabella Conti di fare il sindaco a Bologna, se vogliamo parlare di contenuti”.

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Categories: Politica