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Lavoro: a 6 giovani su 10 serve laurea o diploma

FIRSTonline

Nei prossimi 5 anni il mercato del lavoro cambierà e 6 nuovi occupati su 10 dovranno avere la laurea o il diploma. Inoltre, il 35% del fabbisogno occupazionale riguarderà le professioni tecniche e ad elevata specializzazione. I numeri emergono dal Report Excelsior di Unioncamere e Anpal sui fabbisogni occupazionali 2019-2023.

Secondo l’analisi – realizzata per la manifestazione Job&Orienta 2019, in programma dal 28 novembre al 30 novembre a Verona – entro la fine del quinquennio le imprese italiane e la pubblica amministrazione avranno bisogno di 3-3,2 milioni di nuovi occupati.

La maggior parte di queste esigenze (l’80%, pari a 2,6 milioni di posti) sarà determinata dal naturale turnover sul mercato del lavoro, mentre il resto (352mila-535mila unità) sarà prodotto dalla crescita economica, che rimarrà molto contenuta. Di qui al 2023, infatti, le stime di Unioncamere parlano di una variazione del Pil compresa fra +0,6% e +0,9% di media annua.

Com’è ovvio, non tutti i settori assorbiranno lo stesso numero di posti. Le maggiori opportunità saranno per i laureati del ramo medico-sanitario, economico, ingegneristico, giuridico e statistico e per i diplomati in amministrazione-marketing, costruzioni, elettronica ed elettrotecnica.

“La scelta del percorso di studio è uno dei momenti più importanti della vita dei nostri giovani – sottolinea il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli – Fornire ai ragazzi e alle famiglie le informazioni più aggiornate sulle tendenze del mercato del lavoro e sulle professioni che offrono le migliori opportunità per il futuro è fondamentale. Su questo fronte le Camere di commercio sono molto impegnate, con l’obiettivo di ridurre il più possibile il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro”.

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