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La Ue boccia l’Italia, lo spread s’impenna, Fca affonda la Borsa

Imagoeconomica

Le vendite su Fca (-12,2%) travolgono Piazza Affari, che sprofonda del 2,59% (19.478 punti), in un’Europa tutta in rosso anche a causa delle stime economiche in calo da parte della Commissione UE. L’Italia, con il suo debito enorme e la bassa crescita, paga un prezzo particolarmente alto anche nell’obbligazionario: il rendimento del decennale risale pericolosamente verso il 3% (2,94%) e lo spread con il Bund si dilata a 282.70 punti base (+6,6%). Come se non bastasse il Belpaese è sempre più isolato in Europa, dopo che la Francia ha richiamato il proprio ambasciatore per consultazioni, di fronte a “una situazione grave” che “non ha precedenti dalla fine della guerra”. Si ricorda che il vicepremier Luigi Di Maio ha incontrato dei rappresentanti dei gilet gialli nei giorni scorsi.

Nel resto del continente: Francoforte -2,67%; Parigi -1,84%; Madrid -1,79%; Londra -1,09%. I timori di un rallentamento economico globale frenano anche i listini Usa, che accelerano al ribasso dopo che Larry Kudlow, consigliere economico del presidente americano Donald Trump, parla di un “divario notevole” nelle trattative sull’asse Washington-Pechino.

Pesano inoltre alcune trimestrali, come quella di Twitter (-11%). Fca (-12,3%) affonda anche a New York, dopo i conti, benché utili e i ricavi risultino in rialzo nel quarto trimestre dell’anno scorso. Delude però la debolezza della Cina, con conseguente perdita in Asia e soprattutto le stime 2019, con cash flow in calo e Ebit adjusted inferiore del 10% rispetto al consensus.

Euro-dollaro poco mosso, a 1,135. Risale l’oro: 1310,24 dollari l’oncia. Male invece il petrolio, Brent, -2,44%,  61,16 dollari al barile.

La debolezza dell’oro nero influisce su Saipem, -6,09%. In Piazza Affari le perdite sono pesanti anche per Prysmian -5,78%, Exor -4,73, Stm -4,58%.

In controtendenza, dopo i risultati presentati è Cnh +1,21%. Bene Diasorin +1,37% e Campari +0,38%. Fra le banche si salva solo Banco Bpm +0,84%, nonostante gli ottimi conti di Mediobanca (-0,34%) e Unicredit -1,92%%. La peggiore è Intesa -2,75%. Sul settore creditizio pesa un rapporto di Moody’s secondo cui l’ingresso in recessione tecnica dell’economia italiana nel secondo semestre del 2018 può influire negativamente sul settore, soprattutto se continuerà.

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