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La Cina scatena la bufera in Borsa e Piazza Affari perde il 2,96%: auto e moda ko

Il siluro partito da Pechino ha affondato le Borse europee. Francoforte -3,3%, Parigi -3,4%. A Milano, indice Ftse Mib termina in ribasso del 3%. Peggiorano nel pomeriggio anche i titoli di Stato: lo spread Btp/Bund risale a 120 punti base.

La valuta cinese intanto è caduta sui minimi degli ultimi 4 anni rispetto al dollaro. La caduta della valuta di Pechino potrebbe modificare i programmi della Federal Reserve in merito all’aumento dei tassi. Di riflesso, l’euro guadagna terreno sulla valuta Usa per il sesto giorno consecutivo a 1,120 da 1,104 di ieri sera, siamo sui massimi da metà luglio. 

La Borsa americana arretra per il secondo giorno consecutivo, l’indice Dow Jones perde l’1,4%, un calo che lo porta sui minimi degli ultimi 5 mesi. L’S&P500 è in ribasso dell’1,3%, con questa discesa ha annullato il guadagno da inizio anno. Nasdaq -1,4%.

L’indice europeo delle società del lusso è in calo del 4,4%. LVMH -5,5%. Anche a Piazza Affari continuano a patire le griffes: Tod’s -3%, Yoox -4,3%, Ferragamo -4,9%, Moncler -4%, Luxottica , la società che vanta il maggior fatturato nel Paese asiatico, arretra del 5%. 

Altro settore in crisi l’automotive. Al diluvio generale non sfugge stavolta nemmeno Fiat Chrysler (-6,7%), la peggior blue chip. Per il costruttore auto, l’area Asia Pacifico Cina vale circa il 6% dei ricavi, nel 2014 valeva il 14% dell’utile operativo, un contributo all’utile che dovrebbe scendere vertiginosamente nel corso del prossimo anno. 

Fuori dal paniere principale, fa peggio Piaggio (-6,5%). Nell’area Asia-Pacifico il gruppo nel primo semestre 2015 ha sviluppato circa 260 milioni di euro di fatturato, pari a oltre un terzo dei ricavi totali (693 milioni di euro).  Soffre anche la componentistica, legata a Peugeot, come Sogefi (-6%), o all’auto tedesca come Brembo (-4,07%).

Arretra anche Eni (-2,3%). Tra le utility, Enel -3,4%. In controtendenza Saras (+2,2%), al settimo rialzo di seguito e con la quotazione sui massimi dal 2009. Deboli anche le banche: Unicredit -3,3%, Pop. Milano -3%, Intesa-3,2%. 

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Categories: Finanza e Mercati