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Istat, disoccupazione all’8,9%: record dal 2004, i giovani in ginocchio

Peggiorano ancora i numeri sulla disoccupazione in Italia, tornati ai livelli record di qualche anno fa. A dicembre il tasso dei senza lavoro è salito all’8,9%, in aumento dello 0,1% rispetto a novembre e dello 0,8% su base annua. E’ il dato più alto dal gennaio 2004, quando l’Istat ha iniziato a registrare le serie storiche mensili. Se si prendono in considerazione le serie storiche trimestrali, invece, per ritrovare un tasso di disoccupazione così alto bisogna tornare al terzo trimestre del 2001. 

I tecnici dell’Istat hanno spiegato che lo scorso dicembre “c’è stato un peggioramento consistente del mercato del lavoro, soprattutto per un incremento della disoccupazione maschile”. Il numero dei disoccupati ha raggiunto quota 2.243.000, in aumento del 10,9% su base annua (221mila unità) e dello 0,9% rispetto a novembre (20mila unità). L’incremento è dovuto “esclusivamente alla componente maschile”.  

La disoccupazione fra gli uomini cresce del 5,1% rispetto a novembre e del 15,1% su base annua. Il tasso di occupazione maschile si attesta al 67,1%, dato più basso dal primo trimestre del 1999, mentre il tasso di disoccupazione maschile sale all’8,4%, dato più alto sempre dal primo trimestre del 1999. Diminuisce invece il numero di donne disoccupate rispetto a novembre (-3,9%), mentre aumenta (+6,2%) in termini tendenziali.

Quanto ai giovani, quasi uno su tre è disoccupato. A dicembre il tasso dei senza lavoro di età comprese fra i 15 e i 24 anni si è attestato al 31%, in diminuzione dello 0,2% rispetto a novembre. Su base annua il il dato è aumentato invece addirittura del 3%.

Resta stabile il tasso di occupazione, fermo al 56,9%. Il numero degli occupati resta sostanzialmente invariato (22,903 milioni) rispetto a novembre, “in presenza di un calo della componente maschile e di una crescita di quella femminile”. Nel confronto con l’anno precedente l’occupazione diminuisce dello 0,1% (23.000 lavoratori in meno).

Gli inattivi tra 15 e 64 anni diminuiscono dello 0,2% rispetto al mese precedente. Il tasso di inattività si posiziona al 37,5%, in calo di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali.

 

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