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Intesa vola e traina le banche, i fondi danno la carica a Nestlè

FIRSTonline

Piace ai mercati, come previsto, l’accordo per il salvataggio delle banche venete, A Milano a fine mattinata l’indice FtseMib sale dell’1,4% oltre quota 21.100 punti. In terreno positivo anche gli altri listini: Parigi +0,98%, Francoforte +0,71%. A Madrid indice Ibex +0,60%. Londra +0,8%. L’indice delle banche italiane sale di oltre 3 punti percentuali. L’indice Eurostoxx delle banche europee sale dell’1,5%, peggior settore quello delle Utility, piatto.

In grande evidenza Intesa Sanpaolo +4,05%: il contratto di acquisto per 1 euro di attività e passività selezionate delle due banche venete, Pop.Vicenza e Veneto Banca, prevede una clausola che lo rende inefficace se il decreto del governo sarà modificato o non convertito in legge. Mediobanca alza il target price a 2,75 euro da 2,6 euro, confermato il giudizio Neutral. Tutte in rialzo le altre banche: Unicredit +3,2%, Banco Bpm +3,6%, Ubi +3,6%, Bper Banca +3,2%. Credito Valtellinese +1%: l’imprenditore francese Denis Dumont ha quasi raddoppiato la sua quota portandola al 5,7%.

A sostenere il clima positivo sui mercati contribuisce l’indagine Ifo che indica un inatteso rialzo della fiducia delle imprese tedesche a giugno, salita a livelli record, segnale che i dirigenti aziendali sono più ottimisti sulle prospettive di crescita della prima economia europea.

Grandi novità anche per Nestlé che guadagna oltre il 4,5% dando vigore alla Borsa di Zurigo (+1,15%). L’investitore-attivista Daniel Loeb, con la sua Third Point, ha reso noto di esser salito oltre l’1%, ed ha invitato l’azienda a migliorare i propri margini, promuovere un buy back e vendere il proprio pacchetto nell’Oréal. Ubs sottolinea che nonostante le sue dimensioni, Nestlé fa peggio dei suoi rivali in termini di redditività e che l’iniziativa di Loeb potrebbe provocare un’accelerazione dei piani aziendali. L’Oréal intanto sale del 4,2%. La performance di Nestlé ha dato una spinta anche ad altri titoli del settore, vedi Danone, Unilever e Diageo. Il comparto europeo del Food and Beverage avanza di oltre il 2%.

Risale dell’1% anche il petrolio con il Brent a 46 dollari al barile e il Wti a 43,4 dollari. L’oro nero cerca di interrompere la striscia di cinque settimane consecutive al ribasso. Eni +0,8%, Saipem +2,5%, Tenaris +0,9%: Macquarie ha abbassato il target price a 10,5 euro da 11 euro, confermato il giudizio negativo Underperform. Il cambio euro/dollaro è invariato a 1,1195. Situazione stabile sul mercato dei titoli di Stato: il Btp a 10 anni tratta stamattina all’1,90%, invariato su venerdì sera. Spread stabile a 165 punti base. Il rendimento decennale greco scende a 5,28%, sul nuovo minimo dal 2009. Moody’s ha promosso il rating del debito di lungo termine a Caa2 da Caa3 e ha alzato l’outlook a ‘positivo’ da ‘stabile’ dopo le novità dell’accordo con i creditori.

Sul fronte degli industriali bene Cnh Industrial +2%: Mediobanca ha alzato il target price a 13,4 dollari da 12,9 dollari, confermato il giudizio positivo Outperform. Fiat Chrysler +0,9%: tutte le principali case automobilistiche potrebbero avere contraccolpi negativi in Borsa dopo la notizia del fallimento della giapponese Takata, leader nella produzione di airbag.

Meno euforiche le utilities. Enel +0,5%, Telecom Italia +0,5%: Open Fiber, società del gruppo Enel, ha raggiunto l’accordo con Acea per la posa della fibra ottica a Roma. Terna -0,4%: Hsbc ha abbassato la raccomandazione a Reduce da Hold, il target price è confermato a 4,50 euro.

Diasorin in calo dell’1,35: la società ha presentato il nuovo piano industriale per il periodo 2018-2019 che prevede una crescita media dei ricavi del 9% all’anno e dell’utile del 12% all’anno. L’utile è stimato a 155-160 milioni di euro nel 2019.

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Categories: Finanza e Mercati