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Intesa Sanpaolo: utile nove mesi a 1,68 miliardi (-12,5%), pesano le tasse

FIRSTonline

Intesa Sanpaolo ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile netto consolidato pari a 1,688 miliardi di euro, in calo del 12,5% rispetto allo stesso periodo del 2011, a causa del maggior onere fiscale. In forte crescita invece il risultato della gestione operativa, che ammonta a fine settembre a 6,771 miliardi, in crescita del 17,8%, il più elevato dal 2009.

Ulteriormente rafforzati i coefficienti patrimoniali al 30 settembre, tenendo conto dei dividendi maturati nei primi nove mesi: Il Core Tier 1 ratio è salito all’11,1% dal 10,1% di fine 2011, il coefficiente Eba pro-forma al 10,3% dal 10,1%dell’analisi Eba sui dati di giugno, in aumento rispetto al requisito minimo del 9%.

Intesa si attende per l’esercizio 2012 una redditività operativa stabile, al netto delle componenti non ricorrenti del 2011. Le azioni di repricing, iniziate nel 2011 e proseguite nel 2012, consentiranno di contenere le ripercussioni dello sfavorevole contesto atteso sui tassi di mercato nell’ultimo trimestre. Lo stretto controllo dei costi permetterà di contrastare gli effetti indotti dall’inflazione e dagli automatismi. Il costo del credito rimarrà elevato, benché sotto controllo, dicono ancora dalla Banca.

A fine settembre Intesa aveva in portafoglio titoli governativi greci per 12 milioni di euro, irlandesi per 132 milioni e portoghesi per 285 milioni. L’esposizione su prodotti strutturati di credito con sottostanti attività US Subprime era invece di 12 milioni.

Dopo la pubblicazione della trimestrale, il titolo di Intesa si porta in testa al Ftse Mib (+1,5%).

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