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Intesa Sanpaolo, ok al contratto di lavoro di secondo livello

Imagoeconomica

Intesa Sanpaolo ha definito i termini del contratto di secondo livello in accordo con le organizzazioni sindacali, in scadenza il 31 dicembre 2021. Il contratto, rinnovato con l’accordo del 3 agosto 2018 e successivamente modificato in occasione dell’integrazione del Gruppo Ubi, partirà dal 1° gennaio 2022 e durerà fino al 31 dicembre 2025. In tale contesto è stata anche conclusa l’armonizzazione dei trattamenti normativi ed economici riferiti al personale dell’ex Gruppo Ubi avviata il 14 aprile 2021.

L’accordo raggiunto – si legge in una nota – va nella direzione della valorizzazione e dell’ulteriore ampliamento degli strumenti di welfare a beneficio delle 80mila persone di Intesa Sanpaolo e delle loro famiglie, il miglioramento dell’efficacia dell’organizzazione aziendale e la definizione di politiche del lavoro sostenibili e differenziate anche in fasi diverse della vita lavorativa che possano creare coesione e solidarietà tra le diverse generazioni presenti in azienda. Gli accordi riguardano, in particolare, i percorsi di sviluppo professionale, la conciliazione dei tempi di lavoro e di famiglia, l’inclusione, la formazione, la previdenza complementare.

Inoltre, nelle scorse settimane il gruppo bancario e i sindacati avevano siglato un accordo che prevede oltre mille assunzioni e 2mila prepensionamenti.

“Gli importanti accordi sottoscritti tra Intesa Sanpaolo e le organizzazioni sindacali offrono un quadro normativo avanzato entro il quale giocano un ruolo fondamentale aspetti come la conciliazione, la formazione, i percorsi di sviluppo professionale”, ha dichiarato Paola Angeletti, Chief Operating Officer Intesa Sanpaolo. 

Per l’istituto bancario, l’accordo con i sindacati rappresenta una tappa fondamentale in vista del nuovo piano d’impresa atteso a febbraio, mentre in primavera l’assemblea voterà per il rinnovo dei vertici (si attende la conferma di Messina e Gros Pietro).

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