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Industria: la mini-ripresa continua, ma non per l’auto

FIRSTonline

Prosegue la ripresa dell’industria italiana, anche se a ritmo davvero lento, principalmente a causa della zavorra del settore auto. Dopo un finale di 2018 molto negativo, i dati di febbraio confermano la prestazione positiva registrata a gennaio in termini di fatturato e ordinativi.

Secondo gli ultimi numeri diffusi dall’Istat, a febbraio si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale sia aumentato dello 0,8% rispetto a gennaio (+0,9% corretto per effetti di calendario). L’incremento è più ampio se si considerano le sole attività manifatturiere (+1,3%).

Nella media del trimestre dicembre-febbraio, il livello destagionalizzato della produzione diminuisce dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti, mentre su base tendenziale l’indice grezzo segna un rialzo dello 0,9% così come quello corretto per gli effetti di calendario.

L’Istat rileva che a febbraio la produzione industriale ha fatto segnare la seconda variazione congiunturale positiva dopo quattro mesi consecutivi di cali che avevano contraddistinto la parte finale dell’anno scorso.

Progresso che sarebbe stato decisamente superiore senza il freno dell’auto, ancora una volta in calo pesante: la produzione italiana di autoveicoli a febbraio è infatti diminuita del 10% rispetto allo stesso mese del 2018, nella media dei primi due mesi dell’anno la flessione tendenziale è del 13,8%.

A febbraio gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano un aumento tendenziale accentuato per i beni di consumo (+4,7%) e più lieve per i beni strumentali (+1,5%); diminuisce in modo marcato l’energia (-4,1%) mentre più moderata è la diminuzione dei beni intermedi (-1,1%).

I settori di attività economica che registrano le variazioni tendenziali positive più rilevanti sono le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+11,7%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+5,3%) e la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+4,4%).

Le flessioni più ampie si registrano nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-13,9%), nell’industria del legno, della carta e stampa (-5,4%) e nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-2,8%). Light Acc

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Categories: Economia e Imprese