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Il rischio default in Grecia allarma le Borse ma la Fed acquista T-bond per 400 mld di dollari

LE BORSE GIU’ IN ATTESA DELLA FED (ORE 20.15)
LO SPREAD BTP/BUND SFIORA QUOTA 400

Chiusura in forte ribasso per Piazza Affari (Ftse Mib 14119 -1,65%) in sintonia con il resto d’Europa: Parigi -1,52%, Londra -0,50%, Francoforte -1,83%. Le tensioni sul fronte dell’eurozona prevalgono sull’attesa per le decisioni della Fed. Sulla Grecia continua a permanere l’incertezza. Il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos, ha detto che il Paese è davanti a una scelta storica, se rimanere o meno membro dell’Europa. Settimana prossima Bce, Fondo Monetario Internazionale e Ue incontreranno le autorità greche per valutare l’andamento del piano di austerity.
La Germania ha riaperto ieri il collocamento del decennale di riferimento settembre 2021 per 4,2 miliardi di euro facendo registrare una discesa del rendimento decennale al di sotto del due per cento [1,8% dal 2,15% di fine agosto] per la prima volta nella storia. Intanto il Portogallo ha collocato interamente i 1,25 miliardi in titoli a tre e sei mesi che intendeva assegnare con rendimenti a due velocità: in discesa sui tre mesi e in rialzo sui sei. In questa cornice lo spread Btp/Bund non ha sfondato il tetto dei 400 punti, la soglia psicologica da difendere dopo la retrocessione da parte di Standard & Poor’s, fermandosi a quota 394. Ma il rendimento dei Btp è salito al 5,71%

FIAT CADE DOPO IL DOWNGRADING DI MOODY’S
CORRE ANSALDO +6%. PERDE COLPI MEDIASET

La maglia nera della giornata tocca a Fiat -6,22%, in caduta libera dopo che Moody’s ha annunciato il taglio del rating a BA2, confermando un outlook (giudizio sulle prospettive future) negativo. Nel giudizio di Moody’s conta la forte interdipendenza creata fra Fiat e Chrysler: in caso di difficoltà, è l’osservazione dell’agenzia di rating, le due Case sarebbero chiamate a fornirsi reciproco supporto. Per Sergio Marchionne questo è un punto di forza, Moody’s lo sottolinea come un elemento di rischio. Ieri il titolo aveva guadagnato il 7% sull’onda dell’incontro con gli analisti a Londra. Oggi, al contrario, è sugli scudi Fiat Industrial + 3,32%.
Da segnalare la corsa di Ansaldo (+6%) dopo la conferma che diversi gruppi sono interessati ad acquisirla. Il rialzo non contagia la capogruppo Finmeccanica che arretra dello 0,3%. Sale Saipem +1% dopo aver annunciato nuovi contratti Onshore per un valore complessivo di 650 milioni di dollari in Canada e Nigeria. Nei giorni scorsi la società aveva annunciato l’aggiudicazione di contratti nelle perforazioni mare e terra per un valore complessivo di oltre 500 milioni di dollari in Angola e Arabia Saudita. Zavorra l’indice Mediaset (-5,32%) anche per le crescenti incertezze legate alla tenuta del governo.

FINALE IN CALO PER LE BANCHE: INTESA -3,01%
LA BORSA SNOBBA I CONTI DI MEDIOBANCA

Le banche sono contrastate e soggette a repentine escursioni. Intesa, che guadagnava lo 0,3%, ha chiuso a -3,01%, Unicredit -3,27 %, MontePaschi -1,35%, positiva Pop Mi-1,52%. Mediobanca -3,25% a Piazza Affari dopo l’annuncio dei conti 2010-2011, chiusi con un calo dell’utile dell’8% a 368,6 milioni, e la conferma del dividendo a 0,17 euro per azione. E’ stato annunciato intanto che Pierre Lefevre, direttore generale di Groupama, prenderà il posto di Jean Azema nel Cda di Mediobanca. Lo ha annunciato Vincent Bolloré che ha confermato la designazione di Anne-Marie Idrac, “grande professionista nel pubblico e nel privato” come membro indipendente al posto di Antoine Bernheim. Intanto sulla Grecia continua a permanere l’incertezza. Il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos, ha detto che il Paese è davanti a una scelta storica, se rimanere o meno membro dell’Europa.
Settimana prossima Bce, Fondo Monetario Internazionale e Ue incontreranno le autorità greche per valutare l’andamento del piano di austerity. In attesa del comunicato della Federal Reserve Wall Street prosegue senza scosse particolari con i tre indici che si muovono intorno alla parità. La nota della Federal Reserve è attesa alle 20.15 ora italiana. Tra le macrovariabili, il cross euro dollaro staziona a 1,367, sulla moneta unica pesa l’incertezza sul futuro di Atene. Proseguono i realizzi sull’oro che scende dell’1% a 1.786 dollari dopo una breve comparsa oltre quota 1.800 dollari.
L’argento perde la soglia psicologica dei 40 dollari. Per quanto riguarda gli indicatori macro, di rilievo l’aumento in agosto de le vendite di case esistenti negli Stati Uniti, in crescita del 7,7%, meglio delle stime di +1,7%. Incremento superiore alle attese, al contrario, per le scorte di greggio. Il petrolio Wti ha azzerato i guadagni e perde lo 0,9% a 86 dollari.

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