X

Il dollaro cade e azzera i guadagni delle Borse: attesa per la Fed

FIRSTonline

Chiusura in rosso per Milano, -0,61%, 20.960 punti, che s’indebolisce a metà pomeriggio insieme agli altri listini europei, dopo l’apertura di Wall Street e il nuovo tonfo del petrolio, in scia al dato sulle scorte settimanali Usa, peggiore delle attese. Si fermano in forte ribasso Buzzi -3,38% e Fiat, -3,05%; deboli anche le banche e i titoli petroliferi; positive invece le utility, con Italgas +2,75% in cima alla lista. Resta ben comprata la carta italiana: lo spread fra Btp decennale e Bund scende dell‘1,73%, 170.10 punti base, rendimento 1,93%.

Fiacchi i listini continentali, con l’eccezione di Francoforte che si ferma a +0,32%, in rallentamento rispetto alla mattinata. La piazza peggiore è Madrid, -0,85%; seguono Parigi -0,35 e Londra -0,35%. 

A New York i listini principali al momento viaggiano a velocità diverse. In apertura il Dow aveva ritoccato i nuovi massimi storici raggiunti ieri, poi è cominciato un lento peggioramento. C’è attesa per le decisioni delle Fed e la conferenza stampa di questa sera. Il rialzo del costo del denaro di un quarto di punto è dato al 90%, ma ci s’interroga soprattutto sui passi futuri. In giornata si registra la sparatoria a Washington, su un campo di baseball, dove è rimasto ferito il deputato repubblicano del Congressoi, Steve Scalise.

Una serie di dati macro peggiori delle attese indeboliscono il dollaro, ai minimi da 9 mesi. L’euro si apprezza contro il biglietto verde dello 0,59%, 1,127. L’oro risale: +0,89%, 1277.015 dollari l’oncia. Seduta pesante per il petrolio, a causa del dato settimanale sulle scorte americane: il Brent scende del 3,55% a 46,99 dollari al barile; Wti -3,75% 44,72 dollari.

In Piazza Affari il tonfo di Fiat sembra imputabile alla notizia che i ricercatori della West Virginia University, la stessa istituzione che aiutò a scoprire lo scandalo Volkswagen nel settembre 2015, hanno trovato delle discrepanze nelle emissioni di vetture diesel del Gruppo, a seconda che siano state misurate su strada o in laboratorio. La versione di Fca e che senza un accordo sugli standard da usare, i test sulle emissioni su strada possono portare a risultati problematici. In forte ribasso i titoli petroliferi, che vanno a fondo insieme all’oro nero: Tenaris -2,71%; Saipem -1,28%; Eni -1,07%.

La debolezza è generalizzata sui bancari, mentre Vitor Constancio, vice presidente della Bce, ritiene che “in Italia, nonostante una significativa riduzione del rapporto tra Npl e crediti totali, restano insufficienti i passi in avanti fatti nella riduzione degli stock di Npl a livelli gestibili”. Bankitalia intanto invita a risolvere rapidamente la situazione di banche venete.

In questa cornice Unicredit cede il 2,16%; Ubi il 2,44%%; Banca Generali l‘1,89%. Vendite su Stm -1,56. Seduta positiva per le utility. Oltre Italgas, gli acquisti premiano Terna +1,39% e A2a 0,47%. Ben comprata la moda con Moncelr +1,54% e Ynap +1,97%.

Debole Mediaset, -1,09%, sconfitta da Sky nella corsa ai diritti tv della Champions League per le stagioni 2018-2021. Oggi il presidente di Telecom (+0,18%), Arnaud de Puyfontaine, dovrebbe aver incontrato l’Agcom per discutere del Biscione. Fuori dal Ftse Mib scende Amplifon, -5,43%, in seguito alla diffusione della notizia che due importanti azionisti, Tamburi Investment Partneri e Ampliter, hanno ceduto parte delle loro quote.

Related Post
Categories: Finanza e Mercati