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Hera: l’utile netto vola e il dividendo sale

Imagoeconomica Stefano Scarpiello

Il consiglio di amministrazione di Hera ha approvato i conti 2017 e proposto un dividendo di 9,5 centesimi per azione.

In base a quanto si legge nella nota, il fatturato è salito del 10% toccando quota 6,13 miliardi di euro, mentre il margine operativo lordo si è attestato a 984,6 milioni, in rialzo del 7,4%.

In forte crescita l’utile netto che ha messo a segno un +21% a 266,8 milioni di euro. La posizione finanziaria netta è migliorata, assestandosi a 2,523 miliardi di euro.

In virtù dei risultati conseguiti nel 2017, il cda ha proposto un dividendo pari a 9,5 centesimi per azione dai 9 centesimi pagati l’anno passato sull’esercizio 2016.

Nella nota della multiutility si sottolinea “il contributo alla crescita da parte di tutte le aree di business, con particolare riferimento alle attività a libero mercato come elettricità e ambiente”.

“I risultati raggiunti ci permettono di fare alcune considerazioni sul percorso di crescita che Hera ha seguito in questi 15 anni della sua storia: una performance operativa ben rappresentata dal mol, quintuplicato rispetto al 2002. – ha evidenziato il presidente esecutivo Tomaso Tommasi di Vignano – Si conferma la creazione di valore per i nostri azionisti, con un dividendo in crescita del 5,5% e in linea con la policy dichiarata lo scorso gennaio”. Nell’ambito della presentazione del piano industriale avvenuta lo scorso gennaio Hera aveva infatti anticipato che la cedola sarebbe salita “già a partire dalla competenza 2017 (in pagamento nel corrente esercizio) per poi aumentare a 10,0 centesimi nel 2018 e 2019 e arrivare fino ai 10,5 centesimi degli anni 2020 e 2021 (+17% rispetto all’ultimo pagamento del dividendo)”.

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