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GRECIA ED EUROPA – Trattativa ancora in bilico: Grecia nicchia su Fondo di garanzia e Fmi

Non è bastata un’intera notte di trattative all’Eurosummit dei capi di governo dell’Eurozona per arrivare ad un accordo sulla Grecia.  Ora la riunione è sospesa per le consultazioni finali e non è escluso che il premier greco Alexis Tsipras chieda il tempo di tornare precipitosamente ad Atene prima di firmare o di rifiutare il compromesso finale che, in ogni caso, non sarà leggero per la Grecia.

La mediazione di Hollande e di Renzi ha fatto saltare dalla bozza finale ogni riferimento a Grexit, come avrebbe invece volto il ministro tedesco Schaeuble, ma le condizioni poste dall’Europa per sbloccare un nuovo programma di aiuti da 80 miliardi a favore della Grecia sono molto stringenti.

In sostanza l’Europa chiede principalmente tre impegni ad Atene per accordare, anche attraverso il Fondo salva-Stati (Esm), il terzo programma di aiuti:

1) approvare in Parlamento nel giro di tre giorni le principali riforme previste dallo stesso piano Tsipras (Iva, pensioni, privatizzazioni) più la riforma del codice civile;

2) istituire ad Atene un Fondo di garanzia a carico della Grecia di 50 miliardi di euro che assicuri i creditori che gli aiuti verranno restituiti;

3) coinvolgere il Fondo Monetario Internazionali nelle trattative  e nella gestione del piano di aiuti per alleggerire il peso degli impegni finanziari dell’Europa.

Tsipras, che nel corso della notte ha avuto un gesto di rabbia e ha messo polemicamente sul tavolo la sua giacca (“Prendetevi anche questa” ha detto a Merkel e al fronte dei falchi), sembra disposto a prendere l’impegno di approvare rapidamente le riforme ma rifiuta o nicchia sul Fondo di garanzia e sul ritorno della Troika. “Non si può umiliare così la Grecia”, ha commentato.

Nelle prossime ore si capirà se si può giungere ad un accordo o meno ma una cosa è chiara: come spesso capita nei momenti cruciali della storia, la Germania non sembra avere una visione lungimirante sull’Europa e dispiace che la parte del falco l’abbia fatto il ministro delle Finanze Schaeuble, che era l’erede designato alla successione di Helmut Kohl prima dell’attentato che lo ha in parte paralizzato, ma la gestione dilettantesca delle trattative da parte di Tsipras (con il ricorso a sorpresa e all’ultimo al referendum) e soprattutto dell’ex ministro Varoufakis (come fai a trattare con i creditori che hai prima definito “terroristi”?)  hanno dato fiato a chi vorrebbe vedere la Grecia fuori dall’euro, anche se Hollande e Renzi hanno mitigato le durissime condizioni iniziali poste dai tedeschi.

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